Archivio mensile:gennaio 2014

La Cassazione conferma la sentenza di patteggiamento Concordia

Cassazione 31.01.2014 – abbiamo appena appreso la notizia al termine delle udienze pubbliche: la quarta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha confermato le pene patteggiate tra Procura di Grosseto ed i coimputati di Schettino per il naufragio Concordia, e con pene da un un anno e 11 mesi ad un massimo di due anni e sei mesi, escono definitivamente dalla scena processuale Ciro Ambrosio, Silvia Coronica, Jacob Rusli Bin, il responsabile della unità di crisi Roberto Ferrarini e l’hotel director Manrico Giampedroni.

Riunita in camera di Consiglio, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura Generale di Firenze, che aveva contestato le ”condanne miti” emesse dal gip di Grosseto per aver eccessivamente valorizzato le attenuanti generiche concesse agli imputati, togliendosi così dall’impaccio di doversi pronunciare sul merito della misura delle pene.

Lo stesso Procuratore Generale presso la Cassazione, con un atteggiamento davvero schizofrenico da parte dell’ufficio della Procura della Repubblica nel suo complesso, si era pronunciata a favore della Procura di Grosseto e contro quella di Firenze, e nella sua requisitoria scritta aveva chiesto l’inammissibilità del ricorso. Un vero schiaffo in faccia alle vittime, che, indignati, avevano gridato allo scandalo rispetto alla misura delle pene ed alla mancanza di tutela agli interessi dei passeggeri, da parte degli uffici giudiziari, in questa vicenda processuale.

La circostanza ancora più contraddittoria, è che la decisione di conferma di quel patteggiamento viene all’indomani della (giusta) pronuncia del Gip di Torino contraria alla richiesta di patteggiamento da parte di Jonella Ligresti, poiché, in un parallelo perfetto, la proposta riconosceva senza alcun presupposto le attenuanti generiche e non teneva in alcun conto il risarcimento per le vittime.

Restiamo un paese con la Giustizia a due velocità, due pesi e due misure a seconda dell’ufficio inquirente e giudicante nel quale si incappa, o, viene da pensare, a seconda di chi siede sul banco degli imputati e del responsabile civile.

Resta certo il processo contro Schettino, attraverso il quale, essendo presente la responsabile civile Costa SpA, i passeggeri costituiti parte civile otterranno il risarcimento dei danni, ma a noi di “Giustizia per la Concordia” la crocifissione di Schettino non basta.

Vogliamo la verità e pretendiamo che tutti rispondano delle loro azioni, non ci arrendiamo! proseguiremo fermamente e, anzi, con maggior decisione ed impulso, a questo punto, con nuove denunce e richieste di accertamento delle evidenti responsabilità penali nei confronti di quegli altri soggetti del management Costa che, udienza dopo udienza, nel corso del processo Schettino, risultano aver avuto piena conoscenza sui malfunzionamenti strutturali delle navi, organizzato e tollerato false prove a mare, acconsentito utilizzo di pezzi fallati e procedure contrarie ad ogni normativa di sicurezza a mare, fatto pressioni sui testimoni etc. etc.

 

Sulle navi da crociera della Costa si navigava con il Tom-Tom – Ud. 27 e 28 gennaio 2014

tomtomIo ed Alessandra Guarini abbiamo partecipato in sostituzione dei vari Colleghi di Giustizia per la Concordia alle udienze del 27 e 28 gennaio.

Il 27 sono stati sentiti Aquilini, Galli e Bongiovanni.

Aquilini, capo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, ha raccontato di avere saputo dell’incidente della Concordia tramite telefonate arrivate ai Vigili del Fuoco da alcuni passeggeri a bordo. Immediati sono stati i soccorsi mandandosi a bordo vigli del fuoco e sommozzatori ad aiutare i sopravvissuti a scendere dalla nave (da sinistra attraverso le biscaggine quando la nave si era già ribaltata). Importantissima è stata l’opera dei Vigili del Fuoco nel rinvenire le vittime del naufragio nei giorni successivi all’evento. Significativo negativamente che la Costa abbia cominciato a dare il suo contributo ai soccorsi – fornendo la planimetria dei vari ponti della Concordia – solo dalla mattina del 14 gennaio 2012.

Galli, capo dei vigili urbani del Giglio, ha raccontato di essersi recato sul posto – sulle scogliere immediatamente vicine al lugo del naufragio – a coordinare il cammino dei naufraghi che lì erano sbarcati verso Giglio porto.  Significativo il fatto che vede Schettino su uno di tali scogli asciutto e che, offertogli di organizzargli un’imbarcazione per tornare a bordo questi non abbia voluto tornarci.

Bongiovanni, a bordo della Concordia come ufficiale di coperta e responsabile per la formazione del personale in tema di sicurezza a bordo. Racconta di essersi subito dopo l’urto recato sul ponte di comando mettendoci pochi secondi poiché era al ponte 11. In plancia si occupa di supportare Schettino dandogli le informazioni che ricava dal Martec. Secondo lui le porte stagne erano chiuse. Non si spiega perchè non sia stato dato subito l’allarme generale considerato che i locali diesel generatori 123 e 456 risultavano essersi allagati e racconta anche lui che Schettino era in costante contatto telefonico con Ferrarini. Conferma che le comunicazioni date alle autorità marittime parlavano di black-out. Dice che l’allarme generale è stato dato praticamente da lui.

Molto significativo quanto emerso circa il fatto di avere ricevuto pressioni da Carella di Costa Crociere affinchè cambiasse il proprio avvocato (Bongiovanni in un primo momento era formalmente indagato anche lui) in favore di uno pagato da Costa: Guarini ha fatto sentire una registrazione di una telefonata intercorsa a febbraio 2012 tra Bongiovanni e Carella che è molto significativa in ordine alle pressioni fatte ed alle modalità di esse (addirittura Carella ha spinto sul fatto che l’avvocato di Bongiovanni avrebbe fatto un errore che sarebbe stato pagato in termini di ulteriore dolore dalla mamma della bambina uccisa nel naufragio). Una pagina, insomma, significativa circa il modus operandi della società: il Presidente stesso del Tribunale – a fronte di un’improvvida eccezione del difensore della responsabile civile – ha lasciato sentire la telefonata.

