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13 gennaio 2017 – cinque anni dal naufragio Concordia

Appello concordia SchettinoIn memoria del naufragio della Concordia 13 gennaio 2012; sono passati cinque anni da allora, aspettando la sentenza definitiva dalla Corte di Cassazione.

Il 13 gennaio del 2012 alle 21:46 circa la nave Costa Concordia comandata da Francesco Schettino durante una sciagurata manovra di accostamento all’Isola del Giglio – c.d. inchino – fatta per omaggiare il maitre Tievoli originario dell’isola, urtava uno scoglio alle Scole provocando uno squarcio sotto la linea di galleggiamento del transatlantico di addirittura 70 metri.

A distanza di cinque anni e con due intense fasi processuali alle spalle non è stata detta una parola definitiva riguardo alle responsabilità che portarono a quel naufragio; un tempo relativamente molto breve per un processo penale di questa portata nel nostro paese, ma certamente lungo per chi attende giustizia. Quello che il Tribunale di Grosseto prima e la Corte d’Appello di Firenze poi ci hanno detto è che esisterebbe solo un colpevole per quel disastro, il Comandante Schettino, condannato alla pena di ben 16 anni di reclusione. Una pena adeguata alla gravità dei fatti, anche se noi crediamo che anche altre persone avrebbero dovuto essere sul banco degli imputati nel processo per il naufragio della Concordia. Non è stato un caso quello per cui imputati siano stati solamente gli ufficiali di bordo ed invece dei vertici nessuno della compagnia di navigazione sia stato chiamato a rispondere dei fatti alla base della tragedia.

Noi continuiamo a combattere con la passione che ci ha contraddistinto fin qui, perché la Giustizia abbia il suo corso e perché tutti gli individuabili responsabili del naufragio di quella notte all’Isola del Giglio siano perseguiti per legge ed eventualmente condannati. Le provvisionali riconosciute in primo e secondo grado hanno dato ragione ai passeggeri ed alle vittime, arrivando a quintuplicare ed anche oltre, i risarcimenti che Costa crociere aveva offerto ai naufraghi, e continuiamo nella nostra battaglia anche in Cassazione.

In memoria delle troppe persone, 32, che hanno perduto la vita e dei moltissimi altri sopravvissuti che ancora oggi portano i segni indelebili di quei terribili momenti, vissuti per salvaguardare interessi economici che troppo spesso pesano più della sicurezza dei passeggeri.

Gli Avvocati del pool Giustizia per la Concordia

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Convegno sul danno Punitivo. Pesaro 18.11.2016

Grande successo di presenze al convegno sui danni punitivi svoltosi a Pesaro, ospiti della Camera Civile presso la prestigiosa sede dell’excelsior e la direzione ed organizzazione dell’Avvocato Edoardo Mensitieri. Oltre 200 avvocati hanno ascoltato con estremo interesse i relatori provenienti da diverse parti d’Italia, illustrare le caratteristiche di questa particolare pretesa risarcitoria di origine anglosassone e grandemente applicata negli Stati Uniti con pronunce multimilionarie a funzione sanzionatoria e di prevenzione sul verificarsi di ulteriori eventi simili. Una sorta di maxi-risarcimento aggiuntivo, riconosciuto ai danneggiati quando si dimostra che la azienda o il soggetto in posizione dominante, nonostante la consapevolezza del rischio per gli utenti o per i propri dipendenti, non ha adottato quelle misure correttive per prevenire il verificarsi dell’evento dannoso. Fino a questo momento si è sempre negato l’ingresso di questo istituto giuridico, ritenendolo contrario all’ordinamento interno italiano, nel quale è possibile ottenere solo un risarcimento con funzione compensativa, cioè nel limite del pregiudizio subito e non oltre. L’occasione alla base del convegno è la recente ordinanza 16 maggio 2016 n.9978 di rimessioni alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione della questione di ammissibilità dei danni punitivi nel nostro paese, in considerazione dell’apertura, sia da parte della dottrina che, progressivamente ed in modo sempre più esplicito, della giurisprudenza di merito e l’introduzione di figure risarcitorie a contenuto punitivo in numerose norme legislative interne.

