UDIENZA 25.11.2013 – Abad, Raccomandato, Anziani, Di Lena


ABADJacqueline Abad Quine, assistente direttrice di crociera di nazionalità peruviana, è la donna che sul famoso video, visto in tutto il mondo e ripreso da alcuni passeggeri durante le prime fasi del black-out (ma quando già era chiara la gravità della situazione), dava l’annuncio al megafono, INVITANDO CON MODI MOLTO ENERGICI LE PERSONE AD ANDARE IN CAMERA E RESTARE LÌ TRANQUILLI E SEDUTI.

La donna, come una consumata attrice di telenovelas, dopo aver dato ripetutamente prova della sua totale ignoranza di ogni tipo e forma di segnale di emergenza a bordo delle navi della Costa nonostante facesse fosse proprio parte del personale addetto ad assistere i passeggeri in caso di problemi (Delta X ray, emergenza generale, allarme incendio, etc.), inscena un accorato ricordo del naufragio e, in lacrime ovviamente, scarica la responsabilità di quell’annuncio, che, di fatto, ha probabilmente condannato a morte chi davvero decise di scendere in cabina ascoltando le indicazioni del personale di bordo, e riferisce di aver fatto quello che le veniva detto dai suoi superiori, in particolare da Raccomandato, il direttore di crociera sulla Concordia.

Ovviamente quest’ultimo, sentito subito dopo, nega di aver mai dato l’indicazione di inviare i passeggeri in cabina, bensì di aver annunciato lui personalmente un problema tecnico ai generatori elettrici, dando indicazioni analoghe ai sottoposti, per tranquillizzare i passeggeri, ma mai di farli tornare nelle cabine.

Certamente incredibile e difficile da digerire è il fatto che la Abad, dopo esser stata convocata dalla Carnival, ad appena 15 giorni dal naufragio abbia incassato circa 30.000 dollari, senza neppure saperci dire a che titolo li ha percepiti, e, udite bene, sia stata perfino promossa a direttore di crociera!

Molto interessante è poi la testimonianza di Ortolano, il responsabile dei rimorchiatori al porto di Civitavecchia. In particolare dalla sua deposizione escono fuori alcuni tabulati telefonici di cui in seguito parleremo, e lo stesso chiarisce che, qualora i suoi mezzi di rimorchio fossero giunti in un momento in cui la Concordia era ancora in assetto o non eccessivamente sbandata, sarebbero stati in grado di portare la nave in posizione di sicurezza.

Tenuto conto che poi il teste Di Lena, ufficiale all’ambiente, riferisce in seguito della stessa udienza che, se le pompe elettriche di svuotamento grandi masse avessero funzionato (non potevano funzionare poichè sia i 6 generatori elettrici principali  che il generatore di emergenza -DGE- erano in tilt), sarebbero stati in grado di bilanciare la inclinazione della nave da 10,9 gradi a 5 gradi, è facile sostenere che SE LA COSTA AVESSE CHIAMATO SUBITO I RIMORCHIATORI E SE IL DGE AVESSE FUNZIONATO, i mezzi di soccorso avrebbero potuto rimorchiare la nave in acque sicure.

Peccato che invece di usare il VHF od il pannello con tutti i numeri delle capitanerie e dei mezzi di soccorso a disposizione della plancia (riferito da Spadavecchia alla scorsa udienza) il Comandante Schettino abbia aspettato per ore prima di avere il numero di cellulare di Ortolani (dalla unità di crisi della Costa?), facendolo trascrivere a mano su un foglietto e solo dopo chiamando i rimorchiatori, giunti sul posto quando tutto era perduto.

Lo stesso Di Lena dice di aver saputo del “tradizionale saluto” all’isola del Giglio fin dalla partenza, e di aver partecipato all’inchino, in altre occasioni precedenti a quella, sia presso il Giglio che a Ponza ed a Capri!