Il 28 sono stati sentiti Mattesi, Porcelli, Campagnoli e Parodi, tutti dell’unità di crisi di Costa.

Mattesi, che ha preceduto Ferrarini nella carica di responsabile dell’unità di crisi fino al 2010, appena arriva dall’estero la sera del 13 gennaio va nella sala dell’unità di crisi ma quando arriva la nave era già ribaltata (verso le 23.30). Vede chi c’è ma ormai c’è poco da fare. Poco dopo va in auto al Giglio. Interessante è l’intercettazione fatta sentire in aula dal PM in cui parla con Garbarino delle porte stagne che fanno schifo ma precisa che parlava di un’altra nave.

Porcelli, fa parte dell’ufficio legale interno di Costa. Partecipa in sostituzione di Carella alla riunione dell’unità di crisi. Parla del deterioramento della situazione man mano che il tempo passava. Si reca anche lei al Giglio per essere di supporto anche a Schettino. Il PM le legge parte della trascrizione di una telefonata intercorsa tra lei e Parodi dell’ufficio tecnico in cui questi parla di prove a mare finte per una nave che doveva essere consegnata da Fincantieri a Costa.  Porcelli dice che non sapeva di cosa parlasse Parodi. Naturalmente dice che non sa se i lavori dell’unità di crisi fossero registrati o se ne facesse una verbalizzazione.

Campagnoli, ha partecipato all’unità di crisi. Su accordo delle parti si produce il verbale delle sue SIT del 22.5.2012.

Parodi, ingegnere navale dell’ufficio tecnico di Costa. Ha partecipato alla riunione dell’unità di crisi. Non ha sentito cosa Ferrarini dicesse a Schettino. Non sa dire perchè partecipassero gli ispettori del RINA all’unità di crisi – salvo il fatto che sarebbero serviti per ricertificare la nave se avesse potuto ricominciare a navigare. Lui doveva dare supporto tecnico ma non lo di fatto dato perchè la nave si è ribaltata presto. Gli fanno sentire l’intercettazione in cui parla con la Porcelli e dice che le prove in mare non sono false ma solo si fa navigare la nave con una minore velocità per non forzare il motore in caso di problemi alla boccola che si surriscalda. Anche la Concordia – risulta dalla telefonata – era stata certificata ad un numero minore di giri per la boccola che scaldava. Gli si fa ascoltare un’altra intercettazione – stavolta ambientale mentre era in auto con la moglie – in cui si fa riferimento al fatto che l’organigramma dell’unità di crisi è stato redatto il giorno dopo la crisi.

Ha fatto decisamente una bruttissima figura con i suoi non ricordo, non lo so, non ho capito.

Certamente all’udienza del 28 gennaio, a cui ha partecipato anche Carella, non abbiamo visto gli uomini di Costa particolarmente felici in quanto anche la stampa si è resa conto di quanto i testi appartenenti alla società siano poco attendibili in assoluto, e tutti i media hanno enfatizzato e fatto ascoltare pezzi molto suggestivi di intercettazioni tra gli uomini della compagnia di navigazione, dove si lamentavano tra loro che sulle navi si guastava continuamente tutto, i thruster di prua, quelli di poppa, la pinna stabilizzatrice e perfino tutti e due i gps, tanto che un’altra nave ammiraglia della flotta Costa Crociere era dovuta arrivare in porto a Buenos-Aires utilizzando un navigatore tom-tom delle auto…

A saperlo prima si sarebbe potuto installare un autovelox sugli scogli del Giglio!

   Cesare G. Bulgheroni

Stop al patteggiamento per Jonella Ligresti nel processo sul crack Fonsai

ligresti-interna-nuova8

Il Gip di Torino ha rispedito al mittente e non ha ratificato la proposta di patteggiamento di 3 anni e 4 mesi per Jonella Ligresti, indagata nell’inchiesta Fonsai, non ritenendo congrua la pena proposta per Jonella Ligresti, rispetto alle accuse di falso in bilancio e aggiotaggio assieme ai familiari e manager: è stata infatti giudicata troppo bassa sia la multa di 30mila euro sia la pena detentiva proposta poiché, sempre secondo il Gip, nel computo sono state eccessivamente valorizzate le attenuanti generiche, e non sono stati considerati i risarcimenti del danno in favore delle vittime del crack per un buco da 600 milioni, ed a fronte del quale ci siamo costituiti, per alcuni risparmiatori, come parti civili nel processo.

Indubbiamente il processo Concordia sta facendo giurisprudenza, e il parallelo perfetto con la impugnativa per Cassazione da parte della Procura generale di Firenze, proprio in relazione alla concessione a mano leggera delle attenuanti generiche nella sentenza di patteggiamento accordata ai coimputati di Schettino, e ratificata contro le nostre rimostranze dal GUP di Grosseto, dott. Molino, pesa anche in questo processo di natura finanziaria.

Tenendo conto del fatto che, come per tutti gli ufficiali di plancia e i responsabili a terra della Costa Crociere, anche in questo caso la richiesta di patteggiamento proviene da responsabili secondari, rispetto agli imputati principali e maggiormente colpevoli dei fatti, Schettino e Salvatore Ligresti, sembrerebbe davvero legittimo poter confidare nell’accoglimento del ricorso che si discuterà il 31 gennaio 2014 in Cassazione, a meno che non si vogliano usare due pesi e due misure.