Gli avvocati Annamaria Romeo di Latina, Michelina Suriano di Bologna, Massimiliano Gabrielli di Roma e Cesare Bulgheroni di Milano hanno parlato dell’art. 96 cpc, del danno endofamiliare ex art. 709 ter, delle concrete portate applicative del danno punitivo nelle cause penali e civili a tutela delle parti lese, e dei processi Tyssen e Costa Concordia. La dichiarata ambizione del convegno è quella di diffondere la cultura di questa figura risarcitoria tra gli Avvocati italiani, da cogliere come opportunità, oltre che per ottenere una più adeguata soddisfazione economica a favore dei propri clienti, quale strumento sociale per la prevenzione del rischio in settori come i grandi trasporti, industria, ambiente, ma da pretendere anche in casistiche di danni non di massa o seriali ma altrettanto diffusi, come nei casi di malasanità. In attesa della pronuncia da parte delle Sezioni Unite, i relatori ritengono fondamentale la circolazione del concetto del danno punitivo tra gli Avvocati per introdurlo diffusamente nelle aule dei Tribunali, e spingere i Giudici ad avere un atteggiamento sempre più possibilista, come suggerito dalla stessa 1a sezione della Cassazione.

Discussione delle parti civili – Udienze 4-6-9-10 Maggio

Al processo di appello per il naufragio della Concordia é finito il primo turno di discussione prima che la difesa dell’unico imputato prenda la parola.

All’udienza del 28 aprile aveva discusso il PM Leopizzi – con l’intervento finale del Procuratore Generale di Firenze a richiedere l’inasprimento della pena irrogata a Schettino fino addirittura a 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto – chiedendo il rigetto integrale dell’appello degli avvocati Senese e Laino per il comandante, osservando in primo luogo che dovevano essere dichiarati inammissibili i motivi di appello dell’Avv. Laino perché erano solamente la trascrizione della sua discussione di primo grado traslata nell’impugnazione, senza alcun esame della sentenza.

Peraltro, secondo il PM, il limite dell’impostazione dell’impugnazione era quello di non considerare quanto era registrato nel vdr – la scatola nera – della Concordia ed il fatto che comunque Schettino era indubitabilmente al comando al momento dell’impatto. Non apprezzare tali circostanze certe, avrebbe limitato necessariamente l’efficacia dell’impugnazione così come l’avere parcellizzato le varie circostanze dei fatti avvenuti senza dare loro una visione d’insieme, così di fatto mistificandole.

D’altronde il tentativo di scaricare la colpa su Ambrosio e su Rusli Bin é comunque un errore, poiché le responsabilità del Comandante sarebbero almeno pari a quelle di Ambrosio per avere messo alla manovra del timone lo stesso Rusli Bin, i cui errori non hanno avuto decisivo rilievo quanto all’urto con gli scogli, considerata la velocità ed il ritardo nell’impostare la manovra di emergenza.

