Archivio mensile:settembre 2013

LA PROCURA GENERALE CI DA RAGIONE, ED IMPUGNA I PATTEGGIAMENTI

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Grandissimo risultato ottenuto dalle parti civili, ed in primis dal pool Giustizia per la Concordia, promoter della iniziativa, seguita a ruota da Inail, Codacons, e molte altre parti civili.

LA PROCURA GENERALE DI FIRENZE ACCOGLIE LA NOSTRA ISTANZA EX ART. 572 CP E, SPOSANDO LE NOSTRE TESI DI CONTESTAZIONE DELLA SENTENZA CHE ACCOGLIEVA IL PATTEGGIAMENTO DEI COIMPUTATI DEL COMANDANTE SCHETTINO, IMPUGNA PER CASSAZIONE TALE DECISIONE, di fatto andando contro l’operato della Procura di Grosseto.

Abbiamo in questo processo dimostrato che le parti civili possono essere determinanti nel percorso processuale e non necessariamente dei semplici spettatori, come purtroppo avviene molto spesso e come quasi sempre si pretenderebbe di imporre loro, anche in questo processo, soprattutto da parte della Procura della Repubblica.

Aver direzionato e condotto il comandante Schettino verso un processo dibattimentale, aver in più occasioni richiesto di estendere le indagini e gli accertamenti peritali su elementi e fatti non esclusivamente tecnici e riferibili alle ragioni che hanno portato alla perdita di vite umane, ed infine, aver ottenuto di rimettere in discussione le vergognose scelte della procura sul patteggiamento.

Tutti questi sono i nostri risultati, in coerenza con l’obiettivo di pieno accertamento della verità ed estensione delle responsabilità non soltanto nei confronti del comandante Schettino, ma anche a carico dei coimputati e della stessa compagnia Costa, avendo avuto in più occasioni la sensazione che questa Procura volesse “proteggere” la società armatoriale e crocifiggere il solo comandante Schettino, arrivando il più velocemente possibile ad una sentenza di condanna.

Il significato di questa impugnazione da parte del Procuratore Generale è sotto gli occhi di tutti: la Procura di Grosseto non ha operato in modo rigoroso e certamente, aggiungiamo, non ha fatto sufficientemente ciò che ci si aspettava dovesse fare, forse la più importante delle cose, ovverosia garantire giustizia per le 32 vittime del naufragio e tutelare tutte le parti offese attraverso scelte più rigorose.

UN PROCESSO ECCEZIONALE, ANCHE PER IL RUOLO CHE LE PARTI CIVILI HANNO SVOLTO, IN ALCUNE INIZIATIVE, COME QUESTA, CHE SEMBRA FAVORIRE IL COMANDANTE ED IN EFFETTI PUNTA AD ELEVARE IL LIVELLO DI RESPONSABILITÀ DELLA COMPAGNIA ARMATORIALE PER AFFERMARE IL PRINCIPIO DI DANNO PUNITIVO NEL NOSTRO SISTEMA GIUDIZIARIO.

Per una volta la sensazione è che il bene possa trionfare, affermando il diritto dei passeggeri ad un risarcimento esemplare nei confronti della potente compagnia Costa SpA, la quale, con arroganza, aveva proposto un modestissimo risarcimento a fronte della rinuncia a tutto e per tutti, perfino al contenuto delle cassaforti.

Un caro saluto a tutti, AD MAIORA ed a breve.

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