E ricordiamoci che, mentre nel processo Fonsai sono contestati alla Ligresti reati di natura finanziaria, nella processo Concordia le imputazioni sono di omicidio colposo per 32 persone, naufragio colposo e lesioni a centinaia di passeggeri.

Alle ultime due udienze del 27-28 gennaio nel Processo Concordia, come avremo modo di approfondire a brevissimo con uno specifico articolo dei nostri Avvocati Bulgheroni e Guarini, sono emersi elementi chiari ed inconfutabili su una estesa corresponsabilità da parte di tutti i membri della management Costa, aggravando certamente anche la posizione di Ferrarini e degli altri soggetti che avevano ottenuto un facile via libera ad un patteggiamento che, qualora venisse definitivamente bocciato, determinerebbe il ritorno di questi soggetti davanti ad altro GUP di Grosseto, dove ci troveranno ad aspettarli a braccia aperte per offrire tutela, attraverso una nuova serie di costituzione di parti civili, a tutti quei passeggeri che, mal consigliati, si sono rivolti solo alla giustizia americana senza ottenere alcun risultato, e sono oggi rimasti, loro malgrado, tagliati fuori dal processo penale contro Schettino.

Una moderna Pompei: viaggio nel tempo a bordo del relitto della Concordia.

imageA contemporary Pompei: trip back in time inside the wreck of the Concordia.

by Massimiliano Gabrielli

The inspection onboard the half-sunk ship just off the island of Giglio, has been a unique experience that has enriched us, both for the investigation-trial profile and from the human side. With this state of mind, half men and half lawyers, we climbed aboard the Concordia on January 23, 2014, and we have, for the first time with the exception of the rescuers, set foot inside the bridge of the ship.

cabina17

The immediate feeling, crossing the decks and watching from outside the cabins and hallways, on one side perfectly intact while the other is stinky and covered of rotten seaweed, was to attend a snapshot of the shipwreck, everything has remained exactly as the passengers and crew hurriedly left it to escape from the sinking that was quickly flooding the internal bridges: the bags, personal items, mobile phones and radios still attached to battery chargers, maps and documents on the ground and even the buttons and switches on the dashboard on the bridge, in exactly the position they were touched one last time by the officers, exactly as in Pompeii; but the ship, in this case, also shows itself as a huge monument to human stupidity and absurdity.

image

However, we have been able to verify some really fundamental aspects, the panoramic elevators were stuck on different floors and not to the fourth deck, and, as a good amateur computer expert, I personally have found a computer inside the control panel, completely unrecognizable from the outside by marine fouling, which, together with two other PCs, has been removed by experts and hopefully will provide data of internal emails with Costa ground base or other data about the digital maintenance register of the ship, as we only have a backup of this data, provided by the same Costa Crociere. The feeling that this criminal trial is always missing a piece, and that Costa has not said everything, is still in the air, but we always find the time and fertile ground to debate with the media about the despicable attitude of the giant Cruise Company.

______________________________________________

La visita alla Concordia

di Cesare G. Bulgheroni

image

Con Alessandra Guarini e Massimiliano Gabrielli il 23.01.2014 sono andato a bordo della Concordia. Alle 9 ci siamo trovati come da programma all’hotel Demo del Giglio, quartier generale della Titan-Micoperi, dove ci hanno informato di cosa avremmo fatto a bordo e di come ci saremmo dovuti comportare: riunione principalmente incentrata sulla nostra sicurezza, l’impressione era che, al di lá della gentilezza che sicuramente gli uomini del cantiere ci hanno riservato, saremmo stati solo un impiccio per loro.

Partiamo col secondo gruppo verso le 11.30 dal molo del Giglio: prima di partire ci forniscono di microscopici – ma scommetterei efficienti! – giubbetti di salvataggio e di un caschetto da cantiere. Ci fanno salire in una decina circa su una pilotina che in meno di 5 minuti ci porta sotto bordo.

image

Il mare é grosso e piove e mentre ci avviciniamo al relitto, e proprio noi che abbiamo il vezzo di sdrammatizzare qualunque cosa, stavolta abbiamo tutti un’aria corrucciata. Siamo consapevoli che questo non sarà solo un sopralluogo per un momento processuale, sappiamo che stiamo invece andando a respirare la stessa aria che hanno dovuto respirare i nostri difesi durante la sciagura. Continua a leggere

The pool’s lawyers onboard of the Concordia

bulgheroni-guarini-gabrielli-vitaleThe next Thursday, 23rd January 2014, Alessandra Guarini, Cesare Bulgheroni and Massimiliano Gabrielli, lawyers of “Giustizia per la Concordia”, will go on board of the Concordia – as a severe selection of just ten lawyers among all civil parts, together with the Judges of the Court of Grosseto, the Public Prosecutors, their experts and Mr. Schettino and Costa’s defenders – to make a first inspection of the shipwreck.

It is the first time that some lawyers are admitted to check the Concordia ship and  the very first time that someone (out of the rescue personnel) will step in the bridge and we believe that this visit will help to better understand the causes of the accident & the emergency malfunctions.

In fact Guarini, Bulgheroni and Gabrielli, together with few other lawyers representing some of the victims, asked to deepening some aspects and the technical opinion about not only the causes of the wreck, but also the functionality of the emergency equipments, and especially to verify why the emergency diesel engine, called “DGE”, at the 11th floor didn’t work after the crash against the rocks, to investigate if the watertight doors were opened or not during the navigation before the crash, why the elevators, after the black-out due to the crash, didn’t come back to the 4th deck automatically as they would have to do.

The Grosseto’s Court decided to go on board of the Concordia to try to understand if the requested deepening of the technical opinion could be necessary or not. We have now this unique chance to take a look to the shipwreck from inside, and we would be very grateful for any suggestion you can give us & details to verify once we will be on board with the experts. Our goal, as usual, is to reveal what didn’t work correctly that night, after the crash and especially during the phases of the emergency and of the rescue, to point out and underline any other possible responsibility of the Ship owner company and of all the individuals implicated in the accident.

