LA GARA TRA COMANDANTI: Udienza 10 e 11 febbraio 2012


Costa Concordia in previous close call - FREE CONTENTAll’udienza del 10 febbraio 2014 viene ascoltato come primo testimone Massimo Callisto Garbarino, Comandante della Costa Concordia prima di Schettino, ed in particolare autore del passaggio ravvicinato il 14 agosto 2011 davanti l’isola del Giglio, con la stessa nave che ora giace adagiata sul fondale a poca distanza dal porto.

La Procura di Grosseto chiama Garbarino per sentirlo in merito ad una intercettazione telefonica, ascoltata alla udienza precedente, nella quale il comandante, parlando con un direttivo della manutenzione della Costa Crociere, si lamenta del fatto che le porte stagne della sua nave facciano acqua da tutte le parti.

Lo scopo dei PM, nella ennesima difesa d’ufficio della compagnia di navigazione, è subito chiarito nelle prime battute: depotenziare l’effetto della intercettazione, facendo chiarire al testimone che il malfunzionamento alle porte stagne era riferito alle cosiddette “baderne”, ovverosia una sorta di corda oleosa con funzione di guarnizione per la chiusura ermetica delle paratie. Il testimone riferisce che questa tipologia di porte stagne sono quelle montate sulla nave, sempre della Costa, oggi comandata dal Garbarino, mentre sulla Concordia vi erano delle paratie di altro tipo, senza baderna.

Le domande del Pubblico Ministero Dott. Leopizzi al teste, incredibilmente, si fermano qui.

Prende quindi la parola l’Avvocato Massimiliano Gabrielli per le parti civili il quale, appena accennato l’argomento del passaggio al Giglio in agosto 2011, viene subito stoppato dal Presidente del collegio giudicante, che, senza vi sia stata alcuna opposizione alle domande su questo tema da parte del PM, dal legale della responsabile civile ovvero dai difensori di Schettino, contesta al difensore che il controesame sul teste del PM potrà essere sviluppato solo ed esclusivamente sul tema delle porte stagne e nulla più.

Neanche mezza domanda viene consentita sull’inchino fatto appena sei mesi prima da Garbarino.

La produzione del documento inedito che illustra l’analisi effettuata dal LLOYD’S LISTING INTELLIGENCE di Londra, e che sovrappone le rotte Garbarino/Schettino davanti al Giglio definendo l’inchino di agosto 2011 come “near miss” ossia MANCATO INCIDENTE non viene consentita a noi parti civili!

Solo attraverso la produzione mediante i difensori di Schettino, ai quali non può esser imposta alcuna limitazione al deposito documentale, questa importante e illuminante mappa viene acquisita agli atti.

Si scatena una polemica mediatica sulle fonti dei dati e del documento. Specifichiamo: Lloyd’s list è il giornale online specialistico del settore marittimo, che ha sviluppato il documento sulla base dei dati di Lloyd’s Listing intelligence, ovverosia un ente che fornisce un servizio online interattivo (www.lloydslistintelligence.com) che offre movimenti dettagliati delle navi, posizionamento AIS in tempo reale, informazioni complete sulle navi, imprese, porti e INCIDENTI, nonché rapporti di credito, dati di settore e analisi tra cui a breve termine prospettive di mercato relazioni. Lloyd List Intelligence fornisce anche una serie di servizi di sostegno, quali approfondite consulenze, ricerche, due diligence, analisi dei trend di mercato e la valutazione del rischio di credito per interi portafogli assicurativi. (Fonte Wikipedia)

Tanto per dire che la fonte non è un “giornaletto” come il legale della responsabile civile vorrebbe far credere al Tribunale, con un intervento in udienza del giorno successivo sul quale, ancora una volta, il Presidente non ha consentito una qualche replica agli avvocati di parte civile!

Ma la questione sulla fonte del documento è un finto problema, che non cambia una virgola alla attendibilità del suo contenuto e non sminuisce minimamente la portata del fatto, ormai chiaro anche ai sassi, che la compagnia Costa conoscesse e sponsorizzasse la pratica dell’inchino, che i comandanti Palombo (inventore dell’inchino) e Garbarino, con i loro passaggi sottocosta a velocità sostenuta al Giglio, e infine che la benevolenza delle Capitanerie di Porto siano stati il terreno fertile per arrivare alla bravata di Schettino il 13 gennaio 2012, con la partecipazione di tutti gli ufficiali di plancia, e la consapevolezza di tutto l’equipaggio in sala macchine.

