Archivi categoria: COMUNICATI STAMPA

Processo Concordia Bis

Avvocato Massimiliano GabrielliLa associazione nazionale ANMIL, da sempre impegnata sul tema della sicurezza sul lavoro e rispetto delle normative antinfortunistiche, ha affidato il mandato difensivo agli Avvocati Massimiliano Gabrielli, Cesare Bulgheroni ed Alessandra Guarini, per essere rappresentata come parte civile nel processo Concordia bis, che si occuperà delle violazione delle norme a tutela dei lavoratori e dei reati ambientali. Alla udienza di apertura, tenutasi il 07.03.2015 davanti al Tribunale monocratico di Grosseto, gli Avvocati della associazione hanno depositato a sorpresa una richiesta di maxi-risarcimento per un milione di euro, motivata dai malfunzionamenti della nave ed il mancato rispetto delle normative di emergenza da parte della compagnia di navigazione, sul modello statunitense di danni punitivi con effetti deterrenti e di prevenzione contro futuri disastri navali, ed hanno ottenuto dal Giudice la chiamata in causa di Costa Crociere SpA come responsabile civile, che quindi sarà nuovamente tenuta al pagamento dei futuri risarcimenti. Le parti processuali giocheranno una partita contro il tempo, sul filo della prescrizione dei reati che, essendo di natura contravvenzionale, in questo giudizio maturerebbe a gennaio 2017; il calendario di udienze, già stabilito con ritmi molto intensi, ha però sin da subito chiarito che è tutta intenzione del Tribunale arrivare a pronunciarsi con una nuova sentenza prima della estate. Il 28 aprile si aprirà a Firenze anche il processo di appello del processo penale principale sul naufragio della Concordia, con il quale il comandante Francesco Schettino è stato già condannato a 16 anni di carcere.

RAI NEWS TGR EDIZIONE DELLE 19.30 del 08/03/2016 – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-0f7d1998-654b-4a4d-8455-2d2a1121bfb2-archivio.html

COMUNICATO STAMPA: Giustizia per la Concordia collabora con gli ispettori ministeriali

Logo-comunicato-stampaCOMUNICATO STAMPA

Il 20.11.2014 gli Avvocati Cesare Bulgheroni, Alessandra Guarini e Massimiliano Gabrielli, legali di parte civile nel processo penale sull’incidente della Costa Concordia, sono stati ricevuti a Roma presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti dagli ispettori nominati dal Ministro Maurizio Lupi dopo la trasmissione “Report” .

Dopo un lungo ed approfondito colloquio, l’ispettore ministeriale, Ing. Giuseppe Alati,  e la Responsabile della Divisione del Personale Marittimo, Dott.ssa Stefania Moltoni – hanno richiesto al pool “Giustizia per la Concordia” di redigere una relazione sulle problematiche emerse nel corso del processo,  ritenute di interesse per l’attività ispettiva in corso, fornendo atti e documenti utili ad accertare le criticità del sistema delle certificazioni e dei controlli da parte del RINA e degli altri Enti preposti, i malfunzionamenti della nave prima e dopo l’impatto, l’impreparazione e la mancanza di formazione dell’equipaggio, aspetti tutti ampiamente riscontrati da  passeggeri, periti e consulenti.

Gli stessi Avvocati, appena qualche giorno fa, hanno proposto al GIP di Grosseto una articolata opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale pendente contro i vertici societari di Costa Crociere e Carnival, sostenendo proprio la evidente responsabilità di quei soggetti in relazione ai consapevoli malfunzionamenti  ed impreparazione del personale marittimo a bordo delle navi della compagnia di navigazione.

COMUNICATO STAMPA – Domnica Cemortan non sarà sentita dalla Procura

Logo-comunicato-stampaDomnica Cemortan non sarà sentita dalla Procura di Grosseto, che ha respinto l’istanza ex articolo 391 bis cpp presentata dai legali di “Giustizia per la Concordia”.

Per la Procura il procedimento contro i vertici di Costa e Carnival deve essere chiuso!

Ancora una volta pare che gli inquirenti non siano minimamente interessati ad approfondire i temi di eventuali responsabilità a carico dei vertici di Costa Crociere, in più occasioni e modi suggeriti dalle parti civili.

DOMNICA CEMORTAN NON COMPARE DAVANTI AI NOSTRI AVVOCATI – comunicato stampa

Logo-comunicato-stampaDomnica Cermontan non comparirà presso lo studio degli Avvocati Bulgheroni, Guarini Gabrielli, del pool “giustizia per la concordia”, che la avevano convocata, oggi 10 ottobre 2014 16:00, per rendere dichiarazioni ufficiali ex 391 bis cpp nell’ambito delle indagini difensive per il procedimento, tuttora pendente presso la procura di Grosseto, a seguito della denuncia da alcuni passeggeri sporta contro i vertici societari di Costa crociere e Carnival. Ritenendo tuttora importante chiarire se le esternazioni della ex ballerina moldava siano semplice gossip ovvero possano portare all’accertamento di gravi responsabilità nei confronti della compagnia di navigazione, gli stessi Avvocati, a nome dei passeggeri che rappresentano, procederanno a depositare le carte in Procura affinché questa convochi d’autorità la Sig.ra Cermontan, facendo chiarezza una volta per tutte su questa vicenda.