Per Finire dalla testimonianza di Anziani, ex Direttore macchine della Concordia ed ora imbarcato sulla Costa Serenza, apprendiamo che tutte le navi di questa “serie”, prive di ridondanza nel quadro elettrico, hanno un problema fisiologico che, in caso di avaria al quadro elettrico principale, ad esempio in caso di allagamento od incendio sul relativo comparto stagno (quindi basta l’allagamento anche di un solo comparto stagno?!), lascia in blackout totale ed irreversibile la nave, come avvenuto a bordo di alcune navi della Carnival, che pare siano rimaste alla deriva per circa 4 giorni nel pacifico.

Parliamo della Carnival Triumph, Splendor, Victory, Conquest e della Freedom, come anche delle navi Costa Pacifica, Serena, Fascinosa, Favolosa, Magica e della Costa Fortuna!

 Alla prossima udienza il Comandante DE FALCO!

 

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4 pensieri su “UDIENZA 25.11.2013 – Abad, Raccomandato, Anziani, Di Lena

  1. Agnese Guiot

    Voi scrivete: Molto interessante è poi la testimonianza di Ortolano, il responsabile dei rimorchiatori al porto di Civitavecchia. In particolare dalla sua deposizione escono fuori alcuni tabulati telefonici di cui in seguito parleremo, e lo stesso chiarisce che, qualora i suoi mezzi di rimorchio fossero giunti in un momento in cui la Concordia era ancora in assetto o non eccessivamente sbandata, sarebbero stati in grado di portare la nave in posizione di sicurezza.

    Domanda numero uno….
    Cosa significa nave in assetto ?? (sembra una domanda idiota ma non lo è).
    Domanda numero due…..
    Ma quanto tempo ci mette un rimorchiatore a partire da Civitavecchia ed ad andare fino al Giglio ? (diciamo pure il più velocemente possibile?) Me lo potreste quantificare in ore ? Grazie.

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  2. Cesare bulgheroni

    Gent.le Agnese, vedo solo ora le Sue domande: in primo luogo il significato di “nave in assetto” é da ritenere quello di una nave che sia sufficientemente diritta per poter tenere una direzione. Circa il tempo dell’intervento da Civitavecchia, Ortolano ci ha detto che sarebbe arrivato verso le 3/3.30 di mattina partendo verso le 10.30/11.
    A mio avviso in realtà – a prescindere dall’intervento dei rimorchiatori che ben avrebbero potuto venire da un luogo più vicino che non da Civitavecchia (e la scelta di chiamare una società di rimorchio così lontana é tutta di Costa Crociere!) – avere la “nave in assetto” avrebbe comportato la possibilità di far scendere le scialuppe di salvataggio da tutt’e due le parti e senza i pericoli incontrati il che avrebbe avuto quale positiva conseguenza la possibilità di salvare tutti o quasi i passeggeri, di non farne ferire molti, di non sottoporre al terrore ed al panico tutti quanti. Quindi il mancato funzionamento del generatore di emergenza (il famoso DGE), tutto addebitabile al malfunzionamento dei dispositivi di sicurezza della nave e, dunque, a Costa, é stato causa anche della mancata possibilità di avere la “nave in assetto” nonostante l’urto. Grazie ancora per la Vs. attenzione. Avv. Cesare G. Bulgheroni, Giustizia per la Concordia

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  3. Agnese Guiot

    Buonasera (anzi, vista l’ora, buonanotte).
    Grazie per la risposta. Io ho sempre pensato che, vista (a quanto pare) l’estensione della falla, nessun rimorchiatore quella notte sarebbe riuscito a “tenere la nave in assetto” anche se fosse stato chiamato subito dopo l’impatto.
    Nemmeno se ce ne fosse stato uno al Giglio.
    Ma naturalmente questa è solo una mia opinione dettata dalla “logica”. Non so nulla di navi.
    Grazie comunque e Buon Lavoro.

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    1. massimilianogabrielli Autore articolo

      In realtà se il DGE avesse funzionato le pompe di compensazione grandi masse avrebbero potuto recuperare circa il 10 % della sbandata (testimonianza Di Lena) e quindi mantenere in assetto accettabile la nave, consentendo oltre che il possibile rimorchio in acque sicure, sopratutto la calata delle scialuppe nei margini operativi del braccio di estensione.

      Rispondi

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