Il testimone sentito subito dopo, Michele D’Andrea ufficiale della Guardia Costiera di Palermo, chiarisce ancora meglio il sistema “Costa” raccontando l’episodio del 2005 riguardo la Costa Fortuna che, avendo presumibilmente toccato sul fondo a Sorrento, aveva in entrata una via d’acqua di 1 tonnellata l’ora dall’asse dell’elica, eppure, invece di entrare al porto più vicino, si dirige comunque a Palermo per non interrompere la crociera e, rimanendo per due volte consecutive alla deriva lungo il tragitto, arriva in modo trafelato in Sicilia e, invece di sbarcare i passeggeri per poi andare in bacino per fare le riparazioni, si “lancia” nel bacino della Fincantieri con tutto il suo carico umano a bordo. La Fortuna, contro ogni regola di sicurezza immaginabile, viene messa in secco con le circa 3000 persone a bordo.

La Costa Crociere anche in quella occasione mente alle autorità portuali, alle quali riferisce di aver incagliato l’elica in una lenza, mente ai passeggeri, riferendo una situazione normale di sbarco a Palermo e solo la presenza di un problema tecnica, e mente perfino nelle dichiarazioni sul giornale di bordo, con una mail inviata dalla direzione della Compagnia, con la quale viene di fatto ordinato al comandante della Fortuna di trascrivere una falsa situazione. La indagine avviata dalla Capitaneria porta alla apertura SOLO NEL 2012 (!!), dopo l’esposto presentato dal fotografo di bordo Cappello, di un procedimento penale a Palermo sui fatti, ormai presumibilmente ed in grande misura prescritti!

Grande risalto viene dato dai giornalisti a queste vicende e Costa Crociere esce letteralmente sepolta mediaticamente da questa giornata processuale.

Tenta affannosamente di fare comunicati per disconoscere (ancora!?) una propria partecipazione a questi eventi (ANSA 10 FEB – “Che la societa’ fosse a conoscenza della pratica definita ‘dell’inchino’ e’ falso”) che, a loro dire sarebbero effettuati a bassa velocità ed in totale sicurezza.

Peccato che Palombo, l’inchiesta parlamentare e la Capitaneria di Porto S. Stefano, le mail di ringraziamento tra Garbarino e Sindaco Ortelli, e lo stesso blog della Costa abbiano detto qualcosa di molto diverso. Ferrarini è stato il referente in azienda del passaggio in agosto al Giglio, la Capitaneria nega per iscritto (allegato) di aver mai minimamente concordato il passaggio, che risulterebbe fatto a 14,5 nodi e non a bassa velocità. Abbiamo visto un filmato fatto dal Giglio ad agosto 2011 ed a Positano prima di allora, che, salvo non fossero stati accelerati, mostrano la Concordia suonare le sirene e filare che era una meraviglia.

Il giorno 11 febbraio viene sentito Roberto Bosio, k2 o comandante in seconda della nave Concordia, il quale riferisce riguardo le fasi successive all’urto e la gestione della emergenza in plancia, secondo la timeline VDR già nota, ed esaminata più volte con altri ufficiali presenti in plancia.

Il fatto più rilevante riferito da Bosio riguarda l’ordine di abbandonare la nave, che venne in effetti dato dal comandante in seconda, dopo che Schettino aveva più volte risposto “aspetta aspetta” mentre era impegnato al telefono con Ferrrarini a terra. E’ proprio Bosio a lasciare per ultimo la plancia dopo aver schiacciato il pulsante di abbandono nave.

Doveroso riferire che al momento dell’abbandono nave molte scialuppe erano già state calate in assoluta assenza di ordine dalla plancia, in una sorta di ammutinamento da parte di chi si trovava sul ponte 4.

Elemento emerso dalle ns domande è che Bosio non ha ancora incassato alcun risarcimento, ma riferisce di aver ricevuto solo una proposta di liquidazione, dalla Costa, per 8.000,00 euro; proposta che non ha accettato. Non é dato sapere se ci siano trattative in corso, visto che gli altri ufficiali hanno portato a casa anche fino a 35.000 euro.

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6 pensieri su “LA GARA TRA COMANDANTI: Udienza 10 e 11 febbraio 2012