We will report to you whatever we will be able to get from this first visit to the Concordia.

Gli Avvocati del pool saliranno a bordo della Concordia

bulgheroni-guarini-gabrielli-vitaleIl prossimo Giovedi, 23 gennaio 2014, gli Avvocati Alessandra Guarini, Cesare Bulgheroni e Massimiliano Gabrielli del pool “Giustizia per la Concordia” saliranno a bordo della Concordia – quale ristrettissima selezione di soli altri dieci difensori tra tutte le centinaia di parti civili, assieme ai Giudici del Tribunale penale di Grosseto, i pubblici ministeri, i loro esperti, i difensori di Schettino e quelli di Costa Crociere – per fare una prima ispezione del naufragio.

 È la prima volta che degli avvocati sono ammessi a verificare lo stato della nave Concordia e la prima volta in assoluto che qualcuno (ad eccezione del personale di soccorso) metterà piede nel ponte di comando, e siamo convinti che questa visita contribuirà a comprendere meglio le cause dell’incidente e soprattutto dei malfunzionamenti ai sistemi emergenza.

 Gli Avv.ti Guarini, Bulgheroni e Gabrielli, insieme a pochi altri legali che rappresentano alcune delle vittime, ha infatti chiesto di approfondire alcuni aspetti ed il parere tecnico dei periti in merito non solo alle cause del naufragio, ma anche alla funzionalità delle attrezzature di emergenza, e in particolare per verificare perché il motore diesel di emergenza, chiamato “DGE”, posto all’11° piano, non è mai entrato in rete dopo l’incidente, di indagare se le porte stagne erano aperte o meno durante la navigazione prima dello schianto sugli scogli, perché gli ascensori, dopo il black-out, non sono tornati al ponte n.4 automaticamente, come avrebbero dovuto fare.

 Il Collegio dei Giudici di Grosseto ha deciso di andare a bordo della Concordia per cercare di capire se l’approfondimento richiesto ed il parere tecnico dei periti sia necessario o meno. Avremo dunque una opportunità unica di dare un’occhiata al naufragio da dentro, e saremo molto grati per ogni suggerimento che ci verrà dai passeggeri, su eventuali dettagli tecnici da verificare una volta che ci troveremo a bordo con gli esperti. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di far emergere ciò che non ha funzionato correttamente quella notte, dopo l’impatto e soprattutto durante le fasi di emergenza e di soccorso, per evidenziare e sottolineare ogni ulteriore possibile responsabilità diretta della Società proprietaria della nave per carenze progettuali e costruttive, per la mancata manutenzione e l’inefficiente uso degli impianti di emergenza nonché eventuali corresponsabilità delle altre persone coinvolte nell’incidente.

 Vi riporteremo come sempre tutto quello che saremo in grado di ottenere da questa prima visita alla Concordia.

Udienza 13 gennaio 2014: il volto umano del processo, sit-in dei passeggeri della Concordia

Concordia:2 anni;'corteo' naufraghi,minuto silenzio in aulaUna trentina di passeggeri si sono raccolti e raccontati a Grosseto in occasione del sit-in organizzato da “Giustizia per la Concordia” per il secondo anniversario del naufragio della nave Costa Concordia. Nonostante fosse noto che l’udienza vera e propria non si sarebbe tenuta, erano presenti tutti i giornalisti delle principali testate e reti nazionali ed estere, ancora oggi interessati a descrivere il volto umano delle parti civili. Un appuntamento importante, che quindi ha sicuramente centrato gli scopi prefissi dal ns. pool: commemorare le vittime, chiedere alla Costa maggiore rispetto per i passeggeri e sensibilizzare il Tribunale e l’opinione pubblica sul tema delle gravi responsabilità della compagnia di navigazione.

Un ringraziamento enorme va dunque a queste persone, alcuni di loro anche provenienti dall’estero, che hanno voluto partecipare alla ns. iniziativa e, a loro spese, hanno mostrato il più vero degli aspetti di questa vicenda, troppo spesso schernito dai legali della compagnia di navigazione, ovverosia la sofferenza ancora presente in tutti al ricordo indelebile di quelle ore di terrore. Commozione e molti occhi lucidi nel corso del minuto di silenzio osservato in aula da naufraghi, magistrati ed avvocati, a suffragio dei 32 morti del 13 gennaio 2012. Altro aspetto importantissimo, per noi del pool, è stata la eccezionale ed uniforme “preparazione” dei ns. clienti intervenuti sulle tematiche e sugli sviluppi processuali, testimoniando l’utilità di questo blog ed il valore delle nostre relazioni su ogni udienza ed aspetto della vicenda. Il collegamento su Facebook ha generato migliaia di letture degli articoli in questi giorni.

isola_del_giglio_costa_concordia_raddrizzata3Unica disposizione del Collegio inerente il processo, in questa sessione, riguarda la autorizzazione ad una delegazione di 10 avvocati a salire a bordo della Concordia per accompagnare i periti ed i consulenti il 23 gennaio, alla ricerca di importanti elementi sopratutto riguardo ai malfunzionamenti del generatore diesel di emergenza (DGE) ed alla presunta alterazione del registro informatico delle manutenzioni. Noi avvocati di Giustizia per la Concordia, come sempre in prima linea, ci saremo.

