Archivio mensile:maggio 2013

Schettino rinviato a giudizio – udienza 22.05.2013

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Schettino non ottiene le integrazioni di perizia richieste nelle forme di incidente probatorio, ai sensi del 422 cpp, e conseguentemente il giudice delle indagini preliminari, ad esito della discussione e, rigettata ogni richiesta di integrazione probatoria, la richiesta di proscioglimento per il capo di imputazione riguardante il reato di abbandono della nave, nonché quelle delle parti civili inerenti la riqualificazione del reato in termini di dolo eventuale, nonché ogni altra diversa richiesta, ha disposto il rinvio a giudizio per Francesco schettino innanzi al tribunale per la udienza del 9 luglio 2013.

Infine, tenendo anche conto del contegno processuale, con un provvedimento che riteniamo giusto, ha revocato la residua misura cautelare dell’obbligo di dimora, a carico del comandante Schettino, che torna ad essere un uomo libero.

Entro i prossimi due o tre giorni è atteso anche il provvedimento che darà risposta alla istanza di sequestro contro Costa SpA, presentata dal pool giustizia per la concordia.

Si è proceduto infine alla formazione del fascicolo dibattimentale, estraendo dal monumentale numero di faldoni delle fasi di indagini, incidente probatorio, e udienza preliminare, quanto dovrà entrare a far parte del processo ordinario.

Il giorno 8 luglio, da ultimo, il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta di patteggiamento per le altre posizioni stralciate dei coimputati.

Processo Concordia bis contro vertici Costa e Carnival

20130517-223234.jpgGiustizia per la Concordia legge con soddisfazione che la Procura di Grosseto ha disposto l’apertura di un nuovo filone di indagini a carico dei membri del consiglio di amministrazione di Costa e di Carnival per avere concorso nel naufragio della Concordia consentendo gli inchini e per non aver predisposto ogni necessario mezzo di prevenzione.
I membri dei due cda saranno indagati anche per avere concorso a ritardare i soccorsi e l’abbandono nave.
La Procura di Grosseto ha dunque deciso di dare corso alla denuncia presentata da Giustizia per la Concordia il 15 aprile scorso basata sugli atti di indagini, sulla perizia agli atti e sull’indagine amministrativa svolta dalla Capitaneria di porto di Livorno sulle cause del disastro.
Confidiamo che emergeranno effettivamente tutte le responsabilità della Costa Crociere SPA e che i suoi amministratori si troveranno presto anche loro sul banco degli imputati assieme a Schettino che, come abbiamo sempre ritenuto, non può essere indicato quale capro espiatorio. Nel processo bis Costa in persona dei suoi amministratori si potrá finalmente vedere direttamente imputata di quanto successo.

La notizia della ns denuncia é passata sul tg1 inoltre é su repubblica http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/05/17/news/concordia_indagati_per_il_naufragio_5_componenti_del_cda_di_costa_crociere-59026334/?ref=HREC1-6 e anche sul fatto quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/concordia-5-nuovi-indagati-sono-componenti-del-cda-costa/597721/

RASSEGNA STAMPA

Udienza 17.05.2013

IMG_0701Parola al comandante Schettino: ancora una volta si sono create le condizioni di rimettere Schettino al comando della “nave” processuale, mandare a casa la Costa senza impegnarla nei risarcimenti in questa sede, ovvero proseguire a barra dritta e avanti tutta verso il dibattimento!

Infatti oggi toccava ai difensori dell’unico imputato rimasto sul palco del teatro moderno di Grosseto, e come preannunciato ai giornali a fine udienza, NON E’ STATO CHIESTO IL RITO ABBREVIATO, ma hanno concluso con la richiesta di integrazione probatoria ai sensi del 422 nelle forme dell’incidente probatorio, principalmente sul ruolo del timoniere e sulla struttura e carenze della nave Concordia. Gli stessi difensori hanno annunciato che in caso di mancato accoglimento del l’istanza si andrà a dibattimento per chiarire le medesime circostanze.

Ai sensi degli artt. 422 e 392 c.p.p. l’avv. Pepe chiede l’integrazione probatoria con le forme dell’incidente probatorio (perizia) relativamente alle circostanze:
1) l’incidenza causale dell’errore del timoniere così come accertato nell’incidente probatorio;
2) verificare la natura e le cause del mancato funzionamento del gruppo elettrogeno di emergenza posto al ponte 11 che avrebbe permesso il funzionamento degli ascensori, del timone, delle pompe, del sistema UPS, delle luci di emergenza ecc.;
3) verificare la struttura e gli eventuali difetti delle porte stagne;
4) verificare eventuali difetti e la struttura della nave;
5) verificare i tempi di affondamento della nave al fine di verificare l’incidenza del ritardo nell’annunciare l’abbandono nave;
6) verificare i bracci telescopici delle scialuppe e la capacità di far fronte ad inclinazioni sfavorevoli;
7) verificare la causa dell’allagamento del ponte “0″.

L’atteggiamento inespressivo del Gup non ha lasciato intendere molto. Tuttavia le argomentazioni di Schettino non sono di poco conto, in certi aspetti anche condivisibili. L’imbarazzante replica dei Pm., sempre velata di un favor Costa Crociere, e il fatto che il Gup si sia riservato e ritenga che sul l’istanza debba rifletterci, lasciano aperti tutti gli scenari. Se accogliesse l’istanza l’integrazione di perizia è inevitabile. In caso contrario si andrebbe presumibilmente all’udienza 08.07.2013 per decidere su tutto.

