Udienze 28 e 29 aprile: le relazioni dei Carabinieri sul naufragio e sulle 32 morti


interno-concordiaAll’udienza di lunedì 28 aprile è stato escusso per primo il Capitano Andrea Lachi, Comandante in servizio presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Grosseto.

Il teste ha ricostruito tutta l’intensa e articolata attività di indagine svolta sin dall’immediatezza del naufragio, contenuta nella corposa e completa informativa inviata alla Procura ma non acquista al fascicolo del Tribunale a causa della mancato assenso dei difensori dell’imputato Schettino.

Detto documento, di oltre 1500 pagine, contiene la ricostruzione delle cause del naufragio e delle fasi successive all’impatto.

Il Capitano in aula ha descritto attraverso una serie di slides, queste invece acquisite dal Collegio, ogni istante di quella sciagurata manovra dell’inchino, annunciata e nota all’equipaggio sia perché già fatta in precedenza (e non solo da Schettino) e poi perché addirittura concordata con Tiepoli, il maître di bordo di origini gigliesi che chiese a Schettino di fare il saluto all’isola quella tragica notte del 13 gennaio 2012.

Il teste, infatti, rispondendo alle domande degli avvocati di Giustizia per le vittime della Concordia ha confermato quanto riportato dal VDR, la scatola nera, circa il fatto che poco prima dell’impatto il Comandante Schettino si rivolse al Tievoli chiedendo se doveva passare proprio davanti al porto del Giglio ottenendo una risposta che non lascia dubbi sulla piena consapevolezza del passaggio ravvicinato: ” beh, si, eh!”.

Inoltre, il Capitano ha chiarito che alle già alle ore 22.16 la plancia aveva tutte le informazioni sulle condizioni della nave in seguito all’urto con gli scogli ed in particolare conosceva il numero dei compartimenti allagati. Nonostante fosse, dunque, chiaro a chi era in plancia e soprattutto al comandante Schettino che la nave stava affondando l’emergenza generale verrà data ben 29 minuti dopo! Un ritardo fatale!

Il teste ha aggiunto sul punto che le prime tre lance in mare vennero ammainate sul lato destro e solo alle 22.58 e che quelle poste sul lato sinistro furono ammainate solo più tardi e per di più non tutte a causa dell’inclinazione della nave.

Il teste ha riferito come proprio a causa del ritardo nel dare l’emergenza generale e l’abbandono nave alcune scialuppe non toccarono il mare privando così 550 passeggeri della possibilità di sbarcare!

Per questo i passeggeri sul lato di sinistra vennero indirizzati da personale impreparato e negligente, come riferito dal teste e ormai acclarato anche dalle perizie, a spostarsi sul lato dritto, indicazione questa che si rivelerá purtroppo mortale per alcuni di loro, inghiottiti dai corridoi trasformatosi in pozzi per il ribaltamento della nave!

Sempre a domanda nostra il Capitano ha aggiunto al drammatico racconto che alle 00.20 la Concordia restò completamente al buio, perdendo anche l’illuminazione di emergenza, mentre ancora vi erano passeggeri a bordo!

In aula su richiesta degli avvocati delle parti civili è stata poi data lettura di quanto captato con una intercettazione ambientale tra l’ufficiale di plancia Silvia Coronica e l’ufficiale di macchina Fiorito ove si sente proprio la Coronica narrare quanto accaduto in plancia, sottolineare come il comandante Schettino perse tempo a dare l’abbandono nave ammettendo che il dramma fu il caos successivo per la mancata assistenza ai passeggeri: “vi erano molti anziani lasciati soli, che nessuno aiutava!”

Ma a descrivere l’orrore vissuto da quei passeggeri lasciati soli dall’equipaggio é la telefonata intercettata tra Hugo Piazza, ufficiale addetto alla sala macchine, e un altro Ufficiale che su richiesta dei nostri Avvocati è stata ascoltata in aula:

HUGO – Andre’, perché [Termini inc.] paura, capito, i filippini non ci feci capire più niente, perché quelli erano filippini che si buttavano in acqua. Gente tipo… io vedevo tipo camerieri, questi qua, perché poi [Termini inc.] come le hanno vissute. Prendevano e si buttavano. Perciò c’era chi cadeva in acqua e poi nuotava, c’era chi invece sbatteva e pareva tipo una pallina di flipper, compa’: “Pum, pum, pum!” e tu sentivi le voci: “Ahhh!”, “Pfum!”, in acqua e poi non riemergevano più. Quindi, il danno forte fu a livello di… di morti.

