Prime due giornate dibattimentale – ud. 17 e 18 luglio 2013


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Si apre la fase dibattimentale, e dopo la costituzione delle nuove parti civili si è passato principalmente a discutere della reiterata richiesta di estromissione di Costa S.p.A. quale parte civile per incompatibilità di tale ruolo con quello di responsabile civile della stessa società, nonché di responsabile amministrativa per le colpe patteggiate dalla Costa per 1 milione di euro. Il Tribunale, tuttavia, si adegua alla decisione già adottata dal giudice della udienza preliminare e quindi Costa S.p.A. resta nel processo al fianco delle vittime. Si è poi passato ad esaminare le eccezioni relative alle molte liste testimoniali ed alle altre prove richieste da tutte le parti.

Il successivo giorno, valutate le produzioni documentali delle parti, la attenzione si è concentrata soprattutto sulla richiesta, da parte della difesa dell’imputato Schettino e di Codacons, di un supplemento urgente di perizia prima che la nave venga spostata a Settembre e dunque si alteri lo stato dei luoghi. Il tribunale, in modo prudente, ha riservato tale decisione al momento in cui sarà raddrizzata la nave, consentendo così l’accesso alle aree interessate dagli esami in sicurezza, oggi prevalentemente trovandosi nel lato immerso, ed in funzione e successivamente all’esame dei periti e consulenti delle parti.

È stato per questo stabilito il calendario delle udienze
:

– Dal 23 al 27 settembre compresi per esame periti e consulenti sulle questioni “tecniche” del naufragio.
7 e 8, 28 e 29 ottobre per inizio esame dei testi PM.
11 e 12,18 e 19,25 e 26 novembre, 9 e 10, 16 e 17 dicembre per prosecuzione prove.

Complessivamente per le parti civili rappresentate dal pool Giustizia per la Concordia, possiamo ritenerci soddisfatti soprattutto per lo spirito di collaborazione e efficace sinergia tra parti civili e, per alcuni tratti, perfino con la difesa Schettino, nella insistente pretesa di accertamento delle ragioni del naufragio in senso più ampio rispetto a quanto finora avvenuto.

Molto efficacemente, infatti, è stato affermato più volte in aula che il processo fin qui svolto si è fermato all’impatto sugli scogli delle Scole, lasciando inesplorato tutto quanto è avvenuto successivamente a bordo della Costa Concordia, soprattutto da un punto di vista tecnico e operativo della nave. Restano infatti prive di risposta le molte domande riguardo il funzionamento e la efficacia progettuale delle porte stagne, del generatore di emergenza, delle porte di chiusura ascensori, del completo sbraccio delle scialuppe di emergenza rimaste incagliate sul fianco della nave e che possono aver concorso o determinato la morte delle 32 vittime e gran parte delle lesioni e traumi ai passeggeri sopravvissuti. Occorre infatti ricordare che nessuno di loro ha subito il danno al momento dell’impatto sugli scogli, ma solo nelle fasi di emergenza successive, che probabilmente si sarebbe potuto gestire in modo più efficace se tutto avesse funzionato come doveva.

Resteremo quindi presenti nel processo a presidiare l’operato della procura e farsi che il processo penale sia, prima di tutto, lo strumento attraverso il quale si possa accertare pienamente la verità e prevenire il nuovo verificarsi di eventi catastrofici come il naufragio della Concordia, e non solamente, come vorrebbe la procura, un riduttivo accertamento di responsabilità per arrivare velocemente ad una condanna del solo Comandante Schettino.

Giustizia per le vittime, giustizia nei risarcimenti e accertamento delle responsabilità anche della compagnia armatoriale, questi i nostri obiettivi.

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2 pensieri su “Prime due giornate dibattimentale – ud. 17 e 18 luglio 2013

  1. Padre Antonio

    Costa Spa resta al fianco delle vittime, per volere dei giudici. Ma la gravità delle conseguenze dell’impatto, pari all’impatto stesso e in stretta relazione con l’inadeguatezza ed il malfunzionamento degli apparati di sicurezza e di emergenza, emersi in maniera eclatante per tutta la durata del naufragio, non scagionano affatto Costa, anzi la rendono a dir poco corresponsabile !

    Rispondi
    1. massimilianogabrielli Autore articolo

      Siamo d’accordo e ci battiamo perché la compagnia si faccia carico delle proprie vere responsabilità e far si che questo la costringa poi a migliorare la sicurezza e preparazione equipaggi

      Rispondi

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