Due grandi assenti: Francesco Schettino, che ha perso una occasione unica, mancando all’appuntamento con quei passeggeri che, pur aspettandosi le scuse del comandante per gli errori commessi, chiedono di allargare le responsabilità anche verso la compagnia,  e la compagnia Costa Crociere, la quale, oltre a non aver avuto neppure il decoro di unirsi alla richiesta, avanzata e preannunciata al Presidente Giovanni Puliatti dagli avvocati delle parti civili  (alla quale ha aderito la difesa dell’imputato), per disporre qualche minuto di silenzio in forma di memoria e rispetto per le vittime, ha fatto di tutto per impedire ai naufraghi di raggiungere il Giglio.

naufraghi_sit-in_2014

Ed invero se, come già detto, al primo anniversario la Costa S.p.A. mandò una lettera a tutti i passeggeri della Concordia, invitandoli espressamente a non recarsi sull’isola per le celebrazioni, quest’anno ha deciso di fare meglio: non interessandosi dei transfer da e per l’isola (come fu costretta a fare l’anno scorso), ha di fatto impedito a tutti i passeggeri e coloro che avrebbero voluto unirsi alle commemorazioni serali organizzate dal comune del Giglio, di  poter tornare la sera sulla terraferma, visto che l’ultimo traghetto Toremar parte alle 17,30. E la Costa è una imponente compagnia di navigazione!

Una udienza, in conclusione, svuotata di contenuti processuali, tenuto conto dello sciopero nazionale degli avvocati al quale ha aderito la difesa di Schettino (rinvio al 27 gennaio 2014), ma decisamente piena di significato umano, come non era mai avvenuto prima in questo processo, in ogni occasione dimostrando la portata eccezionale dell’evento che l’ha originato.

Grazie ancora a tutti coloro che hanno portato la loro testimonianza e voce a Grosseto, ed a tutti quanti quelli che sul web seguono ed apprezzano il nostro incessante lavoro alla ricerca della verità sul naufragio.

 

Concordia due anni dopo: Costa Crociere non ritiene doveroso consentire le commemorazioni

mappa_isoladelgiglio13 gennaio 2014, due anni dal naufragio della Costa Concordia, e probabilmente l’ultima occasione per i passeggeri, e sopratutto PER I FAMILIARI DELLE 32 VITTIME decedute, per vedere la nave prima che venga rimossa e rendere un rispettoso tributo di memoria all’evento catastrofico che ha trasformato improvvisamente una tranquilla crociera invernale, in ore di smarrimento, attesa e terrore al freddo sui ponti, un incubo che in moltissimi non dimenticano e dal quale altri non torneranno più.

Un DOVEROSO tributo di rispetto e di memoria ad una tragedia epocale, ma non per tutti.

Infatti la compagnia Costa Crociere, che l’anno scorso organizzava e finanziava la trasferta da e per l’isola del Giglio in occasione del primo anniversario del naufragio, quest’anno non si è minimamente sentita in dovere di fare qualcosa, ed anzi, ha evidentemente pensato bene che, oltre a risparmiare soldi, questo allontanerà l’attenzione ed impedirà, di fatto, alla maggior parte delle persone e dei sopravvissuti di raggiungere l’Isola ed a chiunque di rientrare la sera  a terra dopo le celebrazioni organizzate dal Comune dell’Isola.

UnknownLa compagnia di crociere sa benissimo che in questa stagione l’ultimo traghetto serale della Toremar per Porto S. Stefano, parte alle 17,30 e quindi non consente di poter partecipare alla commemorazione principale, ovverosia la solenne messa con fiaccolata, per finire in porto con il suono delle sirene di tutte le imbarcazioni in porto alle 21:45:07″ (ora dell’impatto sugli scogli delle scole) e la benedizione della lapide posta a memoria delle vittime.

Se a questo aggiungiamo che di inverno sull’isola c’è un solo albergo aperto, il risultato è CHIARO!

COSTA S.p.A. ha buttato a mare ed abbandonato a loro stessi per la seconda volta i passeggeri della Concordia, e non solo se ne infischia dei naufraghi e dei familiari delle vittime, ma quel che è peggio dimostra anche in questa occasione una deliberata volontà nel privilegiare sempre scelte di tutela del proprio patrimonio e della propria immagine commerciale, piuttosto che il rispetto e la sicurezza delle persone.

Sin da subito la Costa Crociere fece un clamoroso tentativo per allontanare i naufraghi dal Giglio e dalla nave semiaffondata, inviando l’anno scorso una VERGOGNOSA lettera a tutti i sopravvissuti, con la quale li invitava calorosamente a NON recarsi sull’isola per la 1a ricorrenza del naufragio, nell’evidente desiderio di sminuire l’importanza dei fatti e far dimenticare ai più ed al più presto le proprie gravissime responsabilità nella tragedia.

Il Sindaco del Giglio Sergio Ortelli si sta prodigando per organizzare una corsa serale speciale con la compagnia di traghetti, ma certamente la Toremar non ha a disposizione sovrabbondanza di navi e di personale come invece il colosso Costa, che tuttavia non ritiene affatto suo dovere agevolare gli ex-passeggeri e consentire la commemorazione sull’Isola. Anzi, fa di tutto per impedirlo.

ticket anniversarioIl sit-in dei passeggeri della Concordia, viceversa, si svolgerà regolarmente lunedì 13 gennaio 2014 presso il Teatro moderno di Grosseto, adibito ad aula del processo penale contro Schettino, per osservare qualche minuto di silenzio a suffragio delle vittime, nella intenzione, con la loro presenza, di sensibilizzare il tribunale ad allargare il confine della ricerca delle responsabilità, e far sentire che, dietro gli avvocati delle parti civili, ci sono PERSONE e FAMIGLIE INTERE, che hanno rischiato la vita con ore di terrore, e pretendono GIUSTIZIA e RISPETTO.

UN RISPETTO CHE COSTA CROCIERE DIMOSTRA AD OGNI OCCASIONE DI NON AVERE

SIT-IN dei passeggeri nel processo Concordia – lunedì 13.01.2014

ticket anniversarioConfermato l’evento organizzato dal pool Giustizia per la Concordia in occasione della seconda ricorrenza del naufragio della nave Costa Concordia per il giorno 13 gennaio 2014 ore 09,00 presso l’aula di udienza al teatro Moderno di Grosseto.