A CALL FOR THE PASSENGERS OF COSTA CONCORDIA: the Public Prosecutors want to dismiss your depositions!

naufragio-concordia-passeggeri-145342

 ENGLISH VERSION

WE NEED YOUR HELP: the Prosecutors of Grosseto decided to dismiss the call as a witnesses for the passengers who were onboard of the Costa Concordia in the night of 13 January 2012.

 The Prosecutors are considering satisfactory for their purposes to ask sentencing Schettino having summoned and heard only the people working for Costa, aboard the Concordia and ashore, while none of the passengers who survived the wreck has never been summoned and heard in the trial.

 We are fighting for the truth and we have even highlighted the clear responsibilities, aside of Schettino, for the shipping company in what happened before and after the collision with the rocks, but without the voices of the passengers this truth will not be understood in all its aspects, even human’s ones. Continua a leggere

APPELLO AI PASSEGGERI DELLA COSTA CONCORDIA: i PM vogliono rinunciare alla vostra testimonianza!

naufragio-concordia-passeggeri-145342ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO: la Procura di Grosseto ha deciso di rinunciare alla citazione come testimoni dei passeggeri che erano a bordo della Concordia la notte del 13 gennaio 2012.

La Pubblica Accusa ritiene sufficiente allegare le loro denunce-querele e, dunque, secondo loro, il processo sarebbe completo con le sole testimonianze in aula del personale di bordo e di terra della Costa, mentre nessuno dei passeggeri sopravvissuti al naufragio é mai stato sentito nel processo.

Noi stiamo combattendo perché la verità emerga e siano evidenziate le evidenti responsabilità della società armatrice in quello che è successo prima e dopo l’urto con gli scogli, ma senza la testimonianza dei passeggeri questa verità non potrà essere chiarita, non in tutti i suoi aspetti, anche umani. Innanzitutto va sottolineato che non tutti i passeggeri hanno depositato una querela, ma sopratutto, anche in quel caso, la vostra tragica esperienza resterebbe arginata in un atto processuale e sterile, che non renderà mai l’idea, al collegio dei Giudici, sulla paura di morire, le ore di freddo e di terrore e le conseguenze psicologiche del vostro vissuto.

Noi, Avvocati delle parti civili, lo sappiamo: perché nei nostri studi ABBIAMO ASCOLTATO LE STORIE RACCONTATE DAI NOSTRI CLIENTI, molto spesso con occhi lucidi e tenendosi tra loro per mano, per la sofferente emozione del ricordo.

Chi dei passeggeri della lista che pubblichiamo sia disponibile ed intenzionato ad essere sentito nei prossimi mesi, e voglia (o giustamente pretenda!) raccontare quello che ha vissuto e che ha visto durante il naufragio in termini di errori, di impreparazione e di scorretto comportamento del personale di bordo, prima e dopo l’incidente, é ora pregato di farsi avanti, dandoci la sua disponibilità, entro e non oltre questo venerdì, per consentirci, alla udienza di lunedì prossimo, di predisporre la lista dei testi che pretendiamo di sentire ed i motivi per i quali interessa farlo, ed opporci alla richiesta di rinuncia integrale della Procura.

Il Vostro aiuto ci consentirà così di delineare correttamente le responsabilità della società armatrice, che ha addossato l’intera responsabilità del naufragio al solo Schettino.

Preghiamo perció chi sia pronto ad essere sentito di specificare nel commento al seguente sondaggio, di riferire a cosa ha assistito e che cosa ha subito e che atteggiamento la società Costa ha poi tenuto nei suoi confronti, A PRESCINDERE DALL’AVER ACCETTATO O MENO IL RISARCIMENTO, così da permetterci di vagliare le voci che, più opportunamente, dovranno essere sentite dal Tribunale e dalla Procura.

Coloro che hanno ottenuto un risarcimento dalla Costa, possono egualmente essere ascoltati, ED ANZI essendo i testi più attendibili, potranno rendere un grande servizio alla ricerca della verità ed alla Giustizia. Chi non ha accettato il risarcimento e non si sia costituito parte civile nel processo penale in corso, inoltre, potrà rendere la propria testimonianza e comunque fare causa civile a Costa per ottenere i risarcimenti dovuti (ad esempio tutti i passeggeri che hanno seguito la c.d. “via americana” e che sono rimasti senza alcuna tutela risarcitoria, molti dei quali si sono già rivolti a noi per farsi assistere nella class action a Genova), e potrá ottenere, una volta dimostrata la corresponsabilità di Costa nel naufragio e nel ritardato abbandono della nave, un risarcimento dei danni proporzionato alla colpevole conduzione del naufragio da parte della società armatrice. Quel danno punitivo, sul modello americano, che alzerebbe il livello dei risarcimenti, svolgendo anche una funzione di prevenzione e monito, e che stiamo cercando di ottenere dal Tribunale penale di Grosseto.

LA VOSTRA ESPERIENZA, LA VOSTRA VOCE E LA COMPONENTE UMANA DEL NAUFRAGIO NON PUO’ E NON DEVE RIMANERE FUORI DA QUESTO PROCESSO.