ANDREA – Ma allora non sono dentro la nave?

HUGO – Alcuni secondo me non proprio. Allora, io sono sicuro che almeno un cinque-sei li ho visti cadere così, che andavano sbattendo come il flipper e sono caduti in acqua dal lato di proravia della nave. “

Questa immagine vale più di mille parole!

Il ritardo colpevole nella abbandono della nave è stato oggetto anche della testimonianza resa in aula dal M.A. Claudio Capanna del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Grosseto. Il teste su sollecitazione degli avvocati delle parti civili ha ammesso che alcune porte stagne erano aperte al momento dell’impatto e che alcune “non stagnavano” ovvero trafilavano. In particolare proprio il trafilamento di una porta stagna ha causato l’allagamento del compartimento n.3 sebbene non interessato dalla falla!

Il teste ha inoltre confermato il colpevole ritardo nella fase di abbandono della nave e come proprio questo ha determinato purtroppo le vittime. Il Maggiore ha aggiunto che sotto questo aspetto era stato attenzionato dal punto di vista investigativo per l’evidente responsabilità Roberto Ferrarini, l’uomo di Costa Crociere dai mille incarichi e responsabile di terra della sicurezza.

Durante la deposizione il teste ha spiegato a domanda degli avvocati di Giustizia per le vittime della Concordia che esisteva un “metodo di Ferrarini” ovvero una prassi finalizzata a occultare alle Autorità Marittime gli eventi avversi con messaggi interlocutori e tranquillizzanti per dare tempo alla compagnia di individuare una soluzione a tutto vantaggio di Costa Crociere. In aula è stata data lettura parziale di una intercettazione del Sig. Ferrarini con il Comandante della Costa Classica che aveva segnalato una grave avaria a bordo dove si sente Ferrarini suggerire testualmente:”vabbé ma dagli questo stadment (letterale)… due tre righe poi però verbalmente in pratica… In pratica gli spieghi che è tutto tranquillo”.

L’udienza di martedì 29 aprile è stata tutta dedicata all’esame del Capitano dei Carabinieri di Orbetello Marco Barone, colui che ha coordinato il recupero delle 32 vittime e che ne ha ricostruito gli ultimi istanti di vita. Questa toccante testimonianza, peraltro resa con grande commozione ma senza retorica, ha ricordato a tutti che questo processo serve a fare giustizia per quegli innocenti vittime di un equipaggio impreparato e di una nave che garantiva il lusso ma non certo la sicurezza!

Un punito fermo é stato messo con questa testimonianza: nessuno è morto per l’impatto, ma solo in seguito per la criminale gestione della fase di soccorso post urto con gli scogli! Tutti deceduti per asfissia meccanica da annegamento!

E ancora, almeno otto persone sono state ritrovate nella tromba degli ascensori di poppa, ove per le avarie più volte denunciate le porte degli ascensori sono rimaste aperte senza cabina al piano, così divenendo vere e proprie trappole mortali per i passeggeri.

Almeno una ventina sono deceduti nel tentativo di raggiungere il lato della nave su indicazione folle e scellerata del personale di bordo. A nulla sono valse le “catene umane”, di cui il teste ci ha parlato in aula, formate per impedire lo scivolamento in acqua dei passeggeri rimasti intrappolati nei corridoi trasformati in pozzi per lo sbandamento della nave.

Una morte orrenda che si poteva evitare! E oggi lo diciamo con cognizione di causa essendo ormai provato che sarebbe bastato rimanere sul lato sinistro e attendere di scendere dalla biscaglina assistiti da personale preparato anziché rimanere bloccati per minuti preziosi in attesa del segnale di abbandono nave al buio, in molti casi senza giubbotto salvagente, senza assistenza come provato dalle angoscianti telefonate al 112 fatte ascoltare in aula ove si odono le voci dei naufraghi urlare: ” aiutateci non fanno calare le scialuppe, ci massacrano come pecore!”

