I PATTEGGIAMENTI DELLA VERGOGNA: udienza 20.07.2013


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IL GUP ACCOGLIE I PATTEGGIAMENTI

QUESTE LE PENE CHE SECONDO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI GROSSETO SONO ADEGUATE AI REATI DI OMICIDIO PLURIMO DI 32 PERSONE, LESIONI E NAUFRAGIO COLPOSO PER MIGLIAIA DI VITTIME:

1 anno e 11 mesi ad Ambrosio: secondo in comando, il soggetto che ha portato la Concordia a qualche centinaio di metri dagli scogli delle Scole prima di passare il comando a Schettino.

2 anni e 10 mesi a Ferrarini: capo della unità di crisi della Costa, il soggetto che ha detto a Schettino “non parlarmi alla radio, se ci sentono i mezzi di soccorso ci mangiano la nave”, scegliendo quindi di salvaguardare il valore della concordia piuttosto che il valore delle vite umane, appena quattro mesi in più di Gianpedroni, hotel director della concordia, condannato a due anni e sei mesi.

Pene da abuso edilizio e non certo adeguate alla morte di 32 persone

Non può essere questa la giustizia per le vittime del naufragio, non può addebitarsi solo a Schettino la intera e gravissima responsabilità di quanto avvenuto, soprattutto dopo l’impatto sugli scogli da parte della nave.

Unico interesse della procura di Grosseto è di arrivare ad una veloce chiusura del processo, rivolgendo la propria severità SOLO verso il Comandante, che ha certamente una responsabilità oggettiva ma non può essere il capro espiatorio di tutta la tragedia Concordia, Lasciando invece che tutti gli ufficiali in plancia e i responsabili della Costa S.p.A. se ne escano dal processo senza un solo giorno di carcere essendo le condanne nel limite della sospensione condizionale ovvero di blande misure alternative, ma, soprattutto, senza doversi minimamente curare dei risarcimenti nei confronti delle vittime del naufragio, per le quali, ricordiamo, la Società Costa era stata chiamata a rispondere nel processo penale come responsabile civile dei danni.

Tutte le parti civili hanno sperato fino all’ultimo che il GUP dottor Molino rispedisse al mittente questo accordo, inadeguato, non solo nella misura delle pene concordate con il PM, ma anche per non aver condizionato il patteggiamento al previo risarcimento del danno nei confronti delle parti civili danneggiate, come avviene comunemente in tutte le aule di giustizia per reati ben meno gravi di quelli di cui parliamo.

È NOSTRA FERMA INTENZIONE SOLLECITARE LA PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA AD IMPUGNARE QUESTA VERGOGNOSA DECISIONE, la quale, agli occhi del mondo intero che ci guarda, non può che essere considerata una facile, troppo facile, VIA DI FUGA PER GLI IMPUTATI, inviando loro la Rassegna stampa estera, che deride il nostro paese!

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4 pensieri su “I PATTEGGIAMENTI DELLA VERGOGNA: udienza 20.07.2013

  1. antoniocolletta@yahoo.it

    Non si può scendere nei dettagli di una simile, eclatante e vergognosa intenzione, ormai ampiamente intuita e compresa dal comune buon senso, ma si deve rivolgere energie e intelighentia alle ragioni prime di tale volontà arrogante e irriverente di deviare ogni causa e responsabilità dell accaduto sulle fragili spalle di un piccolo uomo, che rischia di assurgere al rango di eroe.

    Inviato da HTC

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  2. Antonio Colletta

    L ormai plateale volontà dei giudici di aggirare le difficoltà di indagine e accertamento delle molteplici e diffuse colpe in capo a più persone ed organi si staglia e definisce ben nitida, udienza dopo udienza. Il gioco di assecondare l originaria opinione pubblica avversa univocamente a Schettino, così come alimentata e condizionata dai media, è tattica stantia e scontata, che comprova le ragioni del presente commento. Ora che le notizie ed i fatti cominciano (a differenza della nave) ad emergere nella loro quasi interezza, sarà più arduo per il Tribunale di Grosseto perseverare sulla sua linea ottenebrata e strizzare l occhio a Costa Spa, fingendo di cogliere le aspettative di una ormai mutata e informata opinione pubblica, agendo come Pilato in danno di Gesù o come Tito al Colosseo in danno dei Cristiani, per soddisfare le attese degli spettatori. Posizione fin troppo comoda e lontana dalla verità.

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  3. Michael Verhoven

    Il focus delle indagini sulle responsabilità si stringe biecamente su quello che ha CAUSATO L’AVARIA DELLA NAVE (rischiando che il capitano, nell’immaginario collettivo, da capro espiatorio diventerà una personaggio da capire e da compatire) invece di mettere in luce le colpe di coloro che hanno creato le condizioni affinché L’AVARIA DIVENTASSE TRAGEDIA. Ricordo che la CAUSA della MORTE di 32 persone non era tanto l’impatto con la roccia bensì la decisione di ritardare l’evacuazione di oltre un’ora per non “farsi mangiare la nave”. Mettendo il profitto prima della sicurezza, i dirigenti della società armatrice hanno commesso un gravissimo reato per il quale, in altre giurisdizioni, come in quella americana, viene applicato il provvedimento del “Danno Punitivo” (e si va IN GALERA!)

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  4. antonio colletta

    Se in Italia guardassimo più alla praticità con cui si muove la Giustizia in Usa che a quanto vanno di moda le All Stars, non esisterebbero questi processi insulsi, che offendono tutti coloro che hanno occhi per vedere e orecchie per ascoltare.

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