FERRARINI e GIAMPEDRONI, quando prendersi una condanna penale conviene: udienze 14 e 15 Aprile 2014


foto-PM

Udienza 14 e 15 aprile 2014 – FERRARINI e GIAMPEDRONI

Alla udienza del 14 aprile, i PM presentano il teste Roberto Ferrarini, FCC e DPA della Costa Crociere all’epoca del naufragio della Concordia, una serie di acronimi sui molti ruoli che ricopriva e che fanno di Ferrarini il capo della unità di crisi della Compagnia, il referente che veniva immediatamente contattato da qualsiasi nave avesse un problema (ne aveva 17 sotto il suo controllo), e rappresentava lo snodo di informazione tra la nave (Comandante) e la terra. In effetti Schettino lo chiama subito dopo l’urto, dicendogli “Robe’, ‘aggio combinato nu’ guaglio, ho preso uno scoglio, non mi dire nulla, io sto morendo…“, ma gli riferisce anche, nelle molte telefonate di cui, tramite VDR, si conosce solo la parte di Schettino, che hanno un blackout totale (nave alla deriva), che imbarcano acqua dalla falla e la sala macchina è totalmente allagata, che il DGE non funziona e stanno andando in scarroccio (spinti dal vento) verso il Giglio (dove notoriamente non ci sono spiagge ma fondali rocciosi, a picco sul mare): insomma una situazione di emergenza che, dallo stesso Ferrarini, viene classificata subito di terzo livello (il massimo).

E cosa fa A QUEL PUNTO il referente a terra della Costa, a cui il Comandante fornisce di prima mano e direttamente tutte queste drammatiche informazioni? Organizza e coordina la macchina dell’emergenza, chiamando immediatamente la Guardia Costiera, inviando i rimorchiatori che chiede Schettino per essere spinto verso l’isola, allertando la protezione Civile e i soccorsi al Giglio? Suggerisce (ove non ordini) a Schettino di dare immediatamente l’allarme generale e predisporre la evacuazione delle 4.200 persone a bordo? Niente di tutto ciò

Chiama invece l’ufficio legale e gli avvocati della Costa, parla con i vertici dirigenziali della Costa e di Carnival, chiama l’ing. Parodi, che organizza a Livorno una squadra di saldatori della Costa Crociere per cercare di riparare la falla (i rimorchiatori pare costino troppo), parla con l’ex comandante Palombo, e arriva nella sede della Società quando lo sbarco, praticamente spontaneo, dei passeggeri è già in fase avanzata. Nonostante Schettino, con tre comparti stagni allagati, gli confermi di aver detto solo del blackout ai passeggeri (e capitanerie di Porto), fino a quel punto non fa nulla di concreto.

Ferrarini, che autorizzò l’inchino della Concordia al Giglio ad agosto del 2011, non si capisce quale competenza abbia, visto che non è un Comandante, un ingegnere, laureato o altro, e non ha subito alcun minimo richiamo disciplinare dalla compagnia, eppure ha scelto di patteggiare la pena, A DUE ANNI E 10 MESI, e, anzi, il suo attuale ruolo è di Vice President Port & Destination Management, un incarico di maggiore responsabilità e con stipendio più alto. Quindi è una promozione… Esiste perfino un Codice etico della Società, ma al riguardo non prevede nulla!

Nella dotazione della saletta della unità di crisi è perfino previsto un impianto di registrazione delle conversazioni telefoniche e ambientali, ma, non essendo obbligatorio, da regolamento, di doverlo accendere, non venne usato!

Dalle successive intercettazioni ambientali e telefoniche dei Carabinieri su Ferrarini, invece, non escono che conferme sui malfunzionamenti DGE anche su altre navi, sulla possibilità effettiva di controllare le posizioni velocità e rotte delle navi da terra, e sull’atteggiamento tracotante della Compagnia nei confronti delle autorità, dei passeggeri, e perfino sulla insofferenza verso i giornalisti non “allineati” (Francesco Vitale del TG2).

Insomma una unità di crisi che non fece NULLA, composta da un manipolo di incompetenti, messi li giusto perché, pare, un simulacro di unità di crisi ci debba essere per forza. Ferrarini afferma perfino, in chiusura, che hanno imparato e migliorato molte cose dalla vicenda del naufragio Concordia, dimenticano che ciò è avvenuto al costo di 32 vite umane e centinaia di passeggeri rimasti definitivamente traumatizzati.