  1. Sandra Spina

    Cari amici,
    ho letto con attenzione il dettagliato resoconto delle udienze di questi due giorni.
    Avevo scritto un commento sabato scorso nel quale avevo scritto che avrei posto delle domande al pool degli avvocati dopo le udienze di lunedì e martedì. Infatti, mi pare va corretto fare qualche riflessione dopo l’interrogatorio di questi testi. Però, dato che tra qualche “furbata” processuale del pm riguardo le mancate domande al Comandante Garbarino sul passaggio al Giglio dell’agosto 2011 e la produzione del documento del Lloyd’s (fonte attendibile cui passo riferimento anche le assicurazioni), ho l’impressione che questa tesi della gara tra comandanti sia stata attenuata, anche perché non potendo chiedere conto al teste di ciò, se ne è sminuita la portata. Però, le domande io le faccio lo stesso:
    1) quanto sono attendibili questi testi? dicono tutti la verità?
    2) personalmente rimango perplessa su molte cose. Ho come l’impressione che tutti recitino un copione preparato: c’è un DPA che ha patteggiato senza subire un processo, prendendosi responsabilità che la normativa internazionale (purtroppo fortemente sbilanciata sul DPA) già gli addossava per il solo fatto di essere DPA, altri coimputati hanno patteggiato senza battere ciglio per il solo fatto di “togliersi dai piedi” nel processo, mentre è rimasto solo Schettino cui è addossata tutta la responsabilità del naufragio e della gestione di bordo dell’emergenza. Tutto ciò sulla base di una perizia che sembra vangelo e risultati dell’indagine che vanno presi come un dogma. Le cose stanno veramente così?
    3) A leggere questo documento Lloyd’s, fonte attendibile cui fanno riferimento le assicurazioni, si parla di quasi incidente. Una prospettiva diversa rispetto a rotte turistiche e passaggi ravvicinati. Mi chiedo cosa pensano le assicurazioni di questa storia? Cosa c’è scritto nei rapporti assicurativi di questo incidente? E’ tutto un copia-incolla con questa inchiesta? Io me lo auguro…
    4) Verrà a testimoniare Ferrarini? Secondo me è la testimonianza più importante del processo, ma ho l’impressione che accusa e difesa, per i loro motivi, non hanno interesse a far testimoniare un teste fondamentale, che potrebbe cambiare le carte in tavola, anche nei confronti della Costa. Si è preso la colpa della gestione dell’emergenza e tutti gli altri indagati dell’unità di crisi dovrebbero ringraziarlo.

    Comunque, continuo a seguire questo processo, ma rimango della mia opinione… Stiamo accertando tutto, ma la verità è ancora lontana.
    Mi piacerebbe leggere qualche riflessione da parte dell’Avv. Gabrielli e degli avvocati del pool.
    A presto, distinti saluti

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  2. Sandra Spina

    Un’ulteriore precisazione:
    il ruolo del DPA è stato introdotto dall’ IMO nell’ambito del sistema di gestione complessiva della sicurezza delle navi che viene predisposta dagli Armatori: più ulteriori compiti che spaziano dalla tutela ambientale( antiinquinamento) fino al monitoraggio.
    La normativa predispone il minimo indispensabile: nomina di uno o più DPA da parte dell’Armatore. Però, dietro questo ruolo ci sono strutture più complesse (unità di crisi, ad es.) che si occupano di questi aspetti.
    Rispetto a tanti pro, c’è un contro importante: in caso di problemi nelle emergenze, è facile per gli Armatori scaricare la colpa su questi DPA, che per il ruolo che hanno, sono particolarmente esposti in tema di responsabilità. E’ facile dire per un Armatore “ha sbagliato il mio DPA”, mentre in realtà ogni armatore fa gestire i compiti che attengono al DPA ad altre persone.
    Ecco perché non sono stupita che dicano quelli della Costa che la colpa è tutta di Ferrarini, che si prende le condanne, liberando tutti gli dalle accuse.

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  3. ivana Codoni

    in tutte le fasi del processo noto solo uno sconveniente atteggiamento da parte del Presidente del Collegio Giudicante che stoppa ogni quesito che possa portare il coinvolgimento di Costa, delle Capitanerie, Del Sindaco del Giglio sulla conoscenza della rotta e del fatidico inchino! nonchè delle problematiche tecniche presenti sulla nave!!! e tutto questo è veramente vergognoso!!!n Se questa è la Giustizia in Italia..