All’udienza del 4 maggio sono poi iniziate le discussioni delle parti civili che hanno tutte chiesto la conferma della dichiarazione di responsabilità penale di Schettino, chiedendo la riforma delle statuizioni civili secondo svariati aspetti. A quel l’udienza si é  distinta la discussione dell’Avv. Sergio Bellotti di Roma, che ha evidenziato in maniera davvero incisiva i capisaldi dei propri motivi di appello e, anche da un punto di vista giuridico e processuale, le contraddizioni della sentenza che meritano una seria revisione da parte dei giudici di Firenze, sopratutto per quanto alle liquidazioni in favore delle parti civili. Dopo la discussione dell’Avv. Domenico Chirulli di Bari, abbiamo potuto ascoltare l’Avv. Massimiliano Gabrielli del foro di Roma, chiedere di nuovo a gran voce il riconoscimento del danno punitivo nei confronti della compagnia armatrice, quale correttivo, anche a livello di prevenzione, per tutti i rischi a cui i passeggeri sono stati sottoposti per le politiche al risparmio di Costa Crociere, che ha preso parte nella causazione del naufragio a cominciare dal consentire gli “inchini” tra l’altro proprio all’isola del Giglio, per proseguire nel non avere supportato Schettino durante la fase dell’emergenza per proseguire con le numerosissime manchevolezze dei sistemi di sicurezza a bordo a cominciare dal mancato funzionamento per errore di progettazione del Diesel Generatore di Emergenza. Chiude l’Avv. Gallenca di Torino, che enuclea la tesi di un possibile aggravamento della qualificazione giuridica delle responsabilità di Schettino, passando alla ipotesi di colpa cosciente o dolo eventuale.

All’udienza del 6 maggio le discussioni delle parti civili sono proseguite con gli interventi dei nostri Avv. Cesare Bulgheroni di Milano ed Avv. Alessandra Guarini del foro di Biella, il primo dei quali ha chiesto al Comandante Schettino di fare un passo indietro e di ammettere finalmente le proprie responsabilità circa l’errata manovra, le mancanze verificatesi nella fase emergenziale per non aver dato l’allarme generale in tempi opportuni e per non essere risalito sulla nave. L’intervento é proseguito delineandosi le responsabilità di Costa Crociere che vanno condivise con quelle di Schettino e che per questo va punita con la corresponsione di danni punitivi. L’Avv. Guarini ha invece ricordato che sul banco degli imputati mancano gli uomini della società che non sono stati indagati per una scelta miope della Procura di Grosseto che troppo ha incentrato le indagini sul ruolo di Schettino, e ha chiesto alla Corte di Appello di Firenze di trasmettere gli atti alla Procura stessa perché finalmente indaghi sulle responsabilità penali dei vertici di Costa Crociere. Infine l’Avv. Annamaria Romeo di Latina ha insistito sul punto del mancato riconoscimento di danni personalizzati alle vittime del naufragio, che non sono catalogabili in categorie ma ognuno ha subito differenti e valutati danni durante la fase dell’emergenza, e la cui prova, fornita dalle parti attraverso i consulenti e le relazioni medico legali, non è stata affatto oggetto di puntuale contestazione da parte della responsabile civile e dei suoi consulenti.

All’udienza del 9 maggio abbiamo assistito alle discussioni degli ultimi patroni di parte civile tra cui gli Avv.ti Michelina Suriano di Bologna e Salvatore Vitrano di Palermo che con diverse declinazioni hanno anche loro chiesto che i danni riconosciuti ai passeggeri vengano differenziati secondo le diverse prove date delle lesioni subite, tra cui il danno da stress post traumatico.

All’udienza del 10 maggio, dopo l’ultima discussione di un difensore di parte civile, l’Avv. De Renzis che efficacemente ha tratteggiato come la sentenza di Grosseto abbia dimenticato il dramma dei passeggeri nonostante abbia visto coi propri occhi persone adulte piangere ininterrottamente per le esperienze subite, é stato il turno dell’ Avv. Marco De Luca che, come in primo grado, difende la responsabile civile Costa Crociere SpA. L’Avv. De Luca ha sostenuto che Costa risponde del fatto di Schettino solamente dal punto di vista civilistico, ma che non sarebbe sul banco degli imputati e che quindi non può essere chiesto il danno punitivo nei suoi confronti. D’altronde Costa ritiene giusta la decisione di primo grado quanto alle cifre provvisionali concesse alle parti civili sostenendo che secondo lui i danni subiti dai passeggeri, nonostante le consulenze tecniche agli atti, non sarebbero stati affatto provati.