Compresa la sempre pendente istanza di sequestro conservativo presentata dal pool Giustizia per la Concordia.

Il dott. Molino dopo le repliche del PM e delle parti civili si è riservato e ha rinviato al l’udienza di mercoledì 22 ore 9.30

Udienza del 16.05.2013

20130516-180143.jpgAlla udienza odierna del 16 maggio, il GUP ha disposto lo stralcio della posizione degli imputati che hanno richiesto il patteggiamento, rinviando la decisione alla udienza del 8 luglio 2013 e facendoli allontanare dalla aula

Schettino e i suoi difensori sono rimasti da soli sul banco degli imputati, anche umanamente era suggestivo vedere Quanto fosse impari la presenza di un solo imputato contro tutti in un processo di questa caratura.
Avremmo voluto vedere Costa seduta con i suoi responsabili di vertice, seduta di fianco all’imputato e non tra noi parti civili!
L’avvocato Pepe non ha manifestato una immediata decisione sui riti alternativi, quindi il GUP ha dato la parola a pubblico ministero, parti civili e responsabile civile per le conclusioni.

Il PM Ha inaspettatamente svolto una requisitoria piuttosto concisa, soprattutto rivolta a dimostrare la responsabilità apicali e personale di Schettino, Certamente in modo efficace tanto da sembrare indubitabile il rinvio a giudizio, ma trascurando di spendere qualche giusta parola sulle indubbie responsabilità degli altri, ed in alcuni punti sembrava quasi stesse facendo le difese della costa crociere

Le parti civili si sono tutte prodigate nell’argomentare la responsabilità di Schettino ma anche degli altri, in termini di dolo eventuale, e non solo come colpa cosciente. A mio parere le tesi sono state illustrate tutte in modo molto ampio e convincente, nelle molteplici sfaccettature affrontate dai singoli avvocati e rappresentando ognuno un diverso aspetto Che porta sempre ad uno stesso risultato: alzare il livello delle responsabilità per bloccare i patteggiamenti, consentire che questo giudizio si celebri davanti alla corte di assise, dove potrà essere trattata la responsabilità degli imputati anche in termini di dolo, arginato il rischio di una scelta anche di Schettino di restare su un giudizio abbreviato che parta da reati sottodimensionati e pene più miti. Il tutto a discapito dell’accertamento della verità!

L’avvocato De Luca, per la responsabile civile ha molto brevemente argomentato sulla posizione di Costa Crociere, che sarebbe tuttora pronta a risarcire tutti, in termini che, tuttavia partono da presupposti di quantificazione davvero non condivisibili, ed oltretutto niente affatto formalizzata in modo serio nei confronti di tutti i passeggeri. Utilizzando un termine piuttosto inflazionato, questa pretesa disponibilità della Costa potrebbe ben definirsi una vera “sciocchezza”

La pressione mediatica e le considerazioni svolte dai difensori delle parti civili sembrano aver condotto il comandante schettino ed i suoi difensori ad una scelta che non pregiudichi i diritti delle parti civili e l’accertamento dei fatti e delle responsabilità vere.

Uscendo dalla aula Schettino ha dichiarato ai giornalisti che non farà il giudizio abbreviato.

Domani vedremo!

Udienza del 14.05.2013


NON CI STIAMO! Come pool di legali che rappresentano gli interessi dei passeggeri, riteniamo che vi siano delle responsabilità troppo grandi per consentire una facile via di fuga con il patteggiamento, oltretutto non subordinato al risarcimento in favore delle parti civili! per questo chiediamo a gran voce al dott. Molino di alzare il livello di tali responsabilità con la riqualificazione delle imputazioni a carico degli imputati in reati di natura dolosa (dolo eventuale); questo almeno nei confronti di Schettino, gli ufficiali di coperta ed il responsabile della unità di crisi della Costa.

Lo scandalo non è la richiesta di patteggiamento di Schettino, ma la sottodimensione delle imputazioni che ha consentito agli altri imputati di arrivare ad una proposta di pena a meno di due anni di reclusione, e lo sconcertante assenso prestato dalla Procura di Grosseto a tali proposte senza che le stesse fossero condizionate al risarcimento del danno alle parti civili.

UN VERO REGALO ALLA COSTA SpA!

Costa che ha fin qui affermato di aver raggiunto un accordo con più dell’80% dei danneggiati, mentre oggi in aula i dati riportati dal legale della compagnia parlano di circa 2.000 persone risarcite, quindi meno del 50% dei passeggeri a bordo della Concordia.

Per quanto riguarda quindi la società Costa SpA, che è stata chiamata nel processo come responsabile civile, abbiamo chiesto a garanzia del risarcimento danni in favore dei passeggeri, il sequestro della nave Costa Diadema, in corso di costruzione presso la Fincantieri di Marghera, ovvero il sequestro delle quote azionarie e le partecipazioni societarie.

GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA pretende rispetto per il diritto al risarcimento in favore dei passeggeri, ora, in questa sede.

Chiudere il processo penale per un naufragio come quello senza prevedere un obbligo al risarcimento dei danni a carico della responsabile civile, per reati commessi dai suoi dipendenti in un contesto di piena consapevolezza e concorso di colpa della Costa (patteggiamento da 1 mln di euro già concluso per la Società) è assolutamente INACCETTABILE