Udienze 28 e 29 ottobre 2013 – le testimonianze di Ursino, Onorato, Tievoli, Cemortan e Palombo


Palombo241008Il processo sul naufragio della Concordia  prosegue nella serie di udienze fissate dal Collegio per la audizione dei testimoni citati dalla Procura di Grosseto.

Il giorno 28 ottobre 2013 è stato interamente dedicato all’esame di Salvatore Ursino, il giovane ufficiale in seconda, che, essendo stato sempre presente in plancia prima e dopo l’incidente, spiega al Tribunale, momento per momento ed in parallelo alla timeline estratta dal VDR, cosa è avvenuto esattamente il 13 gennaio 2012 sul ponte di comando: quasi 11 ore di escussione del testimone che, dopo esser stato sottoposto all’esame del sostituto Procuratore Stefano Pizza, passa il pomeriggio intero a rispondere alle moltissime domande delle parti civili e dei difensori di Schettino.

Alla fine della prova testimoniale di Ursino, sembra di poter dire che la Procura ha segnato un decisivo punto a proprio favore, dimostrando che, quando il Comandante Schettino ha preso effettivamente il comando della nave, a circa 6 minuti dall’impatto contro gli scogli delle scole, fosse ancora perfettamente in grado di effettuare una manovra che avrebbe consentito alla Concordia di passare in sicurezza, effettuando una diversa traiettoria, ed addirittura cambiare la rotta, circumnavigare l’isola dall’altra parte o tornare indietro. Insomma la tesi del Comandante Schettino di aver preso le “consegne del timone” dal 1° ufficiale Ambrosio, quando ormai la nave procedeva a 15 nodi verso gli scogli ed in una posizione molto più avanzata di quanto ritenesse, troppo avanzata per evitare l’impatto, sembra esser stata sconfessata dall’esame del testimone e dalle prove prodotte fin qui dai PM.

Un punto a favore del Comandante Schettino, invece, emergerebbe dalla suggestiva rappresentazione dei momenti relativi all’abbandono della nave, descritti da Salvatore Ursino come estremamente drammatici e senza alternativa alcuna: il giovane ufficiale racconta che, dopo aver fatto tutto quello che era possibile per sbarcare tutti i passeggeri presenti sul lato che si stava inabissando, ebbero la sensazione come di “un grattacielo che ci stava crollando addosso” e quindi di essersi salvato, saltando sul tetto della ultima scialuppa incastrata sotto le braccia che la sostenevano, assieme al comandante Schettino ed altri, riuscendo a farla allontanare appena pochi attimi prima che la nave, sbandando ancora di più sul lato di dritta, spingesse a fondo la scialuppa con i suoi occupanti. Conferma anche, però, che al momento in cui lasciarono la nave, erano consapevoli che vi fossero altri passeggeri a bordo sul lato di sinistra, che potevano vedere ma, a suo dire, non più raggiungere ed aiutare. Una testimonianza ed una rappresentazione dei fatti subito fortemente criticata e messa in discussione da alcuni nostri clienti sul FORUM GENERALE

In favore delle parti civili, quello che è emerso, invece, è la inadeguatezza della formazione dell’intero personale marittimo della Costa, per la impressionante serie di errori commessi dal timoniere Rusli Bin, la inesperienza dei giovanissimi ufficiali di plancia, la mancanza (solo dopo l’incidente introdotta) di corsi di formazione continua per gli ufficiali di bordo, l’adozione solo oggi della procedura del “think loud” sul ponte di comando, la possibilità di amanti, amici e parenti non autorizzati di trovarsi in plancia a fare telefonate di cortesia ed altro, e la approssimazione con la quale il Comandante ha affrontato la manovra estrema, nella sconvolgente calma di tutti, legata alla consapevolezza da parte dei presenti su quello che si stava facendo, ovverosia non un semplice passaggio ravvicinato ma lo spavaldo sfioro del porto a tutta velocità. Per quanto alle operazioni di sbarco, alcuni filmati hanno chiaramente evidenziato come la maggior parte dei membri del personale addetto ad operare le lance di salvataggio, non sapeva neppure da che parte iniziare, trattandosi per la maggioranza di camerieri asiatici o simili, e certamente non adeguati ed addestrati ad un compito così delicato, sopratutto in condizioni di emergenza come quelle.

