Il custode della nave Concordia indagato per frode processuale


porcellacchiaFiniscono indagati dalla Procura di Grosseto il responsabile della Costa Crociere al Giglio, Ing. Franco Porcellacchia, custode giudiziale della Costa Concordia, e il consulente di Costa, comandante Camillo Casella, oltre ad una terza persona che li avrebbe accompagnati a bordo del relitto, violando le aree sottoposte a sequestro; le ipotesi di reato sono di violazione di sigilli, modifica dello stato dei luoghi e frode processuale, poichè risulterebbe un loro accesso non autorizzato dell’autorità giudiziaria a bordo della Concordia il 22 gennaio scorso, cioè il giorno precedente il primo sopralluogo fatto dal Tribunale con avvocati e periti.

Secondo fonti non ufficiali, citati dalla agenzia reuters, la Procura ipotizza che “violando i sigilli apposti sul relitto, sia stato manomesso il generatore di emergenza“, ovverosia uno degli impianti di emergenza (DGE) che ono stati oggetto di fortissime critiche delle parti civili durante il processo contro Schettino.

Avevamo già criticato la nomina di un responsabile di Costa Crociere SpA come custode del relitto, venendosi così a trovare la stessa compagnia, oltre che nella già contraddittoria posizione di soggetto tenuto al pagamento (responsabile civile) e pretesa vittima (parte civile), anche nella più che inopportuna posizione di controllata (proprietaria della nave) e controllore (custode)!

La vicenda di Porcellacchia insomma non ci sorprende minimamente, ed anzi conferma quanto già, dal nostro accesso alla nave, avevamo sospettato e che, dalla scorsa udienza era emerso in modo evidente ed oggettivo: la alterazione dello stato dei luoghi da parte del custode. Infatti non appena messo piede sul ponte di Comando ci siamo chiesti per quale motivo fosse del tutto mancante il pavimento flottante del ponte di comando (dei pannelli quadrati montati su un controtelaio, tipo controsoffito, e coperti da una moquette di colore azzurro), lasciando “a nudo” tutto l’ambiente. Ebbene a ns. precisa domanda al riguardo, registrata e verbalizzata dai consulenti del Tribunale (Ammiraglio Cavo Dragone e assistenti) ci venne risposto che i pannelli del pavimento erano caduti da soli per gravità, quando la nave si era inclinata. La cosa non ci aveva affatto convinto, visto che i pannelli erano completamente assenti dall’area, anche nel versante opposto, quello precedentemente immerso, dove si era accumulata per gravità, ed ancora vi si trovava, una massa di oggetti, apparecchiature e strutture di ogni genere. Inoltre sembrava davvero troppo strano la totale assenza di tutti i pannelli e la assenza della moquette blu di copertura all’area.

Ebbene guardate questo video, che,  in occasione della scorsa udienza come sfondo del commento della giornalista di Sky TG24, e riproponendo le immagini video del primo accesso dei subacquei sul ponte di comando con la nave gia semi-immersa in posizione statica, dimostra in modo oggettivo quanto ci sia stata raccontata una vera e propria balla, essendo più che evidente che qualcuno abbia rimosso pannelli con tanto di moquette blu di copertura.

Insomma, quello che abbiamo sempre lamentato e percepito, ovverosia che Costa volesse nasconderci qualcosa e che a questo processo manchi ancora un pezzo importante, comincia davvero a trovare riscontri sempre più diffusi ed importanti.

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6 pensieri su “Il custode della nave Concordia indagato per frode processuale

  1. michaelvee

    Smart move.
    Long before the start of the trial we accused Costa for “swiping the dirt under the rug”. Now they simply tore the rug away so nobody can uncover it and blame them….

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  2. michaelvee

    Alla luce di questa scoperta appaiano molto sospette anche le foto della collezione di Porcellacchia mostrando cassette di sicurezza spalancate e valige aperte appoggiate sui letti in posizione perfettamente orizzontale…

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  3. GGGL

    Ormai mi viene da ridere……veramente c è qualcuno sulla terra che crede che in 2 anni le teste di legno Costa non hanno fatto come volevano su quella nave?…Bah…..

    Hanno fatto come volevano….e già si sono organizzati per insabbiare subito queste nuove indagini…..diranno che hanno violato i luoghi sotto sequestro per motivi di sicurezza ed incolumità addetti ai lavori….manipolando tutto quello che poteva aumentare la percentuale di responsabilità alla società armatrice!!

    Si sono avvantaggiati i signori…di ben 2 anni!

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  4. Sandra Spina

    E’ chiaro che ci sono delle indagini parallele in corso… Anche il “secolo XIX” conferma questa ipotesi. Ho l’impressione che neanche le assicurazioni,che stanno sborsando cifre da capogiro per la rimozione della nave, credano più alla buona fede della Costa Crociere.
    Io sostenevo questo già da tempo… In questo fine settimana tornerò a parlare di alcuni “voci” che ancora mancano in questo processo.

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  5. michaelvee

    Colpisce la dichiarazione del capo PM Verusio: “”Nessuno dei 32 morti della Costa Concordia è deceduto perchè il generatore diesel di emergenza non funzionò la sera del naufragio”.

    E che dire delle persone trascinate e morte in un pozzo d’ascensore i quali, per il guasto del generatore, non si trovavano sul ponte no. 5?

    Colpisce inoltre la sua dichiarazione sulle modifiche del luogo di delitto: “questo fatto molto grave non mi sembra comunque che possa influire più di tanto sulla ricostruzione dei fatti che abbiamo già svolto durante l’inchiesta sul naufragio”.

    Preannuncia che il fascicolo per frode processuale sarà presto archiviato….

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    1. massimilianogabrielli Autore articolo

      Non è così, micheal. Questa volta la procura non sta lavorando contro noi! Ovviamente per usi o cerca di salvare il lavoro fatto e gli esiti della perizia e del processo penale fin qui svolto, sottolineando che, in riferimento alle responsabilità penali di schettino, unico imputato in questo processo, questi fatti non spostano minimamente il risultato che si configura nella condanna penale dell’imputato. Per quanto riguarda noi parti civili, invece, la frode processuale resta e l’atteggiamento della compagnia, tendente a nascondere, negare le proprie responsabilità e nascondere le prove, arrivando finanche a mistificarle, non fa che aggiungere peso alle nostre legittime pretese di un risarcimento dei danni in misura esemplare e punitiva verso questo arrogante Modo di comportarsi con i propri clienti

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