Nonostante la agitazione nazionale della categoria degli Avvocati indetta per quei giorni a livello nazionale (13,14 e 15 gennaio), e la intenzione manifestata dai difensori dell’imputato Francesco Schettino, di aderire allo sciopero, la cancelleria del tribunale ci ha appena confermato che l’udienza del 13 gennaio verrà aperta come previsto presso il Teatro Moderno e, preso atto della astensione, verrà disposto il rinvio all’udienza del 27 gennaio 2014, consentendoci dunque di osservare preliminarmente qualche minuto di silenzio in suffragio delle vittime e svolgere la nostra manifestazione in ingresso della aula. L’udienza del 14 gennaio, viceversa, non si terrà.

FB contactsMassima attenzione da parte dei media, televisioni e stampa nazionale ed estera, ed eccezionale interesse da parte dei passeggeri e dell’intero popolo di internet (ad oggi 5.884 visualizzazioni su facebook del post relativo all’evento), e quindi confidiamo in una ampia e solidale partecipazione alla marcia pacifica dei passeggeri verso il Teatro ed al successivo sit-in di protesta, al fine di sensibilizzare il Tribunale e la Procura di Grosseto a tutelare e garantire gli interessi delle parti civili e della collettività tutta, anche attraverso il riconoscimento del DANNO PUNITIVO a carico della responsabile civile, e pretendere dalla compagnia Costa Crociere maggiore RISPETTO per i naufragi ed una offerta per risarcimenti ADEGUATI senza aspettare la fine del processo.

Giustizia per la Concordia, appunto!

A seguire ed in uscita dal Teatro chi lo desidera potrà recarsi presso l’isola del Giglio, ove si svolgerà un programma di celebrazioni, molto sobrio rispetto allo scorso anno in modo da privilegiare la preghiera e la riflessione, terminando con una processione con fiaccolata ed il suono delle sirene di tutte le imbarcazioni in porto all’ora dell’impatto (21,45,7″). Il Sindaco del Comune dell’Isola in persona, Sergio Ortelli, ci ha anticipato il programma pregandoci di “estendere l’invito ai naufraghi che sono e saranno sempre accolti con affetto dai gigliesi“. QUI DI SEGUITO IL LINK AL PROGRAMMA COMPLETO Lunedì 13 gennaio 2014 programma definitivo Giglio

Appuntamento quindi per tutte le parti civili, le loro famiglie, i loro difensori ed amici, tutti i passeggeri anche se già risarciti e chiunque voglia partecipare all’evento, per il giorno 13 gennaio 2014, al meeting point presso l’hotel Airone di Grosseto (via Senese n.35) per le ore 08,30, onde potersi riunire, conoscersi e coordinare, ed avviarci in corteo pacifico verso il Teatro moderno, presso il quale si svolgerà l’udienza ed il Sit-In; in alternativa potrete recarvi direttamente presso il Teatro in Via Tripoli n.33. Non ci saranno striscioni o cartelli quale forma di rispetto alle vittime e di decoro del luogo ove ci si troverà che, seppure all’interno di un Teatro per ragioni organizzative, rappresenta pur sempre il Tribunale di Grosseto.

NON E’ NECESSARIO ACCREDITARSI PRIMA, ma sarebbe consigliabile ed opportuno per motivi organizzativi e di sicurezza all’ingresso del Teatro, presidiato dalle forze dell’ordine e dagli addetti di Cancelleria, fornirci per email il prima possibile i dati di chi voglia partecipare (nome, cognome, data di nascita e residenza, ruolo – es. passeggero, familiare, dipendente della Costa, cittadino del Giglio, supporter etc.), al fine di evitarvi inutili attese la mattina del 13 gennaio. La mail di riferimento è giustiziaperlaconcordia@agenzialegale.net

in ogni caso Confermate tramite facebook la vs partecipazione alla manifestazione e condividete con i vs. conoscenti l’evento!

VI ASPETTIAMO IN MASSA CON I VOSTRI FAMILIARI E VI INVITIAMO A DIFFONDERE IL PIU POSSIBILE LA NOTIZIA SULLA INIZIATIVAVOLANTINO COSTA-1

VOLANTINO COSTA

Udienze 09 e 17 dicembre 2013 – De Falco e Ambrosio

de-falco-ap

Il processo prosegue il 09 dicembre nella audizione dei testi chiave del PM, aprendo l’udienza con l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, all’epoca a capo della Direzione marittima di Livorno, che riferisce sopratutto riguardo la organizzazione dei meccanismi di soccorso militari.

In aula è come sempre presente l’imputato Francesco Schettino, che non sfugge all’appuntamento con il teste più atteso dai media, il Comandante Gregorio De Falco (Capo Sezione della Unità Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno) che è stato chiamato a testimoniare sui fatti accaduti la sera tra il 13/14 Gennaio 2012.

Da quanto riferito è emerso un quadro drammatico sulla gestione del sinistro da parte del Comandante Schettino MA ANCHE degli altri Ufficiali della Costa Concordia.

Tale racconto va incrociato ed è corroborato anche dalla testimonianza dell’Ufficiale di seconda Ciro Ambrosio il quale, alla successiva tornata di udienza, per la verità sorprendendo per la decisione di non avvalersi della facoltà di non rispondere (essendo ancora imputato nel processo attualmente pendente avanti alla Cassazione a seguito della impugnazione della sentenza di patteggiamento da parte della Procura Generale di Firenze), ha confermato anche il coinvolgimento della società armatrice nella tragicità degli eventi.

