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LA SENTENZA INTEGRALE DI PRIMO GRADO- 550 pagine che non lasciano il segno

Sentenza Schettino prima paginaUna sentenza salomonica, non coraggiosa, che, come previsto sin dalla lettura del dispositivo e si è puntualmente capito oggi col deposito delle motivazioni, non lascerà certo il segno nella storia giuridica di questo paese, se non nella prevedibile revisione e nell’innalzamento della barra delle responsabilità e dei risarcimenti che siamo certi di poter ottenere in appello, e soprattutto in sede civile. Gli stessi Giudici grossetani intravedono margini, eppure non si spingono oltre al minimo loro richiesto, applicano la livella e, da moderni Ponzio Pilato, pur aprendo in più punti alle possibilità di accoglimento di talune richieste risarcitorie delle parti civili, comprese quelle sul danno punitivo, a loro dire non concedibile in questa sede, rimandano ad altre autorità, non escludendo che ciò possa avvenire in sede civile, dove peraltro recenti pronunce del Tribunale di Torino hanno riconosciuto apertamente il criterio moltiplicatorio del risarcimento legato alla responsabilità aggravata dalla condotta dei responsabili di un disastro. Insomma, condannano Schettino, liquidano un danno decoroso ma non esemplare e si lavano le mani dalla responsabilità di fare Giustizia vera, concreta, memorabile. A voi la lettura in anteprima della sentenza, e lasciamo spazio e tempo per i commenti su tante pagine, certamente soggette a controverse interpretazioni. Insomma, come già affermato, la sentenza non è – e non sarà certo per noi – il punto di arrivo, ma bensì la base di partenza per arrivare al riconoscimento di un più ampio diritto di risarcimento delle parti civili, all’accertamento della verità senza riguardo a chi poi ne debba rispondere, all’innalzamento della prevenzione a mare ed all’allargamento delle responsabilità verso i vertici societari. Perché non ci sia mai più una altra Concordia con un solo responsabile.

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Nuovo termine per deposito sentenza Concordia: 13 luglio 2015

clessidraLa Corte di Appello di Firenze, con un provvedimento a dir poco raro nella prassi processuale, ha concesso la proroga richiesta dal Tribunale di Grosseto per il deposito della parte motiva della decisione assunta in primo grado.
Il nuovo termine per conoscere le motivazioni della sentenza è dunque fissato per il 13 luglio 2015.
Non ci  resta quindi che attendere tale data per poter finalmente formulare osservazioni più approfondite sulla sentenza emessa in primo grado per il naufragio della Costa Concordia, e per presentare a Costa Crociere il conto delle provvisionali concesse: la Compagnia armatrice ha, infatti, comunicato che non intende corrispondere quanto riconosciuto ai naufraghi dal Tribunale di Grosseto a titolo di risarcimento o di provvisionale, prima del deposito integrale della sentenza!
A nulla sono valse le richieste di adempimento spontaneo delle obbligazioni risarcitorie avanzate da parte di queste difese a Costa Crociere, che ancora una volta dimostra di non avere rispetto alcuno per le vittime di questo naufragio.
Probabilmente avere quel danaro in cassa per 60 giorni ulteriori non avrà fatto alcuna minima differenza per le finanze della multinazionale, ma certamente farà la differenza sull’atteggiamento delle parti civili quando metteranno in esecuzione immediata il titolo di pagamento della provvisionale, portato dalla sentenza di condanna di Schettino.