Da lunedì 10-11 maggio 2014 si inizierà a sentire i passeggeri, ai quali gli avvocati delle parti civili non hanno rinunciato, come da elenco allegato

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5 pensieri su “Udienze 28 e 29 aprile: le relazioni dei Carabinieri sul naufragio e sulle 32 morti

  1. Sandra Spina

    Buongiorno,
    ci ritroviamo dopo le vacanze pasquali per commentare queste ultime udienze.
    Prima, però, vorrei ritornare alla testimonianza resta da Ferrarini lo scorso 14 aprile. Sarà che sono fissata con questo tizio perché lo ritengo personaggio centrale della vicenda. Ho letto sul sito “concordiaveritas” degli stralci della sua testimonianza. Dalle domande poste dal PM si capisce come la testimonianza di Ferrarini sia una deposizione “pro-forma” che non chiarisce il ruolo del Dott. Ferrarini all’interno di Costa Crociere, né come lavora né chiarisce il funzionamento della struttura che fa capo a lui. Alla procura questo non interessa: interessa soltanto la descrizione delle telefonate, tralasciando tutto il resto. Hanno ragione i blog stranieri in lingua inglese a sollevare dubbi sul patteggiamento di Ferrarini e dire che questo signore è stato condannato esclusivamente per aver parlato al telefono con Schettino. La normativa internazionale prevede che il PDA parli al telefono con il Comandante, non per questo deve essere condannato: questo in sostanza il ragionamento dei blog specializzati che seguono le vicende del processo.
    Condivido questi dubbi: purtroppo questo processo si basa su un’inchiesta sommaria, fatta di sommarie informazioni e approfondire il ruolo e i compiti di Ferrarini avrebbe richiesto tempi più lunghi. Non bastano, infatti, intercettazioni ambientali per definire il lavoro di questa persona. Siccome la procura di Grosseto e la Costa Crociere hanno fretta di chiudere, al processo si fanno domande sull’ovvietà tralasciando l’essenziale.
    Stesso discorso vale per le deposizioni del 28 e 29 aprile: è lapassiano che i passeggeri sono morti affogati, i testi hanno detto cose sapute e risapute e molti aspetti della fase dell’evacuazione di bordo non sono chiari. Non bastano 1500 pagine per chiarire, ad esempio, il ruolo dell’ufficio sicurezza di bordo. I blog inglesi dicono che se Giampedroni ha patteggiato, ci si domanda cosa ha fatto l’ufficio sicurezza della nave. Perché dalle motivazioni dei patteggiamenti dei 5 coimputati sembra mancare molti ruoli di bordo, non sembra la costa concordia una nave da crociera. Chiaramente questi dubbi ce li teniamo per noi e queste ultime deposizioni, secondo me, servono solo ad allungare il brodo. Quanto ai testimoni importanti vengono fatte ovvie e stupide ( lasciatemi passare questo termine) è chiaro che i dubbi rimangono. Io sto cercando di capire il curriculum di Ferrarini ( dal cui si capisce che non è un tuttofare all’interno di Costa Crociere), il suo rapporto con Schettino ( da cui credo ci sia odio profondo nei confronti del Comandante) e quello con Palombo ( da molti sottovalutato, invece secondo me importante). Mi chiedo come mai ce l’abbia tanto con Schettino, non credo sia solo difesa della società, è qualcosa di personale.
    La pecca più grave è stata quella di non aver chiesto a Ferrarini il lavoro che svolge dentro Costa Crociere, perché non è importante quello che non fa, era importante spiegare il lavoro che fa. C’è differenza, anche oggi, tra il suo lavoro e il lavoro dell’unità di crisi? Ho avuto la sensazione leggendo gli stralci della sua deposizione che un conto sia il suo lavoro, quello che lui personalmente fa ( e su cui Ferrarini mette la mano sul fuoco) e un altro conto sia il lavoro dell’unità di crisi. Nessuno ha chiesto a Ferrarini di spiegare il suo lavoro che lo rende così importante dentro Costa Crociere.
    Tornerò a parlare anche dei giornalisti e del rapporto di Ferrarini con loro.
    Alla prossima
    Sandra Spina
    P.S. METTERO’ PRESTO I LINK DEI BLOG INGLESI CHE HANNO AVANZATO DUBBI SUI PATTEGGIAMENTI. Per avere altri spunti di riflessione…

