Gli Avvocati del pool saliranno a bordo della Concordia


bulgheroni-guarini-gabrielli-vitaleIl prossimo Giovedi, 23 gennaio 2014, gli Avvocati Alessandra Guarini, Cesare Bulgheroni e Massimiliano Gabrielli del pool “Giustizia per la Concordia” saliranno a bordo della Concordia – quale ristrettissima selezione di soli altri dieci difensori tra tutte le centinaia di parti civili, assieme ai Giudici del Tribunale penale di Grosseto, i pubblici ministeri, i loro esperti, i difensori di Schettino e quelli di Costa Crociere – per fare una prima ispezione del naufragio.

 È la prima volta che degli avvocati sono ammessi a verificare lo stato della nave Concordia e la prima volta in assoluto che qualcuno (ad eccezione del personale di soccorso) metterà piede nel ponte di comando, e siamo convinti che questa visita contribuirà a comprendere meglio le cause dell’incidente e soprattutto dei malfunzionamenti ai sistemi emergenza.

 Gli Avv.ti Guarini, Bulgheroni e Gabrielli, insieme a pochi altri legali che rappresentano alcune delle vittime, ha infatti chiesto di approfondire alcuni aspetti ed il parere tecnico dei periti in merito non solo alle cause del naufragio, ma anche alla funzionalità delle attrezzature di emergenza, e in particolare per verificare perché il motore diesel di emergenza, chiamato “DGE”, posto all’11° piano, non è mai entrato in rete dopo l’incidente, di indagare se le porte stagne erano aperte o meno durante la navigazione prima dello schianto sugli scogli, perché gli ascensori, dopo il black-out, non sono tornati al ponte n.4 automaticamente, come avrebbero dovuto fare.

 Il Collegio dei Giudici di Grosseto ha deciso di andare a bordo della Concordia per cercare di capire se l’approfondimento richiesto ed il parere tecnico dei periti sia necessario o meno. Avremo dunque una opportunità unica di dare un’occhiata al naufragio da dentro, e saremo molto grati per ogni suggerimento che ci verrà dai passeggeri, su eventuali dettagli tecnici da verificare una volta che ci troveremo a bordo con gli esperti. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di far emergere ciò che non ha funzionato correttamente quella notte, dopo l’impatto e soprattutto durante le fasi di emergenza e di soccorso, per evidenziare e sottolineare ogni ulteriore possibile responsabilità diretta della Società proprietaria della nave per carenze progettuali e costruttive, per la mancata manutenzione e l’inefficiente uso degli impianti di emergenza nonché eventuali corresponsabilità delle altre persone coinvolte nell’incidente.

 Vi riporteremo come sempre tutto quello che saremo in grado di ottenere da questa prima visita alla Concordia.

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2 pensieri su “Gli Avvocati del pool saliranno a bordo della Concordia

  1. Antonio Colletta

    Il problema degli equipaggiamenti e dei dispositivi di sicurezza, dei piani di emergenza da seguire in caso di necessità, attanaglia la flotta mercantile/commerciale italiana da molteplici anni, avendo toccato da vicino diversi natanti e coinvolto centinaia di vittime. Fare ancor oggi una fine indescrivibile tra lamiere roventi o compartimenti allagati e sommersi è un’immagine che perseguita la memoria nazionale, perpetrando orrori su orrori. Ma c’è un aspetto che tocca, anzi urta le coscienze: quello dell’inadeguatezza o della presunta inadeguabilità sia organizzativa (Governo/Capitaneria) sia strumentale, della carenza in parte normativa, in parte di vigilanza e controllo, che – troppo spesso sottaciute – lasciano subdolamente il terreno a ipotizzare univocamente l’errore umano. In taluni casi v’è stato, in tal’altri no. Nel caso di specie, un mix di entrambi, laddove la responsabilità dell’armatore emergerà molto difficilmente.

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    1. Michael Verhoven

      Purtroppo, é precisasemente come scrive, caro Antonio Colletta. Comunque posso segnalare che proprio in occasione del secondo anniversario la Europarlamentare Isabella DeMartini (member of the Commission for Foreign Affairs, and of the Delegation for Relationships between Italy and the US) ha presentata un’interrogazione chiedendo se la Commissione europea abbia avviato le doverose procedure per verificare il rispetto da parte delle autorità italiane, della compagnia di navigazione e degli organi di certificazione delle norme di prevenzione, segnatamente di cui alla direttiva 2009/45 del 6 giugno 2009 e della Solas del 1974, in materia di tutela dell’equipaggio e dei passeggeri nonchè dell’ambiente, sia delle misure urgenti, una volta avvenuto il sinistro, per evitare conseguenze così drammatiche a pochi metri dalla costa. Il fatto che la nave fosse in stretto contatto prima, durante e dopo l’accadimento con la compagnia armatrice e con le autorità italiane (che in passato oltretutto hanno tollerato pratiche marittime rischiose come quella del c.d.”inchino”), e che fra la stessa compagnia armatrice e le autorità italiane vi sia stato uno stretto e costante collegamento che avrebbe ben consentito ed imposto un efficace intervento, costituiscono elementi da valutare nella prospettiva del rispetto del diritto dell’Unione Europea e segnatamente dell’attuazione dei diritti dell’equipaggio e dei passaggeri.

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