Alla udienza del 15 aprile 2014 (e, ricordiamolo, ad UN ANNO ESATTO DALLA PRIMA UDIENZA PRELIMINARE di questo processo) viene sentito Manrico Giampedroni, hotel director della Concordia, che venne perfino insignito di una onorificenza per aver salvato alcuni passeggeri ed essere rimasto intrappolato a bordo del relitto.

Peccato che anche Giampedroni faceva parte del manipolo di spettatori in plancia di Comando a godersi bellamente lo spettacolo dell’inchino al Giglio, che anche lui non ha fatto praticamente nulla di quello che doveva fare (verifica dei passeggeri, controllo cabine, attenzione alle mister station etc.), che nonostante avesse visto l’acqua entrare copiosamente dallo squarcio, se ne sia infischiato di opporsi a far rientrare in cabina i passeggeri per la menzogna sul blackout, e sia stato, dunque, ritenuto un corresponsabile del naufragio, tanto da aver subito una sospensione di 6 mesi del patentino dalle autorità marittime ed aver patteggiato una condanna a due anni e sei mesi di reclusione.

Ottimo dipendente anche lui, però, secondo Costa Crociere, che lo riprende subito a lavorare, confermando il suo incarico, a bordo delle sue navi, quale Direttore di tutta la componente hotel e relativo equipaggio. Giampedroni è stato risarcito complessivamente con circa 110mila euro e con un vitalizio di circa 300 euro al mese dall’Inail.

ABBIAMO INFINE OTTENUTO UN ALTRO IMPORTANTISSIMO RISULTATO PER I NOSTRI ASSISTITI.

A fronte della nostra motivata ed argomentata opposizione alla richiesta, da parte della Procura, di rinuncia integrale alla audizione, come testimoni, di TUTTI i passeggeri presenti nella loro lista delle persone offese, la Corte ha confermato ed ammesso la testimonianza DI TUTTI I NOSTRI CLIENTI di “Giustizia per la Concordia”, che hanno desiderato ed espresso la ferma volontà di raccontare in aula il loro vissuto, a bordo della Concordia e nei mesi successivi fino ad oggi, trovando in questo modo, finalmente, il giusto spazio nel processo penale, anche la componente umana e risarcitoria. Il calendario delle testimonianze sarà stabilito a breve, ma contiamo che sia una fase spedita e di grande efficacia, finalmente introducendo la voce delle UNICHE VITTIME di questa vicenda, ovverosia i passeggeri.

Si riparte il 28 e 29 aprile con altri testi del PM e Anghela Blanc, compagna di cabina di una delle vittime decedute il 13 gennaio 2012.

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9 pensieri su “FERRARINI e GIAMPEDRONI, quando prendersi una condanna penale conviene: udienze 14 e 15 Aprile 2014

  1. michaelvee

    Ferrarini; Coordinatore del …… Niente !) Del flusso delle comunicazioni di notizie ritenute superate, (“ormai, la nave era arenata! “), che dopo un ora non sapeva nemmeno dire se la nave era inclinata verso dx o sx, della “tenuta del protocollo”, delle azioni di supporto mai non avviate (vedi: elicotteri), delle decisioni lasciate ad altri in evidente stato di incapacità di agire, delle frasi non dette, privo di mozioni, cinico da far rabbrividire:… (immaginando che lo stesso si potrà dire di Giampedroni, avevo deciso di risparmiarmi di sentire un’altra serie di dichiarazioni privo di concretezza e privo di coscienza morale). Bravi tutti gli avv delle parti civile per essere comunque riusciti a creare dei momenti dove il silenzio parlava più di mille parole!

    Ferrarini; Coordinator of…. nothingness! Of communications of news deemed superseded (“at this point, the ship vessel was stranded! “), who after one hour not even could tell if she was capsized to the right or to the left, of the “ compliance with the protocol”, of actions of support not taken (not one helicopters on avail!), of the decisions not adopted, of the words not said, without any trace of emotion, cynical to make you shiver :… (as I imagined the questioning of Giampedroni would end up in just anther series of statements lacking any substance and without any trace of moral conscience, I decided to leave before). However, huge compliments to all lawyers of the civil parties for succeeding anyway in creating moments of silence that spoke louder that a thousand words!

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  2. Paola

    Prima di tutto volevo esprimere la mia più viva soddisfazione per il risultato ottenuto dagli Avvocati delle Parti Civili, visto che i passeggeri superstiti della Concordia potranno portare la loro importantissima testimonianza. Riguardo ai testi delle ultime udienze credo che particolarmente il Sig. Ferrarini abbia dimostrato l’estrema inadeguatezza della sua figura , sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista emozionale e umano.
    La mia più sincera solidarietà al Sig. Vitale, inviato al processo del Tg2, che si distingue per l’onesta del proprio lavoro e delle proprie opinioni, in mezzo alla massa dei giornalisti schierati e omologati come tanti soldatini obbedienti al servizio dei poteri forti.

