Udienza 25.02.2014: Carnevali e la inchiesta della Capitaneria di Porto


Guarini-Tg2

 All’udienza odierna del 25.02.2014, nel processo penale contro Francesco Schettino presso il teatro moderno di Grosseto, su accordo delle parti é stato acquisito il verbale delle sommarie informazioni rese dalla teste Lara Frosi (dipendente dell’agenzia Marittima Cambiaso e a Risso di Genova), che su richiesta del Comandante Schettino si occupò del trasferimento della signora Domnica Cermotan fino alla Concordia la sera del naufragio. la sua testimonianza non era particolarmente rilevante e quanto già riferito dalla testimone sulle SIT, appariva più che idoneo ai fini processuali per la Procura, decisamente poco significativo per gli interessi delle parti civili, oltre che per la difesa dell’imputato.

 Congedata la teste, ė salito invece sul banco dei testimoni il tenente della Capitaneria di Porto Stefano Carnevali, estensore della inchiesta autonoma condotta dalla Capitaneria di Porto, il cui rapporto, completo ed esaustivo, é stato acquisito agli atti del dibattimento.

 Detta inchiesta ricostruisce tutte le fasi del naufragio ma anche l’organizzazione di bordo e fornisce un quadro completo tanto delle gravissime responsabilità del comandante Schettino, quanto degli Ufficiali in plancia quel tragico 13 gennaio ma anche, se non soprattutto, di Costa Crociere!

 Il teste su domande della Procura e dei Difensori delle Parti Civili ha ricostruito con grande precisione le cause del naufragio, sottolineando l’errore di manovra e  le concitate fasi post impatto con le Scole. Ha chiarito che gli allarmi della cartografia elettronica in uso per la navigazione furono volontariamente disattivati e che per cause tecniche il sistema elettrico di emergenza, da cui dipendeva il funzionamento dei principali apparati di bordo (motori, timoni, pompe di sentina), non funzionò: prima per un problema di mancato collegamento del DGE al quadro elettrico e poi per un surriscaldamento che ne ha determinato lo spegnimento.

 Un significativo tempo é stato dedicato alla ricostruzione delle plurime avarie della nave, peraltro già note al momento della partenza: secondo il teste, la compagnia Costa Crociere non avrebbe dovuto far salpare la nave che aveva alcuni tra i principali dispositivi di navigazione guasti e tra questi un radar, alcune funzioni del VDR (la scatola nera) e il comando delle pinne stabilizzatrici oltre che restrizioni sui giri del motore a propulsione altrimenti a rischio di surriscaldamento.

 Dalla deposizione é inoltre stata provata la grave impreparazione del personale, che non aveva ricevuto da Costa Crociere un addestramento idoneo a gestire l’emergenza e il soccorso ai passeggeri e che non ha, quindi, svolto a dovere ed in maniera adeguata i compiti previsti dal c.d ruolo d’appello la sera del naufragio.

 Il teste ha, inoltre, rimarcato le responsabilità di Costa Crociere, che non ha fornito supporto alcuno al comandante nelle delicata gestione dell’emergenza e che ha omesso le comunicazioni alle autorità portuali, in questo modo compromettendo e ritardando le fasi di soccorso. Esplicito il riferimento alla mancata tempestiva convocazione dell’unità di crisi della Costa e, sopratutto, l’assoluta inidoneità della unità stessa alla gestione dell’emergenza.

 Rimarcato poi, sempre dal rapporto della capitaneria, anche la mancata collaborazione da parte degli ufficiali presenti in plancia, responsabili di non aver avvertito il comandante Schettino di essere così pericolosamente vicino alla costa del Giglio ed essere intervenuti per evitare il disastro.