Vi invitiamo, quindi, a consultare la LISTA PASSEGGERI che i Pubblici Ministeri avevano indicato nella loro lista testi ed oggi non intendono più ascoltare, e, trovando il vostro nome o quello di un vs familiare, COMPILARE IL SEGUENTE BREVE QUESTIONARIO

 

Concordia due anni dopo: Costa Crociere non ritiene doveroso consentire le commemorazioni

mappa_isoladelgiglio13 gennaio 2014, due anni dal naufragio della Costa Concordia, e probabilmente l’ultima occasione per i passeggeri, e sopratutto PER I FAMILIARI DELLE 32 VITTIME decedute, per vedere la nave prima che venga rimossa e rendere un rispettoso tributo di memoria all’evento catastrofico che ha trasformato improvvisamente una tranquilla crociera invernale, in ore di smarrimento, attesa e terrore al freddo sui ponti, un incubo che in moltissimi non dimenticano e dal quale altri non torneranno più.

Un DOVEROSO tributo di rispetto e di memoria ad una tragedia epocale, ma non per tutti.

Infatti la compagnia Costa Crociere, che l’anno scorso organizzava e finanziava la trasferta da e per l’isola del Giglio in occasione del primo anniversario del naufragio, quest’anno non si è minimamente sentita in dovere di fare qualcosa, ed anzi, ha evidentemente pensato bene che, oltre a risparmiare soldi, questo allontanerà l’attenzione ed impedirà, di fatto, alla maggior parte delle persone e dei sopravvissuti di raggiungere l’Isola ed a chiunque di rientrare la sera  a terra dopo le celebrazioni organizzate dal Comune dell’Isola.

UnknownLa compagnia di crociere sa benissimo che in questa stagione l’ultimo traghetto serale della Toremar per Porto S. Stefano, parte alle 17,30 e quindi non consente di poter partecipare alla commemorazione principale, ovverosia la solenne messa con fiaccolata, per finire in porto con il suono delle sirene di tutte le imbarcazioni in porto alle 21:45:07″ (ora dell’impatto sugli scogli delle scole) e la benedizione della lapide posta a memoria delle vittime.

Se a questo aggiungiamo che di inverno sull’isola c’è un solo albergo aperto, il risultato è CHIARO!

COSTA S.p.A. ha buttato a mare ed abbandonato a loro stessi per la seconda volta i passeggeri della Concordia, e non solo se ne infischia dei naufraghi e dei familiari delle vittime, ma quel che è peggio dimostra anche in questa occasione una deliberata volontà nel privilegiare sempre scelte di tutela del proprio patrimonio e della propria immagine commerciale, piuttosto che il rispetto e la sicurezza delle persone.

Sin da subito la Costa Crociere fece un clamoroso tentativo per allontanare i naufraghi dal Giglio e dalla nave semiaffondata, inviando l’anno scorso una VERGOGNOSA lettera a tutti i sopravvissuti, con la quale li invitava calorosamente a NON recarsi sull’isola per la 1a ricorrenza del naufragio, nell’evidente desiderio di sminuire l’importanza dei fatti e far dimenticare ai più ed al più presto le proprie gravissime responsabilità nella tragedia.

Il Sindaco del Giglio Sergio Ortelli si sta prodigando per organizzare una corsa serale speciale con la compagnia di traghetti, ma certamente la Toremar non ha a disposizione sovrabbondanza di navi e di personale come invece il colosso Costa, che tuttavia non ritiene affatto suo dovere agevolare gli ex-passeggeri e consentire la commemorazione sull’Isola. Anzi, fa di tutto per impedirlo.

ticket anniversarioIl sit-in dei passeggeri della Concordia, viceversa, si svolgerà regolarmente lunedì 13 gennaio 2014 presso il Teatro moderno di Grosseto, adibito ad aula del processo penale contro Schettino, per osservare qualche minuto di silenzio a suffragio delle vittime, nella intenzione, con la loro presenza, di sensibilizzare il tribunale ad allargare il confine della ricerca delle responsabilità, e far sentire che, dietro gli avvocati delle parti civili, ci sono PERSONE e FAMIGLIE INTERE, che hanno rischiato la vita con ore di terrore, e pretendono GIUSTIZIA e RISPETTO.

UN RISPETTO CHE COSTA CROCIERE DIMOSTRA AD OGNI OCCASIONE DI NON AVERE

SIT-IN dei passeggeri nel processo Concordia – lunedì 13.01.2014

ticket anniversarioConfermato l’evento organizzato dal pool Giustizia per la Concordia in occasione della seconda ricorrenza del naufragio della nave Costa Concordia per il giorno 13 gennaio 2014 ore 09,00 presso l’aula di udienza al teatro Moderno di Grosseto.

Nonostante la agitazione nazionale della categoria degli Avvocati indetta per quei giorni a livello nazionale (13,14 e 15 gennaio), e la intenzione manifestata dai difensori dell’imputato Francesco Schettino, di aderire allo sciopero, la cancelleria del tribunale ci ha appena confermato che l’udienza del 13 gennaio verrà aperta come previsto presso il Teatro Moderno e, preso atto della astensione, verrà disposto il rinvio all’udienza del 27 gennaio 2014, consentendoci dunque di osservare preliminarmente qualche minuto di silenzio in suffragio delle vittime e svolgere la nostra manifestazione in ingresso della aula. L’udienza del 14 gennaio, viceversa, non si terrà.

FB contactsMassima attenzione da parte dei media, televisioni e stampa nazionale ed estera, ed eccezionale interesse da parte dei passeggeri e dell’intero popolo di internet (ad oggi 5.884 visualizzazioni su facebook del post relativo all’evento), e quindi confidiamo in una ampia e solidale partecipazione alla marcia pacifica dei passeggeri verso il Teatro ed al successivo sit-in di protesta, al fine di sensibilizzare il Tribunale e la Procura di Grosseto a tutelare e garantire gli interessi delle parti civili e della collettività tutta, anche attraverso il riconoscimento del DANNO PUNITIVO a carico della responsabile civile, e pretendere dalla compagnia Costa Crociere maggiore RISPETTO per i naufragi ed una offerta per risarcimenti ADEGUATI senza aspettare la fine del processo.