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  4. massimilianogabrielli

    nonostante lo stop alle domande che avrei voluto rivolgere a Garbarino mi abbia fatto infuriare tanto da essere ripreso due volte da Presidente del Collegio dei Giudici, devo riconoscere la solidità del ragionamento fatto dalla validissima collega Avv. Alessandra Guarini:la produzione del documento attraverso il passaggio “manuale” della carta ai legali di Schettino, ha ottenuto in questo modoil massimo risultato possibile, senza capacità di replica ai soggetti coinvolti, Garbarino era sicuramente pronto e si era preparato a rispondere sul suo inchino di agosto 2011, mentre in questo modo non ha avuto alcuna possibilità di sminuire la gravità di quello che emerge dalla carta del lloyd’s list; La Costa Crociere è stata tanto colpita mediaticamente da tentare con affannose dichiarazioni in udienza o comunicati stampa di riparare, senza riuscirci minimamente! il documento ora è patrimonio del processo e ne faremo gran uso.
    Per quanto a Ferrarini, personalmente ritengo che le più gravi responsabilità post-impatto ricadano su lui, come capo della unità di crisi. I ritardi nell’abbandonare la nave, il continuo contatto con Schettino, che diceva aspetta aspetta probabilmente facendo eco a quello che gli veniva detto a lui, ma anche, e non è poco, per aver sponsorizzato lui per primo la pratica degli inchini, come ci ha riferito Palombo in udienza.
    La verità è certo lontana, ma a pochi mesi da inizio del processo sono emersi tutti gli elementi, come in un puzzle, che hanno chiaramente fatto capire a tutti il “sistema” Costa, massimo guadagno per la compagnia e minimo costo e rispetto per la sicurezza. Il caso della Fortuna che ha attraversato il Tirreno con una via d’acqua da 1 tonnellata l’ora la dice lunga.

    Nel processo civile che dovra tutelare chi purtroppo è rimasto fuori dal processo penale utilizzeremo tutte queste prove per schiacciare il gigante Costa sotto il peso delle sue responsabilità

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  5. Sandra Spina

    Avvocato, lei ha perfettamente ragione e la ringrazio per queste puntualizzazioni.
    Sto leggendo la biografia del Comandante Palombo e, in riferimento a quanto da Lei detto, devo sottolineare che Palombo e Ferrarini sono molto legati. Il libro è importante perché racconta la storia del Comandante Ferrarini e di come è arrivato a ricoprire incarichi importanti dentro Costa Crociere. Tra l’altro conosce L’Isola Del Giglio, perché fu invitato dal Comandante Palombo al matrimonio della figlia e, in quella occasione, Palombo gli fece visitare l’isola.
    Sicuramente Ferrarini è molto riconoscente a un Comandante che lo aveva molto aiutato nella sua carriera … Lo si capisce leggendo la biografia del Comandante Palombo.
    Lo stesso Ferrarini gestisce le emergenze da anni: è una persona conosciuta come molto competente e i casi della Costa Fortuna o anche della Costa Allegra ( capitato dopo il naufragio della concordia) dimostrano come non sia uno alle prime armi.
    Ancora oggi lavora per la Costa,che evidentemente ripone grande fiducia in lui, (visto che ha cambiato quasi tutto il management aziendale dopo la tragedia). Emblematica la vicenda Costa Allegra, diversa, ma non meno facile e gestita sempre da Ferrarini. Lo troviamo sempre in prima linea.
    Io mi chiedo come gestisce le emergenze, come aiuta i comandanti in difficoltà, dato le autorità marittime sono chiamate dopo… Mi chiedo come una società gestisce le emergenze, dato che interviene sempre in prima battuta. Solo Ferrarini può spiegare le telefonate con Schettino, il suo modus operandi, le sue difficoltà… Anche l’introduzione del nuovo sistema HT-SMS da parte della società la dice lunga sulle difficoltà incontrate quella notte dal DPA. Per questo è importante la sua testimonianza
    Naturalmente Ferrarini ha patteggiato e non sapremo mai dove finiscono i suoi errori e dove cominciano quelli degli altri. Questo per quanto riguarda la gestione a terra dell’emergenza.
    Non mi convince,assolutamente, mala gestione dell’emergenza a bordo e dell’evacuazione, che poi ha causato 32 morti…
    Sono convinta che il pool di avvocati stia facendo un buon lavoro, che otterrà risultati…
    Avete il mio sostegno… Dobbiamo sapere tutta la verità senza reticenze.
    Ancora grazie per le risposte!
    A presto

    Rispondi
  6. Agnese

    Beh, se Ferrarini è ancora in Costa e continua ad avere la fiducia dell’Armatore, non vedo perchè non dovrebbe venire a testimoniare. Ciro Ambrosio è venuto e mi è parsa una testimonianza interessante, anche se noi del popolino, come sempre, ci siamo dovuti accontentare di quel poco che hanno voluto dirci.
    Io penso che tutti i “patteggianti” avessero magari qualche “scheletruccio” nell’armadio, non necessariamente riguardante quella notte, e che affrontando un Processo normale sarebbe potuto venire comunque alla luce. (magari anche solo mediaticamente).
    Altrimenti secondo me non si spiega perchè proprio “quei cinque” hanno patteggiato e tanti altri sono usciti tranquillamente dalle indagini senza nemmeno un graffietto. A me da fuori sembra addirittura che i cinque “condannati” siano coloro che su quella nave e a terra, quella notte, si sono comportati meglio di tanti altri. Saluti.

    Rispondi

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