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  3. GGGL

    Sono felice di poter raccontare la storia di noi passeggeri…saranno sicuramente tutte diverse ma aiuteranno ad avvicinare la giustizia alla vera verità.

    Un ringraziamento di cuore a tutti voi che siete riusciti a darci questa opportunità…potrà anche servire a poco al livello processuale individualmente ma sicuramente toglierà dentro tutti noi una piccolissima parte di rancore che comunque porteremo dentro di noi per tutta la vita.

    Colgo l ‘occasione per fare le condoglianze a tutti quelli che oggi sulla nave cinese non ce l ‘hanno fatta!
    DI CUORE

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  4. Sandra Spina

    Francamente sono rimasta abbastanza delusa dalle testimonianze di Ferrarini e Giampedroni e dalle domande loro poste. Mi sarei aspettata altro sinceramente…. E dire che erano testimonianze che attendevo da tempo. Lo avevo già scritto in altri post.
    Ho notato che ci sono alcune imprecisioni nel testo del blog: non è vero che Ferrarini non è Comandante. Basta, infatti, andare su Google e digitare il nome “Roberto Ferrarini” per vedersi spuntare (tra le tante notizie che lo riguardano) il suo profilo LINKEDIN dove è messo tutto il suo curriculum ( che è molto lungo). Mi stupisce che gli avvocati di parte civile non conoscano questi dettagli.
    Da ciò viene fuori che Ferrarini è tutt’altro che una persona incompetente e sprovveduta. I miei dubbi sul suo ruolo rimangono tutti. Per quanto riguarda il giornalista Vitale, è chiaro che i giornalisti fanno il loro lavoro e la pressione dei mass media può dare anche molto fastidio. Ferrarini non è il primo e non sarà l’ultimo a sbottare contro i giornalisti. Non mi sembra una gran tragedia.
    Stesso discorso vale per Giampredoni. Le parti civili hanno dimenticato che quell’uomo ha comunque rischiato davvero di morire e certe domande poste, come quelle di qualche avvocato di cui non faccio il nome, hanno avuto solo l’effetto di indispettire il collegio giudicante.
    Anche Giampedroni non è uno sprovveduto e qualche dubbio su di lui rimane.
    La mia impressione è che si continui con il solito copione da teatro: è un processo con una sentenza già scritta. Ognuno interpreta un ruolo già scritto altrove, per cui dalle testimonianze e dagli elementi di prova non emerge niente di nuovo o un qualcosa che inviti un attimo a fermarsi e a riflettere. Non sono affatto stupita dalle parole di Ferrarini, Giampedroni e tutti gli altri che sono venuti a testimoniare.
    Un ultimo appunto sulle testimonianze dei passeggeri: fosse stato per me avrei chiamato tutti i 4.000 passeggeri a testimoniare. Purtroppo, la loro testimonianza passa in secondo piano di fronte ad altre. Questo per vari motivi: ci sono i ricordi personali, c’è la componente emotiva e poi quella soggettiva. La cosa importante da rimarcare, secondo me, è che a differenza di altre testimonianze, quelle dei passeggeri saranno concordanti sui alcuni punti e divergenti su altri, la memoria è influenzata dal’emotività ( che varia da persona a persona) e dalla percezione soggettiva del naufragio. Avremo tanti “copioni” che ci aiutano a comprendere la tragedia. Questa è una differenza importante rispetto alle testimonianze che abbiamo ascoltato e che sono tutte “uguali”. Avremo, invece, testimonianze “diverse” è certamente veritiere. Su questo non ho dubbi.
    Infine, colgo l’occasione per fare gli auguri di Pasqua a tutto lo staff che si occupa del sito, agli avvocati e ai loro assistiti.
    La strada per la verità è ancora molto lunga, ma sono convinta che le parti civili più staranno fuori dagli schemi e dal ruolo che mass media e controparti processuali vogliono attribuire, più risultati otterranno.
    Alla prossima
    Sandra Spina
    P.S.
    Mi scuro se sono stata abbastanza cruda su determinati aspetti, però sono convinta che dato il ruolo particolarmente delicato delle “parti civili” in questo processo, bisogna essere particolarmente incisivi. Comprendo che non sia facile, ma ogni sforzo in più che si fa, va a vantaggio dell’accertamento della verità.