Giustizia per la Concordia, appunto!

A seguire ed in uscita dal Teatro chi lo desidera potrà recarsi presso l’isola del Giglio, ove si svolgerà un programma di celebrazioni, molto sobrio rispetto allo scorso anno in modo da privilegiare la preghiera e la riflessione, terminando con una processione con fiaccolata ed il suono delle sirene di tutte le imbarcazioni in porto all’ora dell’impatto (21,45,7″). Il Sindaco del Comune dell’Isola in persona, Sergio Ortelli, ci ha anticipato il programma pregandoci di “estendere l’invito ai naufraghi che sono e saranno sempre accolti con affetto dai gigliesi“. QUI DI SEGUITO IL LINK AL PROGRAMMA COMPLETO Lunedì 13 gennaio 2014 programma definitivo Giglio

Appuntamento quindi per tutte le parti civili, le loro famiglie, i loro difensori ed amici, tutti i passeggeri anche se già risarciti e chiunque voglia partecipare all’evento, per il giorno 13 gennaio 2014, al meeting point presso l’hotel Airone di Grosseto (via Senese n.35) per le ore 08,30, onde potersi riunire, conoscersi e coordinare, ed avviarci in corteo pacifico verso il Teatro moderno, presso il quale si svolgerà l’udienza ed il Sit-In; in alternativa potrete recarvi direttamente presso il Teatro in Via Tripoli n.33. Non ci saranno striscioni o cartelli quale forma di rispetto alle vittime e di decoro del luogo ove ci si troverà che, seppure all’interno di un Teatro per ragioni organizzative, rappresenta pur sempre il Tribunale di Grosseto.

NON E’ NECESSARIO ACCREDITARSI PRIMA, ma sarebbe consigliabile ed opportuno per motivi organizzativi e di sicurezza all’ingresso del Teatro, presidiato dalle forze dell’ordine e dagli addetti di Cancelleria, fornirci per email il prima possibile i dati di chi voglia partecipare (nome, cognome, data di nascita e residenza, ruolo – es. passeggero, familiare, dipendente della Costa, cittadino del Giglio, supporter etc.), al fine di evitarvi inutili attese la mattina del 13 gennaio. La mail di riferimento è giustiziaperlaconcordia@agenzialegale.net

in ogni caso Confermate tramite facebook la vs partecipazione alla manifestazione e condividete con i vs. conoscenti l’evento!

VI ASPETTIAMO IN MASSA CON I VOSTRI FAMILIARI E VI INVITIAMO A DIFFONDERE IL PIU POSSIBILE LA NOTIZIA SULLA INIZIATIVAVOLANTINO COSTA-1

VOLANTINO COSTA

Udienza 12.11.2013 – Di Piazza e Borghero

Guarini

 

Il primo teste escusso all’udienza del 12 novembre scorso é Ugo Di Piazza, entrato in costa come allievo ufficiale nel 2010 e ufficiale addetto alla sala macchine al momento del naufragio, ulteriore dimostrazione che in questa compagnia la scalata ai gradi è davvero una facile arrampicata!

Dalla sua deposizione emerge che nonostante una porta stagna fosse chiusa l’acqua filtrava “copiosamente”, a dimostrazione che queste paratie, peraltro spesso aperte  in navigazione come dallo stesso teste riferito, anche da chiuse non svolgevano a dovere la loro preziosa e fondamentale funzione di sicurezza.

Riferisce di aver riferito quasi subito al suo superiore Borghero al quale disse che vi erano due compartimenti allagati e che ve ne era anche un terzo che si stava vistosamente allagando.

Pacifico  dunque che in plancia seppero tutti  pochi minuti dopo l’impatto le reali condizioni della nave, circostanza questa che aggrava la posizione del Comandante che non diede l’allarme generale e l’abbandono nave, ma anche quella degli altri imputati oltre Schettino, sui quali pende giudizio di impugnazione innanzi alla Corte di Cassazione a seguito dell’impugnazione della sentenza di patteggiamento da parte della Procura Generale di Firenze, come invocata con apposita istanza dagli Avvocati di “Giustizia per la Concordia”.

Di Piazza fa ben capire che per loro della sala macchine era chiaro che perduti senza speranza i motori ed i generatori elettrici, la nave non poteva più essere governata. Nonostante l’evidenza della gravità della situazione i minuti, preziosi per le vite dei passeggeri da salvare, continuarono a scorrere senza che venisse dato l’allarme falla (delta xray) o quanto meno quello dell’emergenza generale, che avrebbe consentito di avviare la procedure di appello per predisporre lo sbarco dei passeggeri. Il teste ci narra che “la situazione di panico era tale da non consentire lo sbarco ordinato” e che le scialuppe furono calate anche prima dei segnali che la plancia diede con colpevole ritardo.

Ma anche la genuinità di questa testimonianza, su alcune circostanze che il teste sembra non sapere o non ricordare, è funestata dal fatto che, come ormai stiamo facendo emergere udienza dopo udienza, subito dopo i primi colloqui con gli inquirenti anche Piazza fu convocato dai legali di Costa (ed a volte con la presenza di referenti di Carnival) per un resoconto sull’accaduto e per un fulmineo quanto soddisfacente risarcimento. Senza neppure averlo chiesto!