Infatti, a seguito dell’urto contro gli scogli che provocava una falla a poppa nel lato sinistro della nave, il Comandante Schettino, anziché contattare la Capitaneria di Porto competente per allertare i soccorsi, telefonava con il cellulare in dotazione alla plancia, al responsabile dell’unità di crisi Sig. Ferrarini con il quale si tratteneva lungamente, e che con ogni probabilità suggeriva al Comandante di aspettare a dare il segnale di emergenza.

Ancora più significativo è sapere che la Capitaneria di Porto di Livorno diretta da De Falco veniva allertata dai Carabinieri di Prato, a loro volta contattati da una parente di una signora a bordo, perché questa signora aveva avuto notizia dalla sua parente che la nave era al buio, che c’era stato un momento in cui alcuni oggetti ed un controsoffitto erano caduti a terra in conseguenza di un urto e che molte persone avevano indossato un giubbotto salva gente.

La Capitaneria di Porto di Livorno, tramite il sottocapo scelto Tosi responsabile delle comunicazioni, contattava più volte la Costa Concordia per avere maggiori dettagli sulla situazione a bordo, ricevendo dal personale della Nave rassicurazioni sul fatto che l’unico problema fosse un Black-out in fase di risoluzione, senza alcun accenno alla falla (si era già ascoltato tali conversazioni quando venne escusso l’ufficiale cartografo Canessa, che si occupava di rispondere alle chiamate VHF della Capitaneria), mentre Schettino si confrontava  telefonicamente e (non a caso) fuori dalla portata dei microfoni recorder di plancia, con il responsabile a terra della Costa.

Le diverse chiamate della Capitaneria erano seguite da lunghi silenzi e da affermazioni non corrispondenti a verità. Ciro Ambrosio ci confermerà che i silenzi erano dovuti al fatto che si chiedeva al Comandante cosa rispondere e lo stesso ordinava di rassicurare gli interlocutori.

 La discordanza tra il racconto dei Carabinieri di Prato rispetto alla situazione descritta a bordo nave determinava la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno ad allertare le proprie unità di soccorso e ad iniziare a dirottare le navi in aiuto della Costa Concordia.

Alle 22.26.34 viene riferita anche l’ingresso della via d’acqua.

Sentendo la conversazione con la Costa Concordia, un pattugliatore della Guardia di Finanza (n. 104) si proponeva di dirigersi verso il luogo del sinistro e alle 22.29 riferiva sulla situazione della Nave, come la stessa fosse evidentemente inclinata e che quindi aveva subito un danno serio.

E’ proprio la discordanza tra la situazione rappresentata dai Carabinieri di Prato in un primo momento, e dalla Guardia di Finanza giunta sul posto, e la situazione come continuamente descritta da bordo nave, che determinava la Capitaneria di Porto di Livorno ad allertare i soccorsi. Il Comandante De Falco precisa che il servizio di soccorso, per essere lecito, presuppone il segnale di soccorso dato dal Comandante della Nave. Pertanto, alle ore 22.34, comunica personalmente con la Nave chiedendo se non fossero in situazione tale da dare il segnale di Distress (22.38).

Su insistenza degli Ufficiali in plancia della Concordia, secondo quanto afferma Ambrosio, veniva finalmente dichiarato lo stato d’emergenza e la sala Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno provvedeva a far decollare gli elicotteri e a far dirottare le navi verso la Costa Concordia.

Solamente alle 22.58, un’ora e un quarto dopo l’urto, la Concordia comunicava l’avvio delle operazioni di evacuazione della Nave (abbandono nave). La Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno spiegava, quindi, alla Concordia l’organizzazione degli aiuti per le relative operazioni, ma la stessa riferiva di essere in grado di fare l’evacuazione con i proprio mezzi. Comunque, la Capitaneria ribadiva che anche altre navi sono a disposizione per collaborare all’abbandono nave.

Il Comandante De Falco descriverà i successivi e noti contatti con il Comandante Schettino e con la Nave Costa Concordia, divenuti sempre più radi, poiché, a suo dire, ormai inutili.

Anziché poter contare sul Comandante Schettino per provvedere e coordinare i soccorsi, infatti, De falco si trovava di fronte al seguente scenario: nessun aggiornamento affidabile sul numero delle persone a bordo, il Comandante della Nave si trovava su una scialuppa e da quel luogo pretendeva di coordinare le operazioni di abbandono nave (sic!) e si rifiutava di risalire a bordo, i soccorritori si trovano su una nave che non conoscevano, inclinata ed al buio.

Il massimo dell’assurdità secondo de Falco è stata l’indicazione delle persone a bordo da parte del Comandante Schettino il quale riportava una stima effettuata dalla sede di Costa Crociere (a Genova)!!! Grazie agli otto elicotteri e al numero ingente di navi soccorritrici, il Comandante De Falco poté avere stime più attendibili sul numero di persone ancora presenti a bordo e salvarne un gran numero.

De Falco spiega che nella gestione del soccorso, il ruolo del Comandante è importante perché il Comandante è l’anello centrale di una serie di servizi che si sviluppano a bordo in fase di soccorso. Tutto il soccorso fa capo direttamente o indirettamente al Comandante della Nave. E’ sempre il dominus della situazione. L’art. 295 c.nav. assegna al comandante della nave tutte, ed in via esclusiva, le responsabilità che ineriscano sia la manovra, sia la navigazione in senso complessivo, quindi anche la salvezza e la sicurezza della nave.

Il riferimento al Comandante della nave da parte della Pubblica Autorità è essenziale perché il Comandante della nave dichiara quale è la situazione: c’è o non c’è la situazione di soccorso. La pubblica Autorità si deve interfacciare con il Comandante perché il comandante della Nave avrà disposto, il più possibile ordinatamente, l’abbandono della nave. Lui deve sapere quante scialuppe sono scese e se sono state riempite opportunamente, quali problemi ci sono stati durante le fasi dell’abbandono nave.