    Rispondi
  2. Sandra Spina

    Scusate ho dimenticato di scrivere “domande” nella frase. Ecco il testo completo:
    Quanto ai testimoni importanti vengono fatte domande ovvie e stupide ( lasciatemi passare questo termine) è chiaro che i dubbi rimangono

    Rispondi
  3. massimilianogabrielli

    Gentile Sandra, gli aspetti da approfondire sono e sarebbero infiniti; da parte nostra, e non è una scusa ma un dato di fatto, ci confrontiamo con un processo impostato dalla Procura solo sulla responsabilità di Schettino (unico imputato) e diretto dal Tribunale nella stessa direzione. Da una parte questo ci porta ad ogni intervento delle parti civili ad “allargare” il tema delle prove, con domande in direzioni che, ove non collegate direttamente con i fatti processuali, non vengono ammesse dal Presidente Puliatti. C’è anche da dire che i PM tendono a scansare tutto quanto possa incidere sul grado di colpa diretta di Schettino nei fatti, onde ottenere la sua piena condanna; faccio un esempio: l’unica domanda fatta dalla Procura a Garbarino, venne fatta sul trafilamento delle porte stagne (mancata tenuta della baderna), poiché esisteva una intercettazione dove l’ex Comandante della Concordia riferiva che le baderne (dei cordoni-guarnizioni delle porte stagne) non tenevano; la sua deposizione, incentrata solo su quelle domande tendeva a dimostrare che garbarono parlava delle Baderne sulla nave dove era attualmente, e non sulla Costa Concordia, che aveva porte stagne senza questo sistema di guarnizione a corda, cioè a dimostrare che la nave non è affondata perché le porte stagne facevano acqua, ma per responsabilità di Schettino.. in realtà sappiamo (lo hanno poi riferito altri testi) che le porte stagne della Concordia trafilavano acqua e che questo ha contribuito ai tempi i allagamento del comparto non interessato dalla falla; ma quello che conta per la Procura è la efficacia processuale delle prove testimoniali contro l’imputato, e non l’accertamento dei fatti a 360 gradi, come dire: c’è una verità processuale ed una verità vera che solo in parte coincidono.
    Per quanto a Ferrarini, il suo incarico all’epoca e quello attuale è stato ben sviscerato in apertura della testimonianza, analizzando le competenze legate ad una serie di acronimi che individuavano ruoli e competenze del suo ruolo all’epoca e quello attuale (maggior responsabilità, come altri dipendenti Costa, corresponsabili dei fatti e che hanno patteggiato la pena, ha portato a casa una promozione); che sia un uomo di responsabilità di Costa Crociere è chiaro ed è stato chiarito, gli interventi riportati su concordia veritas sono dei flash su momenti clou delle prove, secondo la interpretazione della giornalista in aula, e non la trascrizione integrale della prova testimoniale, quindi ovviamente mancano parti molto estese; e la sua responsabilità penale nasce non certo dall’aver parlato al telefono con il Comandante, ma è tutta a livello OMISSIVO, per non aver fatto quello che invece, da lui e non solo da Schettino, andava fatto, a livello di direzione della crisi, indicazioni perentorie al Comandante, coordinamento dei soccorsi, invio dei rimorchiatori etc etc.; per capire il suo ruolo di indirizzo sulle decisioni nella emergenza, basti pensare che nei momenti critici, Schettino ha passato più tempo al telefono con Ferrarini che a parlare con i propri ufficiali.