Dello stesso tenore la testimonianza di Borghero Tonio, dal 2002 dipendente Costa e ufficiale in seconda addetto alle macchine, pure sentito all’udienza del 12 novembre, che conferma la gravità della situazione e come fosse palese la completa compromissione della sala macchine a causa dell’allargamento totale dei comparti. Precisa che al momento dell’impatto si trovava in cabina e che aveva la percezione che qualcosa fosse accaduto per l’inclinazione della nave (sbandata) e per le vibrazioni, in quanto non ha sentito l’urto! Giova sul punto ricordare che la cabina dove si trovava il teste é sita al ponte 5 e il generatore di emergenza non è ubicato sotto il ponte zero (e quindi nella parte bassa della nave) ma al ponte 11!

E questo ci permette di confutare le dichiarazioni della Costa Crociere nella sua veste di responsabile civile proprio su questa circostanza (che sul malfunzionamento del generatore di emergenza – ponte 11 – ha cercato di giustificarsi sostenendo pubblicamente che la causa del guasto doveva evidentemente essere ricercata nelle conseguenze provocate all’impianto dall’urto), poiché quell’urto ha interessato solo i ponti sotto la linea di galleggiamento (ponte 0) mentre nessuno sopra il ponte zero ha neppure avvertito l’urto, se non in termini di vibrazione e sbandata! Figuriamoci se il generatore di emergenza, che deve sopravvivere per sua natura ad eventi di emergenza, possa considerarsi andato in avaria per tale motivo; non ha semplicemente funzionato come non ha funzionato molto altro, e proprio quando ce ne era necessità vitale per garantire la sicurezza dei passeggeri (vedi ascensori, timoni, illuminazione, verricelli delle scialuppe etc.)!

Di nuovo, rispedendo al mittente l’offensivo modo di riferirsi alle parti civili del legale della compagnia, possiamo dire che quello che conta in questo processo è ciò che dicono i testimoni e le perizie, mentre quello che afferma l’Avv. De Luca alle telecamere non conta nulla, o meglio, parafrasandolo, si può dire che conta da zero in giù (rectius dal ponte zero in giu!)

LEGGI ARTICOLO DE “LA NAZIONE”

VEDI SERVIZIO TG2

LA PROCURA GENERALE CI DA RAGIONE, ED IMPUGNA I PATTEGGIAMENTI

20130924-025651.jpg

Grandissimo risultato ottenuto dalle parti civili, ed in primis dal pool Giustizia per la Concordia, promoter della iniziativa, seguita a ruota da Inail, Codacons, e molte altre parti civili.

LA PROCURA GENERALE DI FIRENZE ACCOGLIE LA NOSTRA ISTANZA EX ART. 572 CP E, SPOSANDO LE NOSTRE TESI DI CONTESTAZIONE DELLA SENTENZA CHE ACCOGLIEVA IL PATTEGGIAMENTO DEI COIMPUTATI DEL COMANDANTE SCHETTINO, IMPUGNA PER CASSAZIONE TALE DECISIONE, di fatto andando contro l’operato della Procura di Grosseto.

Abbiamo in questo processo dimostrato che le parti civili possono essere determinanti nel percorso processuale e non necessariamente dei semplici spettatori, come purtroppo avviene molto spesso e come quasi sempre si pretenderebbe di imporre loro, anche in questo processo, soprattutto da parte della Procura della Repubblica.

Aver direzionato e condotto il comandante Schettino verso un processo dibattimentale, aver in più occasioni richiesto di estendere le indagini e gli accertamenti peritali su elementi e fatti non esclusivamente tecnici e riferibili alle ragioni che hanno portato alla perdita di vite umane, ed infine, aver ottenuto di rimettere in discussione le vergognose scelte della procura sul patteggiamento.

Tutti questi sono i nostri risultati, in coerenza con l’obiettivo di pieno accertamento della verità ed estensione delle responsabilità non soltanto nei confronti del comandante Schettino, ma anche a carico dei coimputati e della stessa compagnia Costa, avendo avuto in più occasioni la sensazione che questa Procura volesse “proteggere” la società armatoriale e crocifiggere il solo comandante Schettino, arrivando il più velocemente possibile ad una sentenza di condanna.

Il significato di questa impugnazione da parte del Procuratore Generale è sotto gli occhi di tutti: la Procura di Grosseto non ha operato in modo rigoroso e certamente, aggiungiamo, non ha fatto sufficientemente ciò che ci si aspettava dovesse fare, forse la più importante delle cose, ovverosia garantire giustizia per le 32 vittime del naufragio e tutelare tutte le parti offese attraverso scelte più rigorose.

UN PROCESSO ECCEZIONALE, ANCHE PER IL RUOLO CHE LE PARTI CIVILI HANNO SVOLTO, IN ALCUNE INIZIATIVE, COME QUESTA, CHE SEMBRA FAVORIRE IL COMANDANTE ED IN EFFETTI PUNTA AD ELEVARE IL LIVELLO DI RESPONSABILITÀ DELLA COMPAGNIA ARMATORIALE PER AFFERMARE IL PRINCIPIO DI DANNO PUNITIVO NEL NOSTRO SISTEMA GIUDIZIARIO.