Il Comandante De Falco e la Sala Operativa hanno dovuto, quindi, attendere le planimetrie della nave che sono stati inviati dalla società armatrice. La necessità di inviare i soccorsi a bordo della Concordia era dettata dal timore che vi fossero persone intrappolate nelle loro cabine, o altri posti, e che non riuscissero a comunicare con l’esterno. Per compiere tale operazione era altresì necessaria la presenza di personale della Nave che conoscesse bene i luoghi, in primis il Comandante Schettino.

Alle ore 01.46 avveniva l’ultima telefonata, tristemente famosa, tra il Comandante De Falco e il Comandante Schettino con cui il primo tentava, ancora per una ultima volta, di far tornare a bordo il secondo, ma invano.

Schettino fuori udienza riferirà ai giornalisti che gli venne chiesto dalla Costa di rimanere dove era, ovverosia a terra.

Intorno alle 5 del mattino, con la collaborazione del personale della Costa Crociere, capitano Mattesi, veniva fornito a De Falco il nome di Martino Pellegrini quale ufficiale disponibile a salire sulla nave. Tramite il capitano Mattesi è stato contattato anche Schettino, che pareva essere sotto choc e scosso, e quindi aveva preferito interloquire prima con Bosio e poi con Pellegrini e la scelta cadeva su quest’ultimo.

La testimonianza di Ciro Ambrosio ha confermato, ancora una volta, la manovra scellerata di quella notte, fuori da ogni logica di sicurezza e prudenza, giustificando il mancato intervento degli altri ufficiali, nella consapevolezza di essere in procinto di finire sugli scogli, con il rischio di commettere ammutinamento che nessuno si sentiva di promuovere.

E’ troppo vicino, questo è pazzo!“: questo il commento sulla plancia di comando prima dell’impatto con lo scoglio mentre Schettino cenava e la guardia era tenuta da Ciro Ambrosio. La frase di commento tra Ambrosio e altri ufficiali a proposito della rotta cambiata da Schettino per fare l’accostata al Giglio, è stata ascoltata dalla registrazione su scatola nera. Nel sottofondo anche le grasse risate di sarcasmo degli ufficiali sul richiamo di Schettino al timoniere “Otherwise we go on the rocks”, “Altrimenti finiamo sugli scogli”, dopo che non venne correttamente eseguito un comando al timone dall’indonesiano Jacob Rusli Bin per due volte.

Lo stesso Ambrosio ha confermato altresì l’inerzia del Comandante nel dare l’emergenza generale e l’abbandono nave di fronte all’ormai irrimediabile perdita della Costa Concordia, le false rassicurazioni fornite alla Capitaneria di Porto di Livorno ordinate dal Comandante stesso, il coinvolgimento della società Costa Crociere, in persona del responsabile dell’unità di crisi sig. Ferrarini, nel ritardare l’abbandono nave e il caos delle operazioni di evacuazione dettato dall’assenza di un opportuno e doveroso coordinamento delle attività da parte del Comandante Schettino.

Degna di nota l’intercettazione ambientale della telefonata tra il Comandante Schettino e il sig. Ferrarini, subito dopo lo schianto, con la quale il primo afferma che si sente morire per il guaio combinato, quasi a prevedere il tragico epilogo.

A spezzare il clima da scaricabarile di ruolo e di relazioni tra i vari soggetti a bordo ed a terra, è la testimonianza del vice-sindaco del Giglio Mario Pellegrini. E dal racconto emerge pacatamente ma con forza assoluta la figura di un vero eroe della vicenda, facendo da contrappunto a chi quella notte – sotto i colori della compagnia – avrebbe dovuto fare e non ha fatto o non ha saputo fare, di chi dalla unità di crisi avrebbe potuto mettere avanti a tutto e tutti la vita e la sicurezza dei passeggeri, e non lo ha fatto, ovvero, infine, di chi, come De Falco, ha semplicemente svolto il proprio lavoro, per il quale è stato preparato e per il quale viene pagato, lasciando il posto a qualcuno che, non avendone alcun dovere e obbligo, se non morale, ha indubbiamente rischiato la vita per degli sconosciuti, con atti di lodevole coraggio e solidarietà. Il vicesindaco saliva sulla nave dalla famosa biscaglina, prodigandosi fino a mattina per aiutare e salvare le persone in difficoltà.

Sul lato sinistro si sono ritrovati in quattro. Pellegrini, un giovane ufficiale, un dottore e un commissario ed hanno pensato loro a salvare oltre cinquecento persone. “La gente urlava, si urlava addosso. Si spingeva, scavalcava bambini, anziani. Avevano tutti paura… l’acqua continuava a salire. Nell’acqua alla fine abbiamo trovato 8, forse 9 persone che non riuscivano a passare. Erano le ultime però. avevo le mani ferite e insanguinate dalla fatica. E’ stato lo sforzo finale, le abbiamo tirate su a mano, spinte verso l’alto con la corda, c’era una ragazza ferita asiatica ma col dottore siamo riusciti a far passare tutti. Quando sono stati all’aria aperta il panico si è calmato. Una volta fuori tutti hanno capito che c’era speranza, che c’erano i tender, che sarebbero riusciti a toccare terra. Così abbiamo anche avuto il tempo di coordinare la discesa, di riscaldarli con un gommone che abbiamo fatto a pezzi e trasformato in una specie di coperta. Poi abbiamo fatto altre due ispezioni per vedere se c’era ancora qualcuno sotto, per due volte, per essere sicuri. E alla fine siamo andati via“, continua.

Quattromila persone infreddolite da portare sull’isola. “Quelli della nave non sapevano neanche bene guidarli. E’ venuta la gente del Giglio a farlo. E’ gente di mare. A me piace la vigna.. Ma loro sono uomini di porto“, dice Pellegrini, che da uomo comune è sceso alle 5 di mattina da una nave abbandonata da tutto il personale della Costa.