Da notare che le statuizioni in favore dei passeggeri non sono state oggetto di appello da parte della Società, che quindi ha prestato acquiescenza alla decisione di liquidazioni tra 30-50mila euro a testa. Insomma il patrono di Costa, al di lá delle singoli posizioni trattate contro enti esponenziali, che a suo parere non avrebbero avuto diritto ad ottenere risarcimenti come deciso dal tribunale di Grosseto, non si avventura in una pretesa di riforma in pejus, e chiede la conferma della decisione di primo grado perché palesemente teme che la sentenza sia passibile di riforma, questa volta pesantemente punitiva nei confronti della società armatrice.

La parola passa ora alla difesa dell’imputato i cui interventi sono previsti per le udienze del 19 e del 20 maggio con prosecuzione al 23 e 25 per le repliche e contro repliche e con la prevista entrata in camera di consiglio per la decisione e sentenza all’udienza del 27 maggio con possibile prosecuzione al 31.

Udienza appello Concordia del 28.04.2016

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Il processo di appello Concordia a Firenze

Sì è aperto il 28.04.2016 processo di secondo grado presso la Corte di appello penale di Firenze, nel quale dovrà essere valutata la correttezza della decisione dei giudici di Grosseto, che hanno condannato il comandante Francesco schettino a 16 anni di carcere, e Costa Crociere al pagamento dei risarcimenti, con provvisionali a favore dei passeggeri tra i 30.000 e 50.000 euro ciascuno. Il processo si è svolto nella maxi aula dove recentemente è stato celebrato l’appello di Meredith Kercher nel nuovo palazzo di giustizia fiorentino, in un contesto molto differente da quello del precedente contesto nel teatro moderno di Grosseto: imputato assente, divieto di riprese televisive in aula, numero estremamente ridotto di parti civili che hanno proposto appello, ed ovviamente nuovi giudici, nuovo rappresentante della pubblica accusa, e nuovo difensore di Schettino, in affiancamento all’avv. Laino. La netta sensazione è che a questo processo si sia voluto imporre a tavolino e da più parti un basso profilo mediatico, concentrazione e sintesi estrema degli interventi delle parti processuali, e percorso diretto verso la decisione già a fine maggio, seguendo una serratissima calendarizzazione delle udienze, mediamente previste un giorno sì ed uno no per tutto il mese prossimo.

In apertura si è ascoltata la introduzione sintetica del giudice consigliere relatore, il quale ha predisposto e reso disponibile alle parti, prima della udienza, una lunghissima e dettagliata relazione (scritta 262 pagine), con la quale si illustrava il contenuto ed i motivi dei vari atti di appello, quello proposto dalla Procura di Grosseto, dall’imputato e dai suoi difensori, quelli di molte parti civili ed infine della responsabile civile Costa Crociere S.p.A., con i quali ciascuno chiede una revisione della precedente decisione sotto diversi ed opposti profili.

Esaurita la relazione illustrativa al Collegio, ha preso la parola il PM Dottor Alessandro Leopizzi, inviato da Grosseto ad affiancare la Procura Generale nel compito di sostenere la affermazione di responsabilità ottenuta in primo grado, contrastando i motivi di appello sopratutto del nuovo difensore di Schettino, che si proponeva molto ambiziosamente di smontare la decisione attraverso la riapertura del dibattimento e una “super-perizia”. Il sostituto procuratore di Grosseto, ancora una volta, ha dimostrato la sua conoscenza enciclopedica di ogni singola carta processuale, di ogni profilo di responsabilità minuziosamente accertato nei confronti del Comandante, ed ogni singola contraddizione in cui quest’ultimo è caduto nel corso della lunghissima fase dibattimentale, nonchè la sua efficacissima capacità espositiva e di lucida interpretazione delle risultanze istruttorie a carico dell’imputato. Il Dottor Leopizzi si è concentrato nella replica ai motivi di appello dell’avvocato Laino e sopratutto dell’avvocato Senese, nuovo difensore in questo grado di giudizio per Schettino, procedendo in una analisi punto per punto delle doglianze attraverso le quali questi erano giunti a chiedere (addirittura) la assoluzione del Comandante, sostenuta dalla lamentata violazione di una analisi obiettiva dei fatti e di un preteso accanimento, non solo mediatico ma anche processuale, nei confronti dell’imputato. Il risultato, dopo circa tre ore e mezzo di ininterrotta discussione, ed attraverso una opera di totale distruzione logica e giuridica – spesso tratteggiata da toni toscanamente ironici e, nonostante la minuziosità dei ragionamenti e riferimenti anche processuali, mai resa incomprensibile anche al semplice ascoltatore – è stato il venir meno di ogni credibilità e sostenibilità dell’appello difensivo dell’imputato.