Per una volta la sensazione è che il bene possa trionfare, affermando il diritto dei passeggeri ad un risarcimento esemplare nei confronti della potente compagnia Costa SpA, la quale, con arroganza, aveva proposto un modestissimo risarcimento a fronte della rinuncia a tutto e per tutti, perfino al contenuto delle cassaforti.

Un caro saluto a tutti, AD MAIORA ed a breve.

La Procura Generale di Firenze riceve la delegazione di Avvocati di Giustizia per la Concordia – 28.08.2013

20130825-195830.jpg

Una delegazione di Avvocati del pool “Giustizia per la Concordia”, che rappresenta un centinaio di vittime del naufragio della Costa Concordia, si recherà a Firenze il prossimo 28 agosto per sollecitare il Procuratore Generale ad impugnare l’accordo di patteggiamento accolto dal GUP di Grosseto, con il quale tutti i coimputati del comandante Schettino sono usciti dal processo penale con condanne che vanno da 1 anno e 6 mesi a 2 anni e 10 mesi.

Pene da abuso edilizio, che praticamente non saranno soggette ad alcun tipo di effettiva esecuzione, e che, oltretutto prive di alcun obbligo di risarcimento danni in favore delle vittime, non rendono certo giustizia alla morte di 32 persone in uno dei naufragi più eclatanti della storia moderna, e rappresenta una vera e propria VERGOGNA NAZIONALE.

I legali delle parti civili ritengono infatti che le condanne per gli ufficiali di plancia, il capo della unità di crisi, tutti accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, naufragio e lesioni colpose debbano svolgere anche una funzione ulteriore di prevenzione degli incidenti sule navi da crociera, sulle quali viene massimizzato il profitto, a discapito della sicurezza, e salvaguardato il guadagno anche a costo della vita dei passeggeri.

ATTENDIAMO QUINDI ADEGUATA RISPOSTA DALLA PROCURA GENERALE SULLA NS. ISTANZA EX ART. 572 C.P.

SCIOPERO AVVOCATI: SLITTA IL PROCESSO CONCORDIA

ouaLa astensione degli avvocati dalle udienze, dall’8 al 16 luglio prossimi per protestare sul decreto “da fare” e sulla soppressione di molte sedi giudiziarie, proclamato dalla’OUA, l’Organismo unitario dell’Avvocatura, provocherà lo slittamento della udienza preliminare dell‘8 luglio 2013 nella quale il GUP Pietro Molino avrebbe dovuto pronunciarsi sui cinque patteggiamenti richiesti dai coimputati di Schettino, come anche della udienza del 9 luglio 2013 con la quale il Tribunale Collegiale penale di Grosseto, presieduto dal giudice Giovanni Puliatti, doveva aprire il processo dibattimentale, , contro il solo imputato che ha scelto la via del rito ordinario, ovverosia il comandante Francesco Schettino.

A confermarlo sono i difensori di tutti gli imputati, che hanno dichiarato alle cancellerie del Tribunale, la loro intenzione di aderire alla astensione.

L’udienza dell’8 e 9 luglio 2013 si svolgeranno comunque per acquisire le adesioni alla indetta astensione ed il calendario delle udienze di rinvio sarà il seguente: 17, 18 e 19 luglio 2013 ore 09.00  per il giudizio dibattimentale e 20 luglio per la discussione sul patteggiamento avanti al GUP

Processo Concordia bis contro vertici Costa e Carnival

20130517-223234.jpgGiustizia per la Concordia legge con soddisfazione che la Procura di Grosseto ha disposto l’apertura di un nuovo filone di indagini a carico dei membri del consiglio di amministrazione di Costa e di Carnival per avere concorso nel naufragio della Concordia consentendo gli inchini e per non aver predisposto ogni necessario mezzo di prevenzione.
I membri dei due cda saranno indagati anche per avere concorso a ritardare i soccorsi e l’abbandono nave.
La Procura di Grosseto ha dunque deciso di dare corso alla denuncia presentata da Giustizia per la Concordia il 15 aprile scorso basata sugli atti di indagini, sulla perizia agli atti e sull’indagine amministrativa svolta dalla Capitaneria di porto di Livorno sulle cause del disastro.
Confidiamo che emergeranno effettivamente tutte le responsabilità della Costa Crociere SPA e che i suoi amministratori si troveranno presto anche loro sul banco degli imputati assieme a Schettino che, come abbiamo sempre ritenuto, non può essere indicato quale capro espiatorio. Nel processo bis Costa in persona dei suoi amministratori si potrá finalmente vedere direttamente imputata di quanto successo.

La notizia della ns denuncia é passata sul tg1 inoltre é su repubblica http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/05/17/news/concordia_indagati_per_il_naufragio_5_componenti_del_cda_di_costa_crociere-59026334/?ref=HREC1-6 e anche sul fatto quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/concordia-5-nuovi-indagati-sono-componenti-del-cda-costa/597721/

RASSEGNA STAMPA

Udienza del 16.05.2013

20130516-180143.jpgAlla udienza odierna del 16 maggio, il GUP ha disposto lo stralcio della posizione degli imputati che hanno richiesto il patteggiamento, rinviando la decisione alla udienza del 8 luglio 2013 e facendoli allontanare dalla aula

Schettino e i suoi difensori sono rimasti da soli sul banco degli imputati, anche umanamente era suggestivo vedere Quanto fosse impari la presenza di un solo imputato contro tutti in un processo di questa caratura.
Avremmo voluto vedere Costa seduta con i suoi responsabili di vertice, seduta di fianco all’imputato e non tra noi parti civili!
L’avvocato Pepe non ha manifestato una immediata decisione sui riti alternativi, quindi il GUP ha dato la parola a pubblico ministero, parti civili e responsabile civile per le conclusioni.