ll secondo giorno sono stati sentiti per primi Ciro Onorato e Mario Tievoli, i due “ospiti d’onore” presenti in plancia di comando, per assistere al disastroso “inchino” all’isola del Giglio. Onorato, fratello dell’allora general manager della Costa, rispondendo alle domande della nostra Alessandra Guarini, conferma di esser stato risarcito con 23mila euro appena un paio di mesi dopo il naufragio. Il commento da fare al comportamento della Compagnia di navigazione ed ai parametri adottati per i risarcimenti è quindi veramente duro: ai marinai indonesiani euro 900, ai passeggeri euro 11mila prendere o lasciare, Onorato Ciro, amico degli amici, euro 23mila e subito, mentre gli altri possono pure aspettare! Per quanto alla testimonianza di Tievoli, il capo maître nativo del Giglio il quale, insistendo con il Comandante Schettino, telefonando per farsi bello all’ex Comandante Palombo ed alla sorella sul Giglio, lo indusse allo sciagurato passaggio ravvicinato alla isola, non emergono altri elementi di interesse particolare, oltre ad una diffusa conferma sulla piena consapevolezza da parte di tutti sulla natura di “inchino” vero e proprio della manovra che andavano ad ammirare.

Per quanto alla ballerina moldava Domnica Cermortan, stendiamo un velo pietoso sulla sua escussione testimoniale, e lasciamo sfilare, in dignitosa assenza di ns. commento, gli ultimi minuti di ribalta che questo personaggio è riuscito a guadagnarsi in questa vicenda processuale che, per quanto ci riguarda, deve interessarsi di cose molto più serie e importanti.

Per ultimo tocca a Mario Palombo, ex venerabile comandante della Costa Crociere, oggi in pensione, il quale dopo aver commentato criticamente e come “tendente a nascondere la verità” il carattere di Schettino (avendolo avuto come secondo ufficiale sotto il suo comando) passa sotto i “ferri” degli avvocati di Giustizia per la Concordia che, ancora una volta, fanno la differenza per le parti civili, nell’allargare il tema alla ricerca della verità e dell’accertamento sulle responsabilità di tutti i soggetti che hanno reso possibile questa tragedia.

Ed infatti, solo ricostruendo il percorso dei precedenti “inchini” si comprende come sia stato possibile per Schettino, al comando di un grattacielo galleggiante altro 60 metri e lungo 290, alla velocità di 16 nodi con 4,229 persone a bordo, avventurarsi con l’entusiasta benestare di tutti (vertici della Costa, ufficiali di plancia, capitanerie di Porto, sindaco del Giglio, comandanti, ex comandanti, amici, sorelle, e chi più ne ha più ne metta) a 0,5 miglia dalla costa dell’isola del Giglio; in qualunque altro paese al mondo una cosa del genere porterebbe all’arresto immediato della nave da parte delle autorità portuali, ed allo sbarco del suo Comandante da parte dell’armatore. Se dovessimo limitare il processo alla ricerca della responsabilità di Schettino, avremmo già potuto chiudere il processo alla udienza preliminare! se invece vogliamo (come dobbiamo) ricercare la verità, allora si deve permettere alle parti civili di andare oltre la cronologica rappresentazione dei tragici eventi del 13.01.2012, che resta ancora oggi l’unico focus di tutte le domande effettuate dai PM ed il confine probatorio ritenuto rilevante dal Collegio.