Dopo la pausa, la parola è passata al sostituto Procuratore Generale di Firenze, dott. Giancarlo Ferrucci , il quale sembrava scalpitare nella attesa di proporre i suoi argomenti alla platea, che però hanno mostrato tutto il limite di chi – esattamente come l’avvocato Senese per Schettino – non ha seguito ognuna delle 71 udienze per oltre 600 ore di dibattimento, non conosce ogni aspetto – anche non processuale – della vicenda, e non ha certamente letto le 56.000 pagine per oltre 120 faldoni in cui si racchiudono le attività, in 2 anni di processo, di tre Giudici, 4 PM, 65 avvocati, oltre 180 testimoni e consulenti che hanno raccontato in aula la tragedia del Giglio in ogni suo aspetto.  L’intervento di chi, insomma, non ha vissuto il naufragio: quello che ne esce è una prospettiva, a livello spesso da conversazione al bar, sul disdoro della marineria italiana e sulle colpe morali di Schettino.

Passando alla richiesta delle pene, Ferrucci ha proposto 9 anni di reclusione per naufragio colposo; 15 anni per omicidio colposo plurimo e lesioni plurime colpose (i 32 morti e decine di feriti); 3 anni per abbandono di persone incapaci; più 3 mesi di arresto per false comunicazioni alla capitaneria, riproponendo l’aggravante della colpa cosciente, arrivando in totale a superare perfino le pretese dei PM di Grosseto, per oltre 27 anni di carcere per reati colposi, in una iperbole che riteniamo tanto improbabile quanto la assoluzione di Schettino.

Un gioco al rilancio da tutte le parti processuali: Noi ovviamente chiediamo più soldi ma soprattutto giustizia, puntiamo nuovamente ad allargare le responsabilità nei confronti anche di Costa Crociere, e non serve certo una nuova perizia, nelle carte processuali, anche se non entrato a pieno titolo nella sentenza, c’è già tutto per dimostrare i malfunzionamenti, la impreparazione dell’equipaggio e tutto quanto ha contribuito a preparare il terreno per la tragedia messa in opera da Schettino.

Dopo aver sfrondato velocemente i banchi da molte presenze di avvocati che si sono limitati a depositate conclusioni scritte, e le prime schermaglie tra avvocati di parte civile e difensori di Schettino e Costa Crociere, è saltata la prossima udienza calendarizzata e si riprenderà il 4 maggio con l’avvio delle discussioni di alcuni tra gli appellanti di parte civile, per proseguire il 6, 9 e 10 maggio con altre parti civili fino ad esaurimento.