Il PM Ha inaspettatamente svolto una requisitoria piuttosto concisa, soprattutto rivolta a dimostrare la responsabilità apicali e personale di Schettino, Certamente in modo efficace tanto da sembrare indubitabile il rinvio a giudizio, ma trascurando di spendere qualche giusta parola sulle indubbie responsabilità degli altri, ed in alcuni punti sembrava quasi stesse facendo le difese della costa crociere

Le parti civili si sono tutte prodigate nell’argomentare la responsabilità di Schettino ma anche degli altri, in termini di dolo eventuale, e non solo come colpa cosciente. A mio parere le tesi sono state illustrate tutte in modo molto ampio e convincente, nelle molteplici sfaccettature affrontate dai singoli avvocati e rappresentando ognuno un diverso aspetto Che porta sempre ad uno stesso risultato: alzare il livello delle responsabilità per bloccare i patteggiamenti, consentire che questo giudizio si celebri davanti alla corte di assise, dove potrà essere trattata la responsabilità degli imputati anche in termini di dolo, arginato il rischio di una scelta anche di Schettino di restare su un giudizio abbreviato che parta da reati sottodimensionati e pene più miti. Il tutto a discapito dell’accertamento della verità!

L’avvocato De Luca, per la responsabile civile ha molto brevemente argomentato sulla posizione di Costa Crociere, che sarebbe tuttora pronta a risarcire tutti, in termini che, tuttavia partono da presupposti di quantificazione davvero non condivisibili, ed oltretutto niente affatto formalizzata in modo serio nei confronti di tutti i passeggeri. Utilizzando un termine piuttosto inflazionato, questa pretesa disponibilità della Costa potrebbe ben definirsi una vera “sciocchezza”

La pressione mediatica e le considerazioni svolte dai difensori delle parti civili sembrano aver condotto il comandante schettino ed i suoi difensori ad una scelta che non pregiudichi i diritti delle parti civili e l’accertamento dei fatti e delle responsabilità vere.

Uscendo dalla aula Schettino ha dichiarato ai giornalisti che non farà il giudizio abbreviato.

Domani vedremo!

Udienza del 14.05.2013


NON CI STIAMO! Come pool di legali che rappresentano gli interessi dei passeggeri, riteniamo che vi siano delle responsabilità troppo grandi per consentire una facile via di fuga con il patteggiamento, oltretutto non subordinato al risarcimento in favore delle parti civili! per questo chiediamo a gran voce al dott. Molino di alzare il livello di tali responsabilità con la riqualificazione delle imputazioni a carico degli imputati in reati di natura dolosa (dolo eventuale); questo almeno nei confronti di Schettino, gli ufficiali di coperta ed il responsabile della unità di crisi della Costa.

Lo scandalo non è la richiesta di patteggiamento di Schettino, ma la sottodimensione delle imputazioni che ha consentito agli altri imputati di arrivare ad una proposta di pena a meno di due anni di reclusione, e lo sconcertante assenso prestato dalla Procura di Grosseto a tali proposte senza che le stesse fossero condizionate al risarcimento del danno alle parti civili.

UN VERO REGALO ALLA COSTA SpA!

Costa che ha fin qui affermato di aver raggiunto un accordo con più dell’80% dei danneggiati, mentre oggi in aula i dati riportati dal legale della compagnia parlano di circa 2.000 persone risarcite, quindi meno del 50% dei passeggeri a bordo della Concordia.

Per quanto riguarda quindi la società Costa SpA, che è stata chiamata nel processo come responsabile civile, abbiamo chiesto a garanzia del risarcimento danni in favore dei passeggeri, il sequestro della nave Costa Diadema, in corso di costruzione presso la Fincantieri di Marghera, ovvero il sequestro delle quote azionarie e le partecipazioni societarie.

GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA pretende rispetto per il diritto al risarcimento in favore dei passeggeri, ora, in questa sede.

Chiudere il processo penale per un naufragio come quello senza prevedere un obbligo al risarcimento dei danni a carico della responsabile civile, per reati commessi dai suoi dipendenti in un contesto di piena consapevolezza e concorso di colpa della Costa (patteggiamento da 1 mln di euro già concluso per la Società) è assolutamente INACCETTABILE

Udienza 15.04.2013

COMUNICATO STAMPA

Oggi, alla prima udienza del processo concordia il pool di 30 avvocati “Giustizia per la Concordia”, si sono costituiti come parti civili per i loro assistiti, circa 100 persone, nei confronti di tutti gli imputati, richiedendo 1 milione di euro per ciascun passeggero, a titolo di risarcimento del danno, collegandolo ad un innovativo criterio di liquidazione che tenga necessariamente conto del cd. “danno punitivo” di derivazione statunitense, onde garantire che i passeggeri che si sono rivolti alla giustizia americana non godano di privilegi rispetto a coloro che hanno dato fiducia ed accettato la giurisdizione italiana nella vicenda.

Per questo gli Avvocati dei naufraghi procederanno a richiedere la citazione della Costa S.p.A. come responsabile civile, sin dalla udienza di mercoledì prossimo, chiedendo il sequestro conservativo di una nave della flotta da crociera.