    Rispondi
  4. Sandra Spina

    Avv. Gabrielli,
    la ringrazio per il tempo che mi concede. Lei ha perfettamente ragione e aggiungo io, c’è un problema di fondo: questo processo si basa su un’inchiesta che è durata 9-10 mesi ( credo di ricordare), un’inchiesta sommaria fatta di sommarie informazioni. Tutti i limiti si devono in questo processo. Io ho letto le motivazioni del Gup Molino sui patteggiamenti: motivazioni lacunose. Ci si chiede: se Ferrarini ha tutte queste responsabilità perché ha patteggiato? Perché la Procura ha dato il suo assenso? Non doveva finire a processo? Queste domande io le ho trovate, Avv. Gabrielli, nei blog stranieri: è chiaro non ci sarebbero stati processi separati per i singoli imputati nell’ipotesi di rinvio a giudizio e questo avrebbe permesso a Schettino di avvantaggiarsi scaricando facilmente responsabilità proprie sugli altri. Questo la Procura e la Costa volevano evitarlo: io penso sia questo il motivo principale dei 5 patteggiamenti.
    Ciò non toglie che i dubbi restano: non c’è solo Ferrarini dentro Costa Crociere come non c’era solo Schettino a bordo della nave. La security di bordo non è stata indagata ed è difficile ricostruire dettagliatamente l’evacuazione di bordo e il caos dentro la nave. E’ più facile fare perizie tecniche piuttosto che parlare dell’evacuazione di bordo.
    Ho letto delle riflessioni su questo processo e sull’inchiesta che sono molto critiche: da chi sostiene, per quanto riguarda i patteggiamenti, che 5 persone hanno patteggiato senza che le loro responsabilità siano state inequivocabilmente accertate. Contro Ferrarini ci sono le ricostruzioni telefoniche, le quali sono assolutamente insufficienti, per stabilire le sue effettive responsabilità. A questo si aggiunge il fatto che le normative internazionali non sono interpretate in maniera corretta. Se così fosse, ogni volta che c’è un’incidente navale, il DPA sarebbe sempre e comunque responsabile. Non è per questo che esiste il DPA. Questo più o meno il ragionamento sui blog stranieri specializzati. Dubbi anche sul ruolo di Giampredoni e sul primo ufficiale. Io molti dubbi li condivido in pieno e il fatto di aver sbrigativamente liquidato queste 5 persone dal processo contro Schettino indica come la procura scommette la vittoria solo sul Comandante. Per tutti gli altri, sia dentro Costa Crociere che a bordo della Concordia, le responsabilità si fanno più fumose.
    Per un processo che deve essere chiuso in fretta si deve andare sul sicuro.
    A danno delle parti civili e dell’accertamento della verità.
    A presto
    Sandra Spina

    Rispondi
  5. Paola

    Concordo assolutamente con la parte finale del commento della Sig.ra Sandra.
    A mio modesto parere, di persona assolutamente incompetente in materia giuridica, ma da semplice spettatrice, si tratta di un processo comunque falsato, in particolare per i seguenti motivi:
    I patteggiamenti sono stati accordati in fretta e furia in maniera troppo sbrigativa , quasi a voler togliere velocemente di mezzo i coimputati del Comandante Schettino, in modo da addossare soltanto a lui la responsabilità del naufragio. Secondo me i patteggiamenti potevano essere accordati in una maniera più ponderata, dopo aver valutato meglio le responsabilità ed i comportamenti dei soggetti interessati, ma , ripeto, essendo ignorante in materia giuridica e processuale , non so se la cosa fosse effettivamente possibile.
    Inoltre non esistono riscontri alle comunicazioni del sig. Ferrarini verso il Comandante Schettino. Esistono soltanto riscontri nel senso opposto, cioè tra Schettino e Ferrarini, ma non sappiamo cosa esattamente abbia suggerito o ordinato al comandante il responsabile dell’unità di crisi nei momenti concitati del naufragio.
    L’impressione che ho e ‘ che il responsabile di tutto il disastro sia già stato individuato da tempo nella figura del comandante e si voglia chiudere il processo nella maniera più veloce possibile, senza approfondire altre responsabilità , seppure evidenti.
    Non è che per caso anche dal punto di vista assicurativo Costa Crociere e’ maggiormente tutelata se tutta la responsabilità viene addossata al Comandante? Credo che se la compagnia venga giudicata in qualche misura responsabile anche le società assicuratrici siano tenute ad un risarcimento inferiore. Forse il nocciolo della questione sta proprio qui…..
    Buon lavoro a tutti.

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