Processo Concordia Bis

Avvocato Massimiliano GabrielliLa associazione nazionale ANMIL, da sempre impegnata sul tema della sicurezza sul lavoro e rispetto delle normative antinfortunistiche, ha affidato il mandato difensivo agli Avvocati Massimiliano Gabrielli, Cesare Bulgheroni ed Alessandra Guarini, per essere rappresentata come parte civile nel processo Concordia bis, che si occuperà delle violazione delle norme a tutela dei lavoratori e dei reati ambientali. Alla udienza di apertura, tenutasi il 07.03.2015 davanti al Tribunale monocratico di Grosseto, gli Avvocati della associazione hanno depositato a sorpresa una richiesta di maxi-risarcimento per un milione di euro, motivata dai malfunzionamenti della nave ed il mancato rispetto delle normative di emergenza da parte della compagnia di navigazione, sul modello statunitense di danni punitivi con effetti deterrenti e di prevenzione contro futuri disastri navali, ed hanno ottenuto dal Giudice la chiamata in causa di Costa Crociere SpA come responsabile civile, che quindi sarà nuovamente tenuta al pagamento dei futuri risarcimenti. Le parti processuali giocheranno una partita contro il tempo, sul filo della prescrizione dei reati che, essendo di natura contravvenzionale, in questo giudizio maturerebbe a gennaio 2017; il calendario di udienze, già stabilito con ritmi molto intensi, ha però sin da subito chiarito che è tutta intenzione del Tribunale arrivare a pronunciarsi con una nuova sentenza prima della estate. Il 28 aprile si aprirà a Firenze anche il processo di appello del processo penale principale sul naufragio della Concordia, con il quale il comandante Francesco Schettino è stato già condannato a 16 anni di carcere.

RAI NEWS TGR EDIZIONE DELLE 19.30 del 08/03/2016 – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-0f7d1998-654b-4a4d-8455-2d2a1121bfb2-archivio.html

Come ha funzionato il ns blog nel 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 13.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

APPELLO DELLE PARTI CIVILI di GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA

Sentenza Schettino prima paginaDepositato in questi giorni, da parte dei molti legali del pool, l’atto di appello ai capi civili della sentenza di primo grado sul naufragio della Concordia del 13 gennaio 2012. Si punta in alto e di nuovo sulla richiesta di danno punitivo di derivazione statunitense, chiedendo alla Corte di Appello di Firenze di riconoscere provvisionali fino a 300 mila euro ed un risarcimento finale molto più congruo e consistente. Le parti civili, si ricorda, in primo grado hanno ottenuto provvisionali tra i 30 e 50 mila euro. Anche l’ufficio della Procura di Grosseto ha impugnato la sentenza, insistendo invece sulle responsabilità titaniche e quasi esclusive di Schettino, e quindi su una sua condanna esemplare.

I legali di ‘Giustizia per la Concordia ritengono al contrario che “la sentenza non abbia tenuto conto dei comportamenti omissivi della compagnia armatrice, la Costa Crociere S.p.A., che hanno contribuito alla causazione del naufragio (tra cui l’impreparazione dell’equipaggio alle emergenze, l’insufficienza dei sistemi di sicurezza della nave ed il loro malfunzionamento e la pratica dei cosiddetti ‘inchini’ fatti dai comandanti delle loro navi ai luoghi di interesse turistico)”. Il naufragio, ricordano i legali, “è avvenuto proprio nel corso di un inchino – e cioè di un passaggio ravvicinatissimo alla costa – che Schettino intendeva fare al Giglio per omaggiare il màitre, nativo del Giglio. La pratica dell’inchino in particolare era diffusa per interessi di carattere promozionale ed è risultata estremamente pericolosa come, appunto, il naufragio della Concordia ha dimostrato”. Il pool ‘Giustizia per la Concordia’ si batte affinché “l’autorità giudiziaria riconosca che Costa Crociere spa, proprio per avere tenuto comportamenti omissivi per ragioni economiche di risparmio, risulta corresponsabile del naufragio e deve perciò essere condannata ai cosiddetti ‘danni punitivi’ in favore dei passeggeri della Concordia che hanno rischiato la propria vita nel corso del naufragio che ha causato la morte di ben 32 persone”.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2015/09/22/costa-concordia-presentata-la-richiesa-di-appello-si-punta-a-un-maggior-risarcimento/
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