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    1. massimilianogabrielli Autore articolo

      Ci tengo a fare alcune precisazioni, premesso che il diritto di critica è legittimo e ben accetto, soprattutto se è costruttivo.
      Ferrarini non è comandante, lui stesso sotto specifica domanda della ns Avvocata Guarini, ha confermato di essere stato imbarcato ed aver raggiunto il grado di primo ufficiale, poi divenuto, una volta messo a terra in posizione di prestigio dalla Costa Crociere, Capitano di lungo corso. Linkedin (che avevo visto preparando il controesame del teste) parla di capitano di lungo corso e non comandante, che è una cosa molto diversa. Quindi Ferrarini non sa cosa deve fare un comandante xche non lo è mai stato. Giampedroni non sa come funziona la nave, e come organizzare uno sbarco di emergenza, perché è direttore di hotel, come gli addetti nel ruolo di appello a riparare la falla non sono saldatori perché erano camerieri. Insomma, la compagnia attappa i buchi, per ruoli che ci devono per forza stare, nominando persone che non hanno una competenza specifica, pensando alla efficienza commerciale della organizzazione, e non certo alla sicurezza dei passeggeri. Questo è un dato di fatto ormai consolidato e dimostrato. Per quanto riguarda Giampedroni, indubbiamente si è infortunato, è caduto in acqua, ed è uscito vivo per miracolo dalla nave. Lo stesso però è accaduto a moltissimi passeggeri e nostri clienti, che non sono stati ancora risarciti, non certo con 110mila euro. L’acqua del Giglio a gennaio, è gelida per tutti. Giampedroni nondimeno era lì per lavoro e pagato profumatamente, mentre i passeggeri erano in vacanza, e se infine è stato sospeso e ha patteggiato è chiaro che neppure ha fatto, come ci si poteva aspettare, il suo dovere. Noi siamo stati 10 ore in aula e non credo abbia potuto seguire tutto il controesame, alcuni siti Pro Schettino stanno facendo un sunto delle domande e risposte durante le udienze, un ottimo e difficile lavoro ma è impossibile per la giornalista trascrivere letteralmente tutto quello che viene detto, quindi, quello che ne esce, sono dei Flash sulle prove testimoniali. Il controesame di Ferrarini è stato molto difficile, ricopre il ruolo di gestione crisi non a caso, è un uomo di ghiaccio che non perde mai il controllo e non si sbilancia facilmente, aveva dalla sua la mancanza della parte di audio delle telefonate su quanto diceva lui a Schettino. Ascoltando le intercettazioni ambientali, è tutta una altra storia e un’altra persona! L’episodio di Vitale del Tg2 ne è l’esempio. Se uno rompe i maroni lo tolgono di mezzo.

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      1. sandra spina

        Avv. Gabrielli la ringrazio moltissimo per aver risposto al mio commento con opportune precisazioni. Condivido molte delle sue analisi, soprattutto su Ferrarini. Quel curriculum messo su linkedin e’ la prova evidente che lunedi lei ha avuto di fronte un uomo molto esperto,freddo e lucido. Non certamente uno sprovveduto. Mi chiedo come mai Costa Crociere lo ha addirittura promosso: evidentemente non puo’ fare a meno di lui. Penso che la societa’ sia molto riconoscente a Ferrarini. Forse perche’ e’ bravo a tirarla fuori dai guai? Nonostante si sia preso una condanna? Si e’ fatto condannare per salvare altri? E la Costa gli e’ molto riconoscente… Una cosa e’ chiara dopo lunedi: Ferrarini dentro Costa fa tutto tranne il lavoro di ” aiutare il comandante”…

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      2. Cippa

        Ferrarini ha conseguito il patentino di Capitano di Lungo Corso; la sua carriera a bordo non è andata oltre l’incarico di 1° Ufficiale (dopo essere stato allievo, 3° e 2° Ufficiale) circostanza che lo ha messo in condizione di essere abilitato alla guardia in plancia (come capo Guardia). Il primo Ufficiale deve sapere quali sono le responsabilità di un Comandante e spesso egli dirige le esercitazioni d’emergenza al posto del Comandante.
        Preciso inoltre che Ferrarini, avrebbe avuto responsabilità per la gestione delle emergenze di carattere commerciale, non per quelle di carattere tecnico nautico né, tantomeno, per quelle in cui vi è pericolo di perdere la nave; infatti nelle procedure ISM della Compagnia Costa, vigenti al momento della tragedia, era chiaramente specificato che la responsabilità per la gestione delle emergenze di 3° livello incombe sul Direttore Generale e sul Presidente (Gianni Onorato e Pierluigi Foschi) Tutto questo è agli atti , precisamente nell’interrogatorio reso da Ferrarini a febbraio del 2012. Ferrarini, in aula non ha eccepito tali circostanze ed ora è stato promosso.

