Udienze 3 e 4.11.2014 – Il ritrovamento di Russel Rebello e la testimonianza di altri naufraghi


NAVE COSTA: CERCA FRATELLO CAMERIERE, UN VIDEO SU ABCTrovano finalmente riposo anche i familiari di Russel Rebello, l’ultima delle 32 vittime ad essere recuperata a bordo della Concordia; il 3 novembre 2014, dopo oltre due anni dal naufragio, è stato ritrovato il corpo del cameriere indiano, in una cabina del ponte 8, dagli uomini del Consorzio genovese composto da Saipem e San Giorgio che si stanno spartendo i ricavi delle operazioni di smantellamento della nave. Il nostro pensiero va al fratello Kevin, che ha atteso per moltissimo tempo al Giglio, ed al fatto che anche noi, attraversando il ponte 8 della nave per recarci al sopralluogo in plancia, siamo passati, senza saperlo, proprio vicino alle spoglie di quel povero ragazzo, rimasto sotto la mobilia in attesa di essere visto da qualcuno. Anche in questo gli uomini di Costa Crociere, piuttosto che festeggiare con un sontuoso cocktail party l’arrivo del grande business al porto di Genova, avrebbero dovuto ricordare che la nave era una vera e propria bara galleggiante, visto che trasportava ancora una delle vittime.

Il 3 novembre i primi testi a salire sul banco sono gli assistiti dell’Avvocato Gallenca, legato al pool Giustizia per la Concordia. Il primo a testimoniare è un giovane naufrago, ancora minorenne, Edoardo. Il viaggio era il regalo dello zio, pure presente a bordo, per l’ottimo rendimento scolastico. Edoardo ha raccontato con grande difficoltà ed emozione le fasi dello sbarco, rese complicate dalla inclinazione della nave e dalla assenza degli ufficiali o di membri dell’equipaggio; era sul lato verso il Giglio e dal terzo ponte con un balzo ci si poteva buttare in mare, tanto erano inclinati. Si scivolava e i passeggeri hanno formato una catena umana lungo il ponte tre per evitare di cadere a mare e per salire sulle scialuppe. Ha ricordato il via vai di barche per prelevare gli altri passeggeri.

Dopo Edoardo viene sentito lo zio Simone. Ricorda l’urto e l’inclinazione della nave. Era sul ponte sei. Racconta di grida e urla. Temeva per il nipote che non era in cabina. La fortuna ha voluto che si ritrovassero. Descrive gli annunci e l’attesa. Avevano i giubbotti indossati. Al segnale sono andati a cercare le scialuppe. Finiranno per imbarcarsi dal ponte tre, vista l’inclinazione della nave. Vedevano anche loro solo personale alberghiero, che parlavano un inglese approssimativo, e nessun ufficiale! Gli hanno fatto capire di togliere le scarpe. Ricorda gli annunci per far salire prima anziani donne e bambini. Lo zio dice al nipote di andare ma Edoardo rifiuta di allontanarsi dallo zio, intanto la nave si inclinava. Lungo il ponte tre viene fatta la catena umana e salgono sulla scialuppa saltando la ringhiera. Del resto l’ingresso era al ponte quattro. Tutti avevano paura che la nave li schiacciasse. Il personale non sapeva cosa fare. Ha avuto una vera paura di morire e ora soffre di plurimi disturbi. Si è sentito abbandonato al suo destino. Non avevano informazioni e la nave continuava rapidamente ad inclinarsi.

 Sono poi stati sentiti Nava Nadia e Chiara Castello, i genitori di Chiara Castello, parte civile assistita dalla nostra Alessandra Guarini. Ci hanno descritto il dolore della figlia e il cambiamento di vita dopo il naufragio. Hanno detto di aver lasciato una donna matura e sicura di sé e di aver ritrovato una figlia distrutta, insicura e bisognosa di cure quasi fosse tornata bambina. Una donna diversa, sconvolta, che per un lungo periodo non ha saputo gestire neppure la quotidianità. Una donna che al rumore della pioggia non manda la figlia a scuola perché l’acqua le evoca il ricordo del naufragio. Questi genitori ci hanno mostrato un altro volto del dolore, quello vissuto da chi non era a bordo ma su quella nave aveva figli, nipoti e persone care. Una sofferenza che non sarà risarcita, ma quantomeno è stata raccontata con la dignità e credibilità di un genitore che parla del disagio quotidiano e dello sconforto permanente subito anche da loro per la esperienza drammatica vissuta dalla figlia.

Ultimo teste un consulente medico dr. Massimo Borri, Psicologo clinico. Sentito sulle conseguenze del naufragio subito dal sig. Brandini, uno dei musicisti a bordo la sera del naufragio, riferisce come il paziente non riuscisse più ad imbarcarsi, preda di ansia e crisi di panico. Conferma il Disturbo post traumatico da stress e la cronicizzazione dei sintomi anche per questa parte civile, che ha smesso di lavorare sulle navi per questo motivo.

Anche il giorno successivo sono stati ascoltati in aula altri naufraghi ed altri consulenti, esaminati dall’Avv. Domenico Chirulli del nostro pool, che hanno aggiunto nuove testimonianze sulla totale disorganizzazione ed impreparazione dell’equipaggio nelle fasi di emergenza, tanto che molti di loro sono stati presi da crisi di pianto, innescando il panico nei passeggeri e la consapevolezza di avere poche speranze di uscire vivi dalla nave che si stava gradualmente rovesciando.

Assente dall’aula l’imputato Francesco Schettino, che, adducendo varie ragioni, ha saltato tutte le udienze dalla ripresa del processo dopo la sospensione estiva. Attesissimo, sopratutto da noi Avvocati di parte civile, è  comunque l’interrogatorio del Comandante, che sarà sentito a Grosseto il prossimo 2-3 dicembre.

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2 pensieri su “Udienze 3 e 4.11.2014 – Il ritrovamento di Russel Rebello e la testimonianza di altri naufraghi

  1. Paola

    Finalmente anche il povero Russel e’ stato ritrovato e potrà ricongiungersi alla sua famiglia e riposare in pace nel suo paese.
    Mi fa molto piacere paricolarmente per il fratello Kevin, che ha atteso per tantissimo tempo questo ritrovamento, dando a tutti una lezione di grande dignità e compostezza.
    Riposa in pace Russel.

    Rispondi
  2. Avv.to Cristina Belloni

    Buongiorno.

    Leggo sempre con estremo interesse il vostro blog e mi interesserebbe molto avere la trascrizione dell’esame al prof.De Girolamo all’udienza del 20/10/14.

    Sarebbe possibile averla o esiste un sito dove trovarla?

    Grazie

    Avv.Cristina Belloni

    Rispondi

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