NASCE GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA – Network legale degli Avvocati per le parti lese del naufragio della Costa Concordia

costa_concordia11-300x227

COMUNICATO STAMPA

PROCESSO COSTA CONCORDIA

Grosseto, 15 aprile 2013

Un pool di Studi Legali dalle maggiori Città di Italia, con Avvocati che assistono i naufraghi della Costa Concordia si è organizzato per assistere in forma più incisiva ed uniforme il gruppo dei loro assistiti nell’intento di ottenere GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA, anche in considerazione dei limiti operativi della CLASS ACTION in Italia.

Gli Avvocati del network legale GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA si costituiranno tutti parti civili per i loro Assistiti nell’udienza preliminare che comincerà il 15 aprile a Grosseto, singolarmente ma con atti difensivi in serie, opponendosi alla costituzione di Parte civile della Costa S.p.A. chiedendo immediatamente la citazione della Costa S.p.A. quale responsabile civile del disastro.

Inoltre, i Naufraghi del Gruppo, tramite i loro Avvocati, presenteranno lo stesso lunedì 15 aprile alla Procura della Repubblica di Grosseto una ulteriore denuncia-querela contro tutti i membri dei Consigli di Amministrazione della Costa Crociere e della Carnival Corporation & PLC, ritenendoli corresponsabili del disastro e della mala gestio della emergenza.

Occorre infatti chiarire che la strategia difensiva della Costa Crociere attuata con il patteggiamento, è quella di limitare la propria responsabilità nella vicenda ad un milione di euro, somma stabilita dal GIP come sanzione amministrativa, per poi proporsi nel processo come parte danneggiata nei confronti di Schettino e degli altri imputati.

E’ chiaro che tutti i Naufraghi della Concordia non possono accettare un tale ruolo di “vittima” della Compagnia, che vorrebbe in questo modo “uscire di scena” dal processo penale e dalle responsabilità patrimoniali che ne conseguono, nonostante siano sotto gli occhi di tutti le gravi carenze nelle dotazioni di bordo, nella preparazione del personale alla emergenza, ma soprattutto nelle scelte operative comunicate dalla unità di crisi della Costa S.p.A. al Comandante Schettino durante tutto il naufragio.

Il Gruppo chiede e vuole ottenere che sia fatta Giustizia affinché i pericoli corsi ed il dramma che hanno vissuto non si possano più ripetere su tutte le navi da crociera e affinché le società armatrici si dotino di regole certe e condivise per la navigazione sicura e per le emergenze

Gli Avvocati Italiani dei Naufraghi della Concordia si sono organizzati per assistere insieme il Gruppo dei loro Assistiti unito dall’intento di ottenere GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA.

Gli Avvocati del Gruppo GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA si costituiranno tutti parti civili per i loro Assistiti nell’udienza preliminare che comincerà il 15 aprile di fronte al GUP di Grosseto Dott. Molino chiedendo che venga escluso il riconoscimento della Costa Crociere SpA dal novero delle parti civili del processo. Gli Avvocati chiederanno la citazione della Costa SpA quale responsabile civile del disastro.

I Naufraghi del Gruppo lo stesso lunedì 15 aprile presenteranno insieme alla Procura della Repubblica di Grosseto una denuncia-querela basata sugli atti di indagini svolte dalla stessa Procura contro tutti i membri dei Consigli di Amministrazione della Costa Crociere e della Carnival Corporation & PLC chiedendo che vengano sottoposti a procedimento penale per avere concorso insieme agli attuali imputati a causare il naufragio della Concordia e a ritardarne il soccorso così provocando la morte di 32 persone e mettendo a rischio la vita di altre 4.000.

Lo scopo del Gruppo GIUSTIZIA PER LA CONCORDIA è quello di ottenere intanto la condanna penale di tutti gli attuali imputati del processo per il Naufragio della Concordia e la condanna nei confronti della Costa Crociere S.p.a. al risarcimento degli enormi danni subiti dai naufraghi. A questo riguardo, ispirandosi ai più recenti precedenti giurisprudenziali in tema di disastri colposi, il Gruppo confida di ottenere dalla Giustizia Italiana – unica competente a potersi pronunciare sul disastro – risarcimenti proporzionati alla sciagura occorsa per l’indubitabile gravissima responsabilità della Costa che ha messo a repentaglio la vita dei passeggeri per avere consentito alle proprie navi la pratica dei c.d. “inchini” sotto costa, per avere dotato la Concordia di personale impreparato alle emergenze e per aver cercato di risparmiare sui costi del salvataggio dolosamente ritardandolo e così mettendo ulteriormente a rischio la vita dei passeggeri e dell’equipaggio.

D’altronde Costa ha definitivamente ammesso le proprie responsabilità penali riguardanti il ritardo nella richiesta di aiuto alle Autorità Marittime patteggiando per le imputazioni al riguardo direttamente rivolte alla società dalla Procura di Grosseto.

Occorre chiarire però che la strategia difensiva della Costa Crociere, in tal senso, è quella di limitare le proprie responsabilità alla sanzione amministrativa patteggiata di un milione di euro, e dall’altra parte proporsi come parte civile, e quindi danneggiata, nel processo contro Schettino e gli altri imputati.

Il Gruppo chiede e vuole ottenere che sia fatta Giustizia affinchè i pericoli corsi ed il dramma che hanno vissuto non si possano più ripetere su tutte le navi da crociera e affinchè le società armatrici si dotino di regole certe e condivise per la navigazione sicura e per le emergenze