 Ne emerge un quadro davvero desolante di gravissime e plurime mancanze molte delle quali ascrivibili a Costa Crociere, e che abbinata al gravissimo episodio emerso sempre in data odierna delle indagini avviate dalla Procura di Grosseto a carico del Custode del relitto Ing. Porcellacchia, per frode processuale e violazioni dei sigilli, ci porta ancora una volta a ritenere la Compagnia di navigazione ed i suoi rappresentanti di massimo vertice come i massimi responsabili della evoluzione di un incidente grave in una tragedia ed in una mancata strage, poiché, ricordiamolo, nessuna delle vittime ha perso la vita – come anche nessuno dei passeggeri ha subito danni significativi – al momento dell’impatto sugli scogli delle scole, ma solo nelle fasi successive, mal gestite e gravemente ritardate, di gestione della emergenza ed abbandono della nave.

 Le prossime udienze saranno importantissime, e si terranno il 10 ed 11 marzo 2014, per l’escussione di altri testi fondamentali della Procura, probabilmente gli ultimi in lista PM: Foschi Pier Luigi (ex A.D. di Costa Crociere), Onorato Giovanni (Direttore Generale di Costa Crociere), Giampedroni Manrico (Hotel Director) e Jacob Rusli Bin (timoniere), sempre che quest’ultimo riprenda forma dalla condizione di irreperibilità che era stata fin qui rappresentata al suo riguardo.

 

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5 pensieri su “Udienza 25.02.2014: Carnevali e la inchiesta della Capitaneria di Porto

  1. Sandra Spina

    Sono contenta di questa lista di testimoni, però c’è ancora qualcuno che manca: non faccio il nome ma il riferimento è chiaro.
    L’ho già detto nei miei precedenti post: io sono una persona garantista e mi piace ascoltare entrambe le campane. Finchè questa persona non si presenterà a testimoniare il processo sarà monco. Io non ho interessi a farmi dare soldi e seguo questo processo e questo blog perché sono interessata a conoscere la verità. Faccio crociere da una vita e se mi fossi trovata su quella nave quella sera, vi assicuro che sarei andata di persona a cercare questo signore per farmi dire la verità. Perché 32 morti ci sono stati per la cattiva evacuazione, non perché mancavano scialuppe sulla nave. La Costa Concordia non è il Titanic.
    Io ho fiducia nella Costa o in altre compagnie di crociere, mi sembra che il mercato croceristico vada a gonfie vele, le navi grandi sono sicure quanto quelle piccole… A me va bene tutto: però quando ci sono emergenze, la nave bisogna saperla evacuare, altrimenti ci si muore dentro, anche se ci sono le scialuppe per il doppio dei passeggeri.
    Io non ho fretta, se queste persone hanno una coscienza e rispetto nei confronti dei morti, che vengano a testimoniare, vengano a dire la verità… ( soprattutto chi ha “patteggiato”)
    Bisogna armarsi di pazienza in questo processo… aspettiamo

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  2. Antonio Colletta

    Ribadisco: era più efficiente la flotta di Franceschiello, Re di Napoli, i cui marinai, parlando napoletano, almeno si capivano l’uno con l’altro…
    Roba da non credere l’impreparazione del personale, i guasti a non finire delle apparecchiature, sistemi difettosi, altri disinseriti… Costa Crociere vergogna !

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  3. ivana Codoni

    adesso sono molti gli elementi che coinvolgono Costa e tutti i vertici che dovevano concorrere ad una corretta gestione dell’accaduto! vediamo se ora il Giudice si piegherà all’evidenza o continuerà in suo atteggiamento assolutamente inopportuno e chiaramente di parte!!!Vittime e superstiti devono essere soddisfatti…

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  4. Paola

    Sono assolutamente d’accordo con la Sig.ra Sandra.
    Perché il processo sia completo e’ indispensabile la testimonianza di questa persona, che a mio parere deve ritenersi corresponsabile al pari del Comandante Schettino, se non di più , di quanto accaduto la sera del 13 gennaio 2012. Non riesco a capire perché non sia ancora comparso in udienza. Doveva essere tra i primissimi testimoni convocati.

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