E’ proprio in tale momento, dalle risposte del teste Mario Palombo, che è emersa dal processo la piena e responsabile consapevolezza della Costa Crociere sulla pratica dell’inchino, e la severa personalità dell’ex Comandante si è sgretolata sotto il peso delle insanabili contraddizioni alle domande poste dalle parti Civili, alla lettura del suo libro (dove egli stesso si descrive, sostanzialmente, come l’inventore dell’inchino), alla confessata “mediazione” dello stesso Palombo con Ferrarini (executive manager della Costa Crociere) per organizzare un precedente “inchino” al Giglio, effettuato dalla Costa Concordia il 28.08.2011, ed alla falsa rappresentazione testimoniale di tale passaggio della nave, quale una navigazione in condizioni di piena sicurezza, poiché a bassa velocità ed a maggiore distanza (in realtà passando a circa 200 mt dalle scole e 197 metri da punta gabbianara, alla velocità di 14,5/14,8 nodi!) e poiché regolarmente autorizzato dalla Capitaneria di Porto (in realtà mai autorizzato, come documentato da una nota della Capitaneria di Porto S. Stefano/Giglio, prodotta dalle parti civili!).

LASCIAMO A VOI LA INTERPRETAZIONE SULLA NATURA DI TALE EVENTO, e sulla pacifica possibilità di considerarlo certamente un fondamentale tassello del mosaico sulle molte responsabilità per la ricostruzione del percorso che ha reso possibile quanto poi avvenuto il 13.01.2012, attraverso le parole degli stessi protagonisti di quel precedente “saluto” all’Isola, l’ex Comandante della Costa Concordia Massimo Garbarino, e l’allora Sindaco del Giglio, Sergio Ortelli. LEGGI LA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO SCRITTA SU GIGLIO NEWS

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6 pensieri su “Udienze 28 e 29 ottobre 2013 – le testimonianze di Ursino, Onorato, Tievoli, Cemortan e Palombo

  1. ivana odoni

    interessante e indiscutibile la lettera del Sindaco del Giglio e la risposta dell’allora comandante che conferma la consuetudine e soprattutto la conoscenza della Compagnia sull'”esibizione” coatta da parte della Concordia, per un pugno di foto e per la smielata complicità tra capitano e sindaco…e …ovviamente…sempre complimenti!!!

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  2. Roberta T

    V E R G O G N A! Gigliesi e Costa hanno guadagnato su questa cosa, prima e pure dopo l’incidente; un nostro amico ci ha detto che il turismo al giglio non è mai andato così bene! Palombo sotterrati sotto le tue colpe, ci hai pure scritto un libro sopra, la cemortan si vende le interviste e tievoli nemmeno chiede scusa per la caz..ta che ha fatto fare a schettino, e tutti
    che hanno rpeso di più e prima di noi! vergogna!

    Rispondi
  3. GGGL

    È una vergogna si!!!! Io per quello non voglio andare al processo…rischierei di diventare pericoloso…!

    Noi passeggeri vivi…contiamo meno del ferro della nave concordia…contiamo meno del polipo che vive nei fondali del Giglio…..E SOPRATUTTO PER QUESTA NAZIONE CONTIAMO MOLTO MENO DEL PROSSIMO BIGLIETTO CHE COSTA CROCIERE CONTINUA A VENDERE AL PROSSIMO PASSEGGERO!!!!!!!!!!

    Ordine di scuderia non sputtaniamo la compagnia che muove una buona parte dell’ECONOMIA ITALIANA!!!!!

    NOI PASSEGGERI CONCORDIA ACCETTIAMO LA VOSTRA SPORCA PARTITA…..MA ALMENO PER QUANTO MI RIGUARDA VENDEREMO CARA LA PELLE!!!!!!

    CHI SIETE VOI…….PER DARE UN VALORE ALLE NOSTRE VITE………………X ME NESSUNO!!!!!!

    RICORDATEVI CHE VI AVEVAMO SOLTANTO SCELTO PER FARE UNA BELLA VACANZA…….E NON PER ANDARE A VIVERE UN INCUBO…..FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA….. E SOPRATTUTTO RISPETTATECI!!!!!!!!

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  4. stefano minasi

    Caro GGL,
    la Sua testimonianza sarà preziosa, come quella di quanti vorranno essere ascolati.

    Vedrà che dopo avere sentito le testimonianze vere dei naufraghi e non quelle piene di omissioni e di falsità di coloro che sono ancora alle dipendenze della Costa, il Tribunale capirà quale funzione deve avere questo processo: accertare la verità.

    Saluti anche da Bellotti.

    Rispondi

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