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  5. Cesare bulgheroni

    Cara Sandra, come probabilmente saprai sono uno degli avvocati delle parti civili che si battono per cercare di fare emergere le responsabilità della società oltre a quelle di Schettino. Voglio sottolinearti una circostanza che può non risultare immediatamente intendibile ma che molto incide nella conduzione del dibattimento. Per la prima volta nella mia carriera professionale sto constatando che la Procura della Repubblica non sta al fianco delle parti lese del reato ma, al contrario, le “stoppa” quando cercano di ottenere risposte appena fuori dall’immediato terreno del processo. Mi spiego meglio: il lavoro che facciamo noi vuole poter delineare le responsabilità non di Schettino – responsabilità comunque evidenti ed ineludibili – ma quelle della Costa al fine di cercare di ottenerne una punizione in termini economici. La Procura, che su questo argomento dovrebbe esserci solidale o quantomeno dovrebbe essere neutrale perché non deve certo difendere chi comunque aveva messo al comando della Concordia chi ha commesso una serie di errori clamorosi, al contrario continua ad ostacolarci e addirittura dobbiamo assistere ad un atteggiamento inaudito di un PM che si oppone a domande proposte da una parte civile! Questo atteggiamento sarebbe invece normale se tenuto dalla responsabile civile – da Costa cioè – che, come avrai certamente notato, comodamente non interviene mai…tanto c’è chi lo fa al posto suo e certamente con un’autorevolezza che il responsabile civile non può avere. In questa situazione kafchiana dobbiamo muoverci. E ti dico di più: la Procura di Grosseto non solo ha concesso il proprio consenso ai patteggiamenti dei vari Ferrarini, Giampedroni, Coronica, Ambrosio senza che le parti lese siano mai state consultate al riguardo (come invece classicamente viene fatto per favorire i risarcimenti) ma addirittura ha dato il proprio consenso al patteggiamento della società Costa sui rilievi contestati quanto alle violazioni delle normative antinfortunistiche commesse proprio per il mancato rispetto dei modelli organizzativi di cui ogni società dovrebbe essere dotata per evitare la commissione di reati (responsabilità amministrativa delle società come punita dal D.L.vo 231/2001). Orbene, proprio in questo delicatissimo passo delle indagini per il naufragio, in cui le parti lese avrebbero avuto di fronte esattamente la società stessa che, per essere sottoposta a procedimento per le violazioni antinfortunistiche, non può che essere considerata DIRETTAMENTE responsabile dei danni occorsi ai passeggeri (se non ho i dispositivi antinfortunistici funzionanti e l’infortunio avviene chi ne é responsabile?), la Procura ha concesso il proprio consenso al patteggiamento (che significa, al di lá dei tecnicismi giuridici, ammettere le proprie responsabilità!) senza che le parti lese nemmeno sapessero che cosa stava succedendo al riguardo.
    Quindi, cara Sandra, intendi quali siano le difficoltà che stiamo incontrando nel processo? Capisci come in un tale contesto sia estremamente facile fare domande che appaiono essere irritanti perché il Tribunale come la Procura non vuole sentire niente di diverso dalla ricostruzione delle condotte di Schettino?! Peraltro ti posso promettere, da parte mia e da parte dei miei Colleghi che stanno combattendo al riguardo, che non demorderemo certamente e che comunque dopo Grosseto ci sarà la Corte di Appello di Firenze la cui Procura Generale già ha dato un segnale forte impugnando la sentenza di patteggiamento Ferrarini&co.
    Buone cose a tutti. Cesare G. Bulgheroni

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  6. Sandra Spina

    Avv. Bulgheroni,
    sono contenta di leggere che anche Lei condivide le mie perplessità sull’andamento di questo processo. E’ da molto tempo che mi lamento di tante “note stonate”.
    Non ho dubbi sul fatto che il vostro pool si batterà con tutte le forze per l’accertamento della verità. Più si sta fuori dagli schemi, più si da fastidio!
    Allora, Avv. Bulgheroni dia fastidio in questo processo!
    Distinti Saluti e Buona Pasqua a tutti!

    P.S. Tornerò prossimamente a parlare di queste ultime testimonianze, ma anche del fatto che le parti lese, essendo state ammesse come parti civili nel processo, hanno eguale dignità processuale di tutte le altri parti. Ogni tanto è utile ricordarlo. Infatti, ho l’impressione che ci siano